Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 24 giugno 2014, n. 14325 Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 25.6.2002, S., A., B., D., C., M., L., C. ed E.B., nonché P.S., premesso di essere (i primi nove, quali eredi di B.P.) proprietari di un appezzamento di terreno, sito in San Giorgio a...
Categoria: Diritto Civile e Procedura Civile
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 3 giugno 2014, n. 12416. L'"animus spoliandi" puo' ritenersi insito nel fatto stesso di privare del godimento della cosa il possessore contro la sua volonta', espressa o tacita, indipendentemente dalla convinzione dell'agente di operare secondo diritto ovvero di ripristinare la corrispondenza tra situazione di fatto e situazione di diritto, mentre la volonta' contraria allo spoglio da parte del possessore puo' essere esclusa soltanto da circostanze univoche ed incompatibili con l'intento di contrastare il fatto illecito come il suo consenso, l'onere della cui prova grava sul soggetto autore dello spoglio medesimo
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 3 giugno 2014, n. 12416 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PICCIALLI Luigi – Presidente Dott. MATERA Lina – rel. Consigliere Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere Dott. FALASCHI Milena...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 6 giugno 2014, n. 12798. Chi agisce per rivendicare i beni ereditari – eventualmente previo annullamento del testamento che ha chiamato all'eredita' il possessore di buona fede – puo' pretendere soltanto i frutti indebitamente percepiti, nei limiti fissati dall'articolo 1148 c.c.. Nella specie non risulta che sia stata fatta valere la mala fede della resiste – originaria attrice quanto alla percezione dei frutti, ne' che la mala fede di questa sia stato oggetto del contendere o di iniziativa probatoria volta a superare la presunzione vantata dall'erede testamentaria.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 6 giugno 2014, n. 12798 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TRIOLA Roberto Michele – Presidente Dott. MAZZACANE Vincenzo – Consigliere Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere Dott. FALASCHI Milena...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 9 giugno 2014, n. 12958. La proprieta' e gli altri diritti reali di godimento appartengono alla categoria dei diritti "autodeterminati"; secondo cui, conseguentemente, nelle azioni ad essi relative la causa petendi si identifica con i diritti stessi e non con il titolo (contratto, successione ereditaria, usucapione, etc.) che ne costituisce la fonte, la cui deduzione non ha la funzione di specificazione della domanda, ma e' necessaria ai soli fini della prova; secondo cui, ulteriormente, non da luogo alla proposizione di una domanda nuova in appello, preclusa dall'articolo 345 c.p.c., la deduzione da parte dell'attore in rivendicazione di avere acquistato la proprieta' del bene controverso per usucapione
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 9 giugno 2014, n. 12958 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PICCIALLI Luigi – Presidente Dott. MIGLIUCCI Emilio – Consigliere Dott. FALASCHI Milena – Consigliere Dott. ABETE Luigi – rel. Consigliere Dott. SCALISI Antonino...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 20 giugno 2014, n. 14084. Il vigilante che ha assunto l'obbligo di vegliare sull'immobile di un altro soggetto, ove, a fronte di segnalazione ricevuta, non provveda ad effettuare l'intervento al fine di verificare se effettivamente sia in corso effrazione e non avverte e chiede l'intervento delle forza di polizia, è tenuto a risarcire i danni patiti dalla parte che ha subito l'omessa vigilanza
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 20 giugno 2014, n. 14084 Svolgimento del processo 1. Con citazione del 2 aprile 1998 G.T. , nella veste di assicurata danneggiata da un furto con scasso della cassaforte interna alla villa isolata sita in (omissis) , furto avvenuto la notte del (omissis) , convenne dinanzi al...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 23 giugno 2014, n. 14206. Ai fini della ricerca della comune intenzione dei contraenti, il primo e principale strumento è rappresentato dal senso letterale delle parole e delle espressioni utilizzate, con la conseguente preclusione del ricorso ad altri criteri interpretativi, quando la comune volontà delle parti emerga in modo certo ed immediato dalle espressioni adoperate e sia talmente chiara da escludere la ricerca di una volontà diversa; precisandosi, poi, che il rilievo da assegnare alla formulazione letterale va verificato alla luce dell'intero contesto contrattuale, considerando le singole clausole in correlazione tra loro, a norma dell'art. 1363 cod. civ.