Suprema Corte di Cassazione SEZIONE LAVORO sentenza n. 3802 del 18 febbraio 2014 Svolgimento del processo 1. Può ritenersi pacifico in fatto quanto segue. 1.1 – Il 23 giugno 2009, nell’esercizio dei suoi poteri di ispezione e vigilanza, il Consiglio Notarile di Grosseto, con comunicazione prot. n. 97/09, invitava il Notaio B. a produrre copia...
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Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 3113 del 12 febbraio 2014. Le norme della legge 27 luglio 2000 n. 212 (c.d. Statuto del contribuente), emanate in attuazione degli artt. 3, 23, 53 e 97 Cost. e qualificate espressamente come principi generali dell'ordinamento tributario, sono, in alcuni casi, idonee a prescrivere specifici obblighi a carico dell'Amministrazione finanziaria e costituiscono, in quanto espressione di principi già immanenti nell'ordinamento, criteri guida per il giudice nell'interpretazione delle norme tributarie (anche anteriori), ma non hanno rango superiore alla legge ordinaria; conseguentemente, non possono fungere da norme parametro di costituzionalità, né consentire la disapplicazione della norma tributaria in asserito contrasto con le stesse
Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza n. 3113 del 12 febbraio 2014 Ritenuto in fatto 1. L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, basato su sette motivi, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Piemonte indicata in epigrafe, con la quale, in parziale accoglimento dell’appello dell’Ufficio, è stata affermata la legittimità dell’avviso di...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 10 marzo 2014, n. 5457. Se il ricorrente in Cassazione indica sia un domicilio «in Roma» sia un indirizzo di posta elettronica certificato, senza dunque esprimere una indicazione univoca, allora il controricorso potrà essere indifferentemente notificato all'uno o all'altro. Inoltre, in tema di rapporto di utenza telefonica fra utente e Telecom, poiché il costo sopportato per l'anticipazione delle spesa sostenuta nei confronti delle Poste Italiane dalla Telecom, per la spedizione della fattura a mezzo del servizio postale, prevista dalle condizioni generali di contratto come costo da addebitare a carico dell'utente, non è, in mancanza di previsione nelle condizioni contrattuali, un'anticipazione eseguita in nome e per conto dell'utente, ma solo un'anticipazione per conto (e nell'interesse) dello stesso, e, dunque, non da luogo alla fattispecie dell'art. 15 n. 3 del d.P.R. n. 633 del 1972, deve ritenersi che la pretesa di rimborso della Telecom verso l'utente riguardo a quanto corrisposto per la spesa di spedizione alle Poste Italiane fa parte della base imponibile ai sensi dell'art. 13 del detto d.P.R., trattandosi di spesa per l'esecuzione della prestazione, con la conseguenza che legittimamente la Telecom ricarica detta spesa dell'i.v.a. e ciò ancorché la Telecom sopporti la spesa di spedizione verso le Poste Italiane in regime di esenzione ai sensi dell'art. 10 n. 16 dello stesso d.P.R..
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 10 marzo 2014, n. 5457 Fatto e diritto Ritenuto quanto segue: p.1. B.M.C. ha proposto ricorso per cassazione contro la Telecom Italia s.p.a. avverso la sentenza n. 52 del 23 marzo 2012, con la quale il Tribunale di Benevento, Sezione Distaccata di Guardia Sanframondi, in accoglimento dell’appello...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 10 marzo 2014, n. 5452. Accolto il ricorso ex art. 152 d.lgs. n. 196 del 2003 in danno di una società, per aver ricevuto continue telefonate, con le quali venivano offerte loro tariffe vantaggiose
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 10 marzo 2014, n. 5452 Fatto e diritto Ritenuto quanto segue: p.1. Con ricorso ex art. 152 d.lgs. n. 196 del 2003 P.P. , nella qualità di socio accomandatario della Morelli Assicurazioni s.a.s. di Morelli Maria Teresa e Pannitteri Paolo e C., proponeva dinanzi al Tribunale di Ferrara...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 5 marzo 2014, n. 5095. Il minore ha diritto di rimanere nella propria famiglia di origine, con conseguente ricorso allo stato di adottabilita' come soluzione estrema, quando ogni altro rimedio appare ormai inadeguato. In tale quadro, e la questione costituisce uno degli aspetti fondanti del ricorso in esame, deve ribadirsi l'irrilevanza delle mere espressioni di volonta' da parte dei genitori, o degli altri stretti congiunti, ove prive di qualsiasi concreta prospettiva e quindi non idonee al superamento dello stato di abbandono. L'apprezzamento, poi, della sussistenza in concreto della situazione sopra descritta si sostanzia in una valutazione rimessa al giudice del merito, mentre la prospettazione di un riesame del materiale probatorio acquisito nel processo, e' esclusa in sede di legittimita', qualora la motivazione non presenti vizi di carattere logico e giuridico
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 5 marzo 2014, n. 5095 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CARNEVALE Corrado – Presidente Dott. DI AMATO Sergio – Consigliere Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere Dott. CAMPANILE Pietro – rel. Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 6 marzo 2014, n. 5303. Non è di ostacolo al riconoscimento del diritto di soggiorno per coesione familiare ai sensi di tale decreto legislativo l'eventuale precedente ingresso o soggiorno irregolare del richiedente, secondo l'insegnamento della Corte di giustizia dell'Unione europea
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 6 marzo 2014, n. 5303 Svolgimento del processo La sig.ra D.S., cittadina australiana, ricorse al Tribunale di Verona avverso il diniego di rinnovo del suo permesso di soggiorno per motivi familiari in quanto coniugata con un cittadino italiano dal 2006, diniego pronunciato dal Questore il 5 aprile 2011....
