Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 7 maggio 2015, n. 19040 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FUMO Maurizio – Presidente Dott. SABEONE Gerardo – rel. Consigliere Dott. PEZZULLO Rosa – Consigliere Dott. MICHELI Paolo – Consigliere Dott. CAPUTO...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 5 maggio 2015, n. 18647. È da riconoscere la richiesta di spostare il processo per motivi di legittimo sospetto nel caso in cui, vista la ristrettezza della procura, potrebbero crearsi incroci tra i vari soggetti coinvolti nel processo con possibili riflessi negativi sulla serenità e correttezza del giudizio. Nella specie, l’imputato, un dirigente di polizia, era il testimone a carico in un procedimento che ha visto il coinvolgimento di un pubblico ministero in forza nel piccolo ufficio giudiziario che dovrebbe giudicarlo
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 5 maggio 2015, n. 18647 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MILO Nicola – Presidente Dott. FIDELBO Giorgio – Consigliere Dott. DI STEFANO P. – rel. Consigliere Dott. CAPOZZI Angelo – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 30 aprile 2015, n. 18220. Il soggetto che in stato di ebbrezza conduce l’auto contromano e crea un incidente mortale non è imputabile a titolo di dolo eventuale per via della sola temerarietà della sua condotta. È necessario, invece, ricercare quegli elementi che leghino in maniera diretta e inequivocabile la condotta con l’accettazione del rischio di uccidere qualcuno. La Cassazione ha così fatto applicazione dei principi elaborati dalla sentenza Thyssen delle sezioni Unite al caso del noto imprenditore che guidando in autostrada sotto l’effetto di sostanze alcoliche e contromano aveva provocato la morte di 4 ragazzi investendo l’auto su cui essi viaggiavano. I giudizi di merito avevano riconosciuto il dolo eventuale, ma la Cassazione, rinviando ad altra sezione della corte d’Appello, ha ritenuto errato il ragionamento seguito e ha fissato dei paletti interpretativi molto rigidi affinché possa essere ritenuto integrato nella fattispecie il dolo eventuale anziché la colpa cosciente
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 30 aprile 2015, n. 18220 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CORTESE Arturo – Presidente Dott. NOVIK Adet Toni – Consigliere Dott. LA POSTA Lucia – Consigliere Dott. CASA Filippo – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 28 aprile 2015, n. 17681. È possibile contestare l’associazione mafiosa a un presunto affiliato a prescindere dalla prova del suo ingresso formale nel clan, attraverso la valorizzazione degli elementi di prova sostanziali che indicano l’utilizzo del metodo mafioso. La Cassazione, chiamata da un presunto boss a decidere contro un’ordinanza di custodia cautelare, ha così interpretato l’articolo 416 bis del Cp.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 28 aprile 2015, n. 17681 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ESPOSITO Antonio – Presidente Dott. LOMBARDO Luigi Giovann – Consigliere Dott. PELLEGRINO Andrea – Consigliere Dott. BELTRANI Sergio – Consigliere Dott. DI...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 27 aprile 2015, n. 17655. La creazione di un pericolo fittizio dal quale proteggere la vittima dell’inganno facendosi consegnare somme di denaro è inquadrabile nel delitto di truffa (articolo 640 del Cp) e non invece nei più gravi reati di concussione (articolo 317 del Cp) o induzione indebita (articolo 319 quater del Cp). La Cassazione ha precisato il giusto reato da applicare nei confronti di un carabiniere e di un suo complice che si fingeva tale i quali inventando un falso pericolo avevano offerto la loro protezione alla persona offesa in cambio di denaro. Per la Corte in questo caso non si configura la concussione perché la persona offesa non paga perché teme un danno ingiusto che può derivare da un uso distorto del potere; non si configura l’induzione indebita perché la vittima non si trova nella condizione di assoggettamento alla potestà; ma si configura la meno grave ipotesi di truffa perché l’aspettativa di un interessamento per risolvere la falsa situazione di pericolo è generata da artifici e raggiri
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 27 aprile 2015, n. 17655 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. AGRO’ Antonio S. – Presidente Dott. ROTUNDO Vincenzo – Consigliere Dott. PETRUZZELLIS Anna – rel. Consigliere Dott. DI STEFANO Pierluigi – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione II, ordinanza 21 aprile 2015, n. 16634. È stata rimessa alle sezioni Unite la questione dell’efficacia retroattiva delle notificazioni via Pec effettuate dagli uffici giudiziari nel periodo sperimentale precedente all’entrata in vigore della legge 228/2012. Il caso di specie riguardava il decreto di fissazione dell’udienza dinanzi al tribunale del riesame che era stato notificato al difensore dell’imputato esclusivamente in via telematica mediante Pec.