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 23 giugno 2014, n. 14206 Svolgimento del processo 1. B.C. e C.A. convennero in giudizio, davanti al Tribunale di Napoli, M.A. , esponendo che essi, insieme al convenuto, erano soci della s.p.a. G.C. e che avevano sottoscritto col M. una convenzione in base alla quale gli attori si...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 18 giugno 2014, n. 13885. Nella specie di lite tra Condominio e condomino non trova applicazione, nemmeno in via analogica, la disposizione dell'art. 1132 c.c., che disciplina la materia delle spese processuali del condomino che abbia ritualmente dissentito dalla deliberazione di promuovere una lite o di resistere ad una domanda rispetto ad un terzo estraneo e neppure l'art. 1101 c.c., richiamato dall'art. 1139 c.c. Nell'ipotesi di controversia tra condomini, l'unità condominiale viene a scindersi di fronte al particolare oggetto della lite, per dare vita a due gruppi di partecipanti al Condominio in contrasto tra loro, con la conseguenza che il giudice, nel dirimere la controversia provvedere anche definitivamente sulle spese del giudizio, determinando, secondo i principi di diritto processuale, quale delle due parti in contrasto debba sopportare, nulla significando che nel giudizio il gruppo dei condomini, costituenti la maggioranza, sia stato rappresentato dall'amministratore
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 18 giugno 2014, n. 13885 Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 7 giugno 1995 D.E.V. ed M.A. , quali proprietari di unità immobiliari site nel fabbricato di (omissis) (n. 3 appartamenti, n. 2 locali a piano terra ed un locale seminterrato adibito a video-pub-bar e...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 20 giugno 2014, n. 14128. L'assegno per il coniuge deve tendere al mantenimento del tenore di vita da questo goduto durante la convivenza matrimoniale, e tuttavia indice di tale tenore di vita può essere l'attuale disparità di posizioni economiche tra i coniugi
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 20 giugno 2014, n. 14128 In un procedimento di divorzio tra C.C. e C.C., la Corte d’Appello di Bologna, con sentenza in data 03/1/2012 in riforma della sentenza del locale Tribunale, determinava in E. 300,00 l’assegno in favore della moglie. Ricorre per cassazione il marito, che pure deposita...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 20 giugno 2014, n. 14143. Il marito non può eludere il suo obbligo di mantenimento della moglie, creando una esposizione debitoria, e che l'accertamento di una evasione fiscale rende incerto l'ammontare dei suoi attuali redditi, comunque evidentemente superiore a quanto dichiarato.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 20 giugno 2014, n. 14143 In un procedimento di modifica delle condizioni di divorzio tra F.F. e R.D., la Corte d’Appello di Perugia, con decreto in data 1/12/2011, rigettava il reclamo avverso il provvedimento del Tribunale di Terni, confermando in €. 316,00 l’importo dell’assegno in favore della...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 20 giugno 2014, n. 14119. Rispettato il dettato normativo dell'art. 602 cod. civ., quando la sottoscrizione delle disposizioni di ultima volontà è stata apposta a margine o in altra parte della scheda, anziché in calce alla medesima, a causa della mancanza di spazio su cui apporla. Nella specie la Corte territoriale ha appunto giustificato la mancanza di sottoscrizione in calce alle disposizioni di ultima volontà con il fatto che nella seconda pagina della ritenuta scheda testamentaria, costituita da un mezzo foglio uso bollo, non vi era lo spazio sufficiente per apporvi la firma, sicché ha specularmente considerato valida la sottoscrizione presente all'inizio del primo foglio, quale ideale prosecuzione dello scritto (ovverosia, come inizio di una virtuale terza pagina).
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 20 giugno 2014, n. 14119 Svolgimento del processo 1. Per quanto ancora interessa in questa sede, nel dicembre 1992, M.R. conveniva in giudizio la sorella M.F. innanzi al Tribunale di Arezzo perché fosse pronunciata la nullità della lettera 6.12.1986 redatta dalla comune madre P.P. quale testamento, con declaratoria...