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 3 marzo 2014, n. 4911. Valido il contratto collettivo che prevede un premio di produttività per i contratti a tempo indeterminato ma non per i precari
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 3 marzo 2014, n. 4911 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MIANI CANEVARI Fabrizio – Presidente Dott. VENUTI Pietro – Consigliere Dott. NAPOLETANO Giuseppe – Consigliere Dott. MAISANO Giulio – Consigliere Dott. BERRINO Umberto...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 7 marzo 2014, n. 5394. La relazione extraconiugale della moglie si collocava in una epoca tale da non poter essere che conseguenza di una convivenza coniugale logorata non determinante per lo effetto l'addebito
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 7 marzo 2014, n. 5394 Svolgimento del processo Con sentenza in data 19/03/2010, il Tribunale di Chiavari pronunciava la separazione giudiziale dei coniugi Q.F. e B.F., assegnava la casa coniugale al marito, al quale imponeva l’obbligo di provvedere in via esclusiva al mantenimento del figlio E. maggiorenne ma...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 marzo 2014, n. 5020. In tema di responsabilità dell’intermediario finanziario per gli eventuali danni arrecati a terzi nello svolgimento delle incombenze affidate ai promotori finanziari, ai fini della configurazione della responsabilità del preponente, è necessario (e sufficiente) che le attività svolte dal preposto abbiano determinato semplicemente una situazione tale da rendere possibile o comunque avere agevolato il comportamento produttivo di danno, a nulla rilevando che tale comportamento abbia esorbitato il limite delle mansioni o incombenze affidate o addirittura abbia integrato un'ipotesi di reato. In questi casi occorre accertare se l'esistenza del rapporto di preposizione abbia istituito quel nesso di occasionalità necessaria fra l'esercizio delle incombenze e il verificarsi del danno, su cui si fonda la responsabilità indiretta della preponente intermediaria
Suprema CORTE DI CASSAZIONE sezione III SENTENZA 4 marzo 2014, n. 5020 Ritenuto in fatto Con citazione del 19.01.2004 S.G. – premesso di intrattenere con la s.p.a. Rasbank (poi Allianz Bank Financial Advisor s.p.a, brevemente, di seguito, “Allianz Bank” o anche “la Banca”) un conto corrente di corrispondenza con possibilità di effettuare operazioni finanziarie mediante...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 7 marzo 2014, n. 5434. Rimessa alle sezioni unite la questione della giurisdizione (tra diritto tributario e diritto ordinario), pur se in astratto preliminare in rapporto alla competenza, che ne rappresenta una frazione – principio richiamato nella ratio decidendi riprodotta nelle relative massime e su cui si dovrebbe consentire, ove a decidere fosse ab initio la Corte di legittimità, deputata a dirimere in via definitiva il riparto di giurisdizione e di competenza – non si traduce in pregiudizialità giuridica qualora sia invece il giudice di primo grado (potestativamente adito dalla parte attrice) ad esaminarla; e che dovrebbe invece astenersene, ove riconosca di non essere stato correttamente individuato: riservandone la cognizione, unitamente al merito, al diverso giudice da lui ritenuto competente
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 7 marzo 2014, n. 5434 Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 5 luglio 2012, la signora B.A. proponeva opposizione, dinanzi al Tribunale di Brescia, a due ingiunzioni fiscali notificatele a cura del comune di Bagnolo San Vito per il pagamento, rispettivamente, di Euro 127.846,00 e...