La verifica se ci si trovi in presenza di servitu’ di parcheggio o di diritto personale impone l’esame del titolo e della situazione in concreto sottoposta al giudizio, al fine di stabilire se sussistano i requisiti del ius in re aliena, e specificamente: l’altruita’ della cosa, l’assolutezza, l’immediatezza (non necessita’ dell’altrui collaborazione, ai sensi dell’articolo...
Categoria: Diritti reali e Condominio
Corte di Cassazione, sezione III civile, ordinanza 5 luglio 2017, n. 16482
I condomini che redigono il verbale non possono essere condannati per diffamazione solo per aver messo nero su bianco, gli umori dell’assemblea nel corso dell’intervento del presunto diffamato registrando “gli evidenti segni d’impazienza” dei partecipanti e prendendo atto che il ricorrente giustificava il suo voto contrario “con le solite motivazioni di tutti gli anni”. Suprema...
Corte di Cassazione, sezione II civile, ordinanza 4 luglio 2017, n. 16414
In tema di compossesso, il godimento esclusivo della cosa comune da parte di uno dei compossessori non e’, di per se’, idoneo a far ritenere lo stato di fatto cosi’ determinatosi funzionale all’esercizio del possesso ad usucapionem e non anche, invece, conseguenza di un atteggiamento di mera tolleranza da parte dell’altro compossessore, risultando necessario, a...
Corte di Cassazione, sezione II civile, ordinanza 4 luglio 2017, n. 16407
L’azione di natura “reale”, esperita per l’accertamento dell’illegittimita’ delle immissioni e per la realizzazione delle modifiche strutturali necessarie al fine di far cessare le stesse nei confronti del proprietario del fondo da cui tali immissioni provengono e’ distinta e puo’ essere cumulata con la domanda verso altro convenuto, per responsabilita’ aquiliana ex articolo 2043 c.c.,...
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 30 giugno 2017, n. 16268
Rientrano nella nozione di nuova costruzione, di cui alla L. 17 agosto 1942, n. 1150, articolo 41 sexies, anche ai fini dell’applicabilita’ del Decreto Ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, articolo 9, per il computo delle distanze legali dagli altri edifici, non solo l’edificazione di un manufatto su un’area libera, ma anche gli interventi di...
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 28 giugno 2017, n. 16220
La condomina che mette una ringhiera e delle fioriere sul lastrico solare dopo aver creato nel suo appartamento un porta finestra che le consente di accedere al terrazzo facendo tre gradini, non lede e non altera il bene comune a meno che i manufatti non sottraggano definitivamente una sua porzione al godimento altrui Suprema Corte...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 22 giugno 2017, n. 15547
L’obbligo di partecipare alle spese condominiali per lavori di natura straordinaria sulle parti comuni sorge alla data di approvazione della delibera assembleare che ne ha disposto l’esecuzione, avendo detta delibera valore costitutivo della relativa obbligazione. Tale momento vale anche nei rapporti tra venditore e acquirente, fatti salvi naturalmente eventuali diversi accordi da loro raggiunti Suprema...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 10 luglio 2017, n.1702
La divisione parziale dell’eredità di cui all’art. 713, comma 3, c.c. richiede la manifestazione del consenso di tutti i coeredi in un unico contesto documentale scritto, oppure anche in documenti distinti e separati ma comunque in grado di dimostrare la loro inscindibile correlazione SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI ORDINANZA 10 luglio 2017, n.17021 Motivi...
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 26 giugno 2017, n. 15843
Gli accessi e il passaggio che, ai sensi dell’articolo 843 c.c., il proprietario deve consentire al vicino per l’esecuzione delle opere necessarie alla riparazione o manutenzione della cosa propria, dando luogo a un’obbligazione propter rem, non possono determinare la costituzione di una servitu’. In materia di usucapione delle servitu’, il necessario requisito dell’apparenza imponga che...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 23 giugno 2017, n. 15705
L’uso della cosa comune da parte di ciascun condomino e’ soggetto, ai sensi dell’articolo 1102 c.c., al duplice divieto di alterarne la normale ed originaria destinazione (per il cui mutamento e’ necessaria l’unanimita’ dei consensi dei partecipanti) e di impedire agli altri condomini di fare parimenti uso della cosa stessa secondo il loro diritto, configurando,...








