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Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 14 maggio 2015, n. 2453. Stante la spettanza in capo all’amministrazione della scelte direzionali in tema di pianificazione urbanistica, la giurisprudenza di questo Consiglio di Stato ha costantemente ritenuto che la perplessità dell’azione amministrativa dovesse portare unicamente ad un obbligo rinforzato di motivazione, peraltro collegando tale obbligo a particolari situazioni soggettive qualificate, indicate in una serie predeterminata di casi. Tali elenchi, tuttavia, non possono configurare un numero chiuso. Infatti, è nella natura stessa degli strumenti urbanistici la necessità di adeguarsi non solo alla situazione di fatto determinatasi dall’intervento umano, ma anche al progresso delle tecniche conoscitive del territorio e all’aumentare delle competenze che rifluiscono in fase pianificatoria. Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 14 maggio 2015, n. 2453. E in questo senso, il Consiglio di Stato ha già riconosciuto la legittimità di tale evoluzione

Consiglio di Stato sezione IV sentenza 14 maggio 2015, n. 2453 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso in appello n. 122 del 2014, proposto da Im. s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli...

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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 15 maggio 2015, n. 2477. Al fine di individuare se un manufatto sia o meno interrato va fatto riferimento al livello naturale del terreno. Sul punto, non spetta al verificatore, ma solo al giudice, trarre dal risultato dell’accertamento le conclusioni in ordine all’individuazione e all’interpretazione del parametro normativo e alla sua applicazione alla specifica fattispecie

Consiglio di Stato sezione VI sentenza 15 maggio 2015, n. 2477 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2034 del 2014, proposto da: Ce.Ro., rappresentata e difesa dall’avvocato Ca.Ma., con domicilio eletto presso Al.Lu. in...

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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 15 maggio 2015, n. 2484. La dichiarazione relativa al possesso dei mezzi d’opera da parte dell’impresa ausiliaria debba essere presentata quando l’avvalimento riguardi non la qualificazione per una determinata categoria di lavori, ma risorse e requisiti tecnici specifici che non sono già senz’altro compresi nella qualificazione predetta

  Consiglio di Stato sezione VI sentenza 15 maggio 2015, n. 2484 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1144 del 2015, proposto da Re. s.r.l. in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e...

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Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 6 maggio 2015, n. 18775. Al soggetto imputato di infedeltà patrimoniale non può essere applicata la confisca per equivalente prevista per il reato di bancarotta

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 6 maggio 2015, n. 18775 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. OLDI Paolo – Presidente Dott. FUMO Maurizio – Consigliere Dott. BRUNO Paolo Antonio – Consigliere Dott. MICCOLI Grazia – rel. Consigliere Dott....

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 6 maggio 2015, n. 18654. Il versamento tardivo all’Inps delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei propri dipendenti non esclude il dolo del datore di lavoro

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 6 maggio 2015, n. 18654   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SQUASSONI Claudia – Presidente Dott. MULLIRI Guicla – Consigliere Dott. RAMACCI Luca – Consigliere Dott. GENTILI Andrea – rel. Consigliere Dott....

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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 4 maggio 2015, n. 18451. Le dichiarazioni del soggetto indagabile inutilizzabili non solo contro di sè ma anche contro tutti . La Corte ha affermato che l’inutilizzabilità vale erga omnes, e non può ritenersi relativa alla sola posizione del dichiarante – indagato previa verifica, ovviamente, della sussistenza di tale qualità, da condursi sulla base della situazione esistente al momento dell’assunzione delle dichiarazioni di cui trattasi

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 4 maggio 2015, n. 18451 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BRUSCO Carlo Giuseppe – Presidente Dott. FOTI Giacomo – rel. Consigliere Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere Dott. DOVERE Salvatore – Consigliere Dott....

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 30 aprile 2015, n. 8784. Licenziato il lavoratore che utilizza la legge 104 per andare a ballare e non per assistere la madre malata.

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 30 aprile 2015, n. 8784 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VIDIRI Guido – Presidente Dott. BANDINI Gianfranco – Consigliere Dott. NAPOLETANO Giuseppe – rel. Consigliere Dott. MAISANO Giulio – Consigliere Dott. DORONZO Adriana...

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 15 maggio 2015, n. 20320. Non integra il delitto della violenza o minaccia ad un pubblico ufficiale la reazione genericamente minatoria del privato, mera espressione di sentimenti ostili non accompagnati dalla specifica prospettazione di un danno ingiusto, che sia sufficientemente concreta da risultare idonea a turbare il pubblico ufficiale nell’assolvimento dei suoi compiti istituzionali

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 15 maggio 2015, n. 20320 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 10.7.2014 la Corte di appello di Cagliari, a seguito di gravame interposto dall’imputato L.E. avverso la sentenza emessa il 20.6.2012 dal Tribunale di Lanusei, ha confermato detta sentenza con la quale il predetto imputato è stato...

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Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 15 maggio 2015, n. 9935. 1) in pendenza di un procedimento di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, il fallimento dell’imprenditore, su istanza di un creditore o su richiesta del pubblico ministero, può essere dichiarato

Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 15 maggio 2015, n. 9935 Svolgimento del processo Con sentenza del 30 gennaio 2013 il Tribunale di Venezia dichiarava il fallimento della Musa Immobiliare s.r.l. e, con separato decreto reso in pari data, dichiarava inammissibile la proposta di concordato preventivo con riserva formulata dalla predetta società, osservando che...