Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza n. 12880 del 5 aprile 2012 Svolgimento del processo 1. Con sentenza del 10.2.2011, il Tribunale di Gorizia condannava C.L. e CA.Pa. in ordine al reato di cui all’art. 659 cod. pen. in quanto, quali amministratori del locale “(omissis)”, corrente in (omissis), avevano provocato disturbo agli abitanti della...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza del 23 aprile 2012, n. 15701. Dalla presentazione di elementi di prova raccolti dal difensore a favore del proprio assistito deriva al giudice l’obbligo non solo della loro acquisizione, ma anche della loro valutazione, con la conseguenza che, in caso venissero disattese, è comunque richiesta una motivazione circa le ragioni che hanno portato ad escludere il rilievo alle prove assunte dalla difesa.
La massima Dalla presentazione di elementi di prova raccolti dal difensore a favore del proprio assistito deriva al giudice l’obbligo non solo della loro acquisizione, ma anche della loro valutazione, con la conseguenza che, in caso venissero disattese, è comunque richiesta una motivazione circa le ragioni che hanno portato ad escludere il rilievo alle prove...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 19 marzo 2012, n.10702. L’obbligo di vigilanza del delegante, distinto da quello del delegato, riguarda precipuamente la correttezza della complessiva gestione del rischio da parte del delegato medesimo e non impone il controllo, momento per momento, delle modalità di svolgimento delle lavorazioni.
La massima L’obbligo di vigilanza del delegante, distinto da quello del delegato, riguarda precipuamente la correttezza della complessiva gestione del rischio da parte del delegato medesimo e non impone il controllo, momento per momento, delle modalità di svolgimento delle lavorazioni. Ne consegue che non risponde della morte di un dipendente di una società la legale...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 17 gennaio 2012, n. 1709. Ricorre il reato di subornazione previsto dall’art. 377 c.p. anche nel caso in cui l’offerta sia avvenuta in via indiretta, per il tramite di un soggetto intermediario non direttamente coinvolto nelle sequele testimoniali, tuttavia in grado di poter prendere contatto ed influenzare le costituende deposizioni processuali di un individuo terzo a questi confidenzialmente legato
La massima Ricorre il reato di subornazione previsto dall’art. 377 c.p. anche nel caso in cui l’offerta sia avvenuta in via indiretta, per il tramite di un soggetto intermediario non direttamente coinvolto nelle sequele testimoniali, tuttavia in grado di poter prendere contatto ed influenzare le costituende deposizioni processuali di un individuo terzo a questi confidenzialmente...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 18 aprile 2012, n. 14880. La rapina si differenzia dall’estorsione poiché in essa il reo sottrae la cosa esercitando sulla vittima una violenza o una minaccia diretta e ineludibile, mentre nell’estorsione emergono gli elementi della coartazione e della consegna, ma non del totale annullamento della capacità del soggetto passivo di determinarsi diversamente dalla volontà dell’estorsore
La massima La rapina si differenzia dall’estorsione poiché in essa il reo sottrae la cosa esercitando sulla vittima una violenza o una minaccia diretta e ineludibile, mentre nell’estorsione emergono gli elementi della coartazione e della consegna, ma non del totale annullamento della capacità del soggetto passivo di determinarsi diversamente dalla volontà dell’estorsore. In sostanza, nell’estorsione...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 26 aprile 2012, n. 6519. Il patto di quota lite
Corte di cassazione – Sezione II – Sentenza 26 aprile 2012, n. 6519. Patto di quota lite Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 26 aprile 2012, n. 6519 Così deciso dalla Suprema Corte di cassazione con la sentenza in commento, la quale ha avuto modo di precisare, che, sul piano...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 26 aprile 2012, n. 6526. La responsabilità prevista dall’art. 1337 c.c., oltre che in caso di rottura ingiustificata delle trattative, può derivare anche dalla violazione dell’obbligo di lealtà reciproca
La massima La responsabilità prevista dall’art. 1337 c.c., oltre che in caso di rottura ingiustificata delle trattative, può derivare anche dalla violazione dell’obbligo di lealtà reciproca che si concretizza nella necessità di osservare il dovere di completezza informativa circa la reale intenzione di concludere il contratto, senza che alcun mutamento delle circostanze possa risultare idoneo...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 2 aprile 2012, n. 12252. La fattispecie di associazione eversiva di cui all’art. 270 bis c.p. .
Suprema Corte di Cassazione sezione V penale sentenza 2 aprile 2012, n. 12252 RILEVATO IN FATTO B. D., C. A., D. A., C. M., G. B., L. C., M. A., R. D., S. A., S. V., T. M. furono riconosciuti colpevoli, in primo grado (sentenza Corte di assise di Milano del 13.6.2009), del delitto...
Corte Costituzionale, sentenza 26 aprile 2012 n. 107. Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), nella parte in cui non prevede il diritto ad un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro i quali abbiano subìto le conseguenze previste dallo stesso articolo 1, comma 1, a seguito di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia
Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), nella parte in cui non prevede il diritto ad un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge,...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 18 aprile 2012, n. 14930. Deve essere qualificato negligente e imprudente il comportamento del medico curante che non valuta i sintomi chiaramente indicativi di una grave patologia cardiaca del paziente, scambiandoli per gastrite, e non prescrive con immediatezza gli occorrenti approfondimenti diagnostici. Ne consegue che il sanitario risponde di omicidio colposo per la morte dello stesso paziente
La massima Deve essere qualificato negligente e imprudente il comportamento del medico curante che non valuta i sintomi chiaramente indicativi di una grave patologia cardiaca del paziente, scambiandoli per gastrite, e non prescrive con immediatezza gli occorrenti approfondimenti diagnostici. Ne consegue che il sanitario risponde di omicidio colposo per la morte dello stesso paziente,...