Suprema Corte di Cassazione sezione II ordinanza 21 aprile 2015, n. 16634 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIANDANESE Franco – Presidente Dott. GALLO Domenic – Consigliere Dott. DIOTALLEVI G. – rel. Consigliere Dott. CERVADORO Mirella – Consigliere Dott. CARRELLI...
Corte di Cassazione, sezione unite, sentenza 6 maggio 2015, n. 9099. La carenza di giurisdizione per illegittima composizione del giudice speciale (nella specie, Sezione del Consiglio di Stato) è ravvisabile solo in caso di alterazione strutturale dell’organo giudicante, per vizio di numero o qualità dei suoi membri, che ne precluda l’identificazione con l’organo delineato dalla legge, mentre la semplice violazione di norme processuali (nella specie, per dedotta incompatibilità dei magistrati) esorbita dai limiti del sindacato delle Sezioni Unite
Suprema Corte di Cassazione sezione unite sentenza 6 maggio 2015, n. 9099 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROSELLI Federico – Primo Presidente f.f. Dott. RORDORF Renato – Presidente di sez. Dott. BERNABAI Renato – Consigliere Dott. CAPPABIANCA Aurelio –...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 19 maggio 2015, n. 2537. Prima delle modifiche introdotte dalla legge n. 94 del 2009, solo per i minori stranieri “non accompagnati”, e non anche per quelli “comunque affidati” il rilascio del permesso di soggiorno al compimento della maggiore età era condizionato alla frequenza, per almeno due anni, ad un progetto di integrazione sociale e civile. Pure nel nuovo ordinamento ed anche in difetto di una norma intertemporale, è possibile conseguire la conversione del permesso di soggiorno come già accadeva nel previgente sistema, con un’interpretazione secondo ragionevolezza della novella di cui alla legge n. 94 del 2009.
Consiglio di Stato sezione III sentenza 19 maggio 2015, n. 2537 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 5897 del 2011, proposto da: Fl.Re., rappresentato e difeso dagli avv. Fr.Ch. e Si.Ge., con domicilio eletto...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 19 maggio 2015, n. 2535. Il procedimento di verifica della regolarità delle trasmissioni attivato a seguito di denuncia di interferenza causata dall’impianto in questione, presentata da altro operatore, è espressione del potere, intestato all’Ispettorato territoriale, di vigilanza e controllo del corretto uso delle frequenze, di verifica della conformità tecnica degli impianti di telecomunicazioni, di individuazione di impianti non autorizzati, di autorizzazione alle modifiche degli stessi, che ricomprende anche l’adozione di atti di sospensione delle trasmissioni fino al ripristino dell’uso legittimo
Consiglio di Stato sezione III sentenza 19 maggio 2015, n. 2535 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 4912 del 2009, proposto da: Ra. S.r.l., in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentata e difesa...
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 18 maggio 2015, n. 2509. In merito al provvedimento di diniego della domanda di concessione in sanatoria, relativa all’intervento edilizio realizzato in area soggetta al divieto assoluto di edificazione, è infondata la censura di violazione delle garanzie partecipative, costituendo, il divieto, un vincolo assoluto di inedificabilità che comporta l’applicazione dell’art. 33 della legge 28 febbraio 1985 n. 47. Infatti, l’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento, che non deve essere inteso in senso formalistico, ma risponde all’esigenza di apportate l’apporto collaborativo da parte dell’interessato, viene meno, risolvendosi in un aggravio procedimentale, qualora nessuna effettiva influenza potrebbe avere la partecipazione del privato rispetto alla portata non discrezionale del provvedimento finale, come del previsto dall’art. 21- octies, comma 2° della legge n. 241 del 1990
Consiglio di Stato sezione VI sentenza 18 maggio 2015, n. 2509 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 515 del 2011, proposto da: Bo.Fe. e Ca.Fr., rappresentati e difesi dall’avvocato Ad.To., con domicilio eletto...