Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 25 agosto 2014, n. 18174 Svolgimento del processo Con citazione del marzo 2001 V.P. conveniva in giudizio innanzi al Tribunale di Roma G.E. , Mediaset s.p.a., R.T.I. s.p.a. e Codacons (Coordinamento di Associazioni per la tutela dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), per sentirli condannare...
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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 31 luglio 2014, n. 17493. L'art. 2659, comma 1, n. 2, c.c., secondo cui nella nota di trascrizione devono essere indicati il titolo di cui si richiede la trascrizione e la data del medesimo, va interpretato in collegamento con il successivo art. 2655 il quale stabilisce che l'omissione o l'inesattezza delle indicazioni richieste nella nota non nuoce alla validità della trascrizione eccetto che induca incertezza sulle persone, sul bene o sul rapporto giuridico a cui si riferisce l'atto. Ne consegue che dalla nota deve risultare non solo l'atto in forza del quale si domanda la trascrizione ma anche il mutamento giuridico, oggetto precipuo della trascrizione stessa, che quell'atto produce in relazione al bene. Pertanto, in caso di regolamento di condominio c.d. contrattuale, non basta indicare il medesimo ma occorre indicare le clausole di esso incidenti in senso limitativo sui diritti dei condomini sui beni condominiali o sui beni di proprietà esclusiva
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 31 luglio 2014, n. 17493 Svolgimento del processo N.H.W., nella qualità di amministratore del Condominio (omissis) , conveniva davanti al Tribunale di Ancona la Quattroenne s.a.s. di Nicolin Franco & C, chiedendo che venisse dichiarata l’illegittimità dell’opera eseguita dalla convenuta di trasformazione del portico di sua proprietà esclusiva...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 4 settembre 2014, n. 18678. E' legittimo il licenziamento intimato al lavoratore per scarso rendimento qualora sia risultato provato, sulla scorta della valutazione complessiva dell'attività resa dal lavoratore stesso ed in base agli elementi dimostrati dal datore di lavoro, una evidente violazione della diligente collaborazione dovuta dal dipendente – ed a lui imputabile – in conseguenza dell'enorme sproporzione tra gli obiettivi fissati dai programmi di produzione per il lavoratore e quanto effettivamente realizzato nel periodo di riferimento, avuto riguardo al confronto dei risultanti dati globali riferito ad una media di attività tra i vari dipendenti ed indipendentemente dal conseguimento di una soglia minima di produzione
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Sentenza 4 settembre 2014, n. 18678 Svolgimento del fatto I. La Corte d’Appello di L’Aquila, con la sentenza n. 801/11 pronunciando sull’impugnazione proposta da F.G. nei confronti della società Pilkington Italia spa, avente ad oggetto la sentenza del Tribunale di Vasto n. 335 dell’ 11 gennaio 2011, la...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 12 settembre 2014, n. 37530. Nell'ipotesi di consumazione di una rapina a mano armata, tutti i compartecipi, e cioè sia gli autori materiali che coloro i quali – come l'imputata – abbiano prestato la necessaria assistenza, rispondono anche del reato di porto illegale di armi, atteso che l'ideazione dell'impresa criminosa comprende anche il momento rappresentativo del loro impiego e, quindi, del porto abusivo delle stesse per realizzare la necessaria minaccia o violenza, essenziali a tale tipo di reato
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 12 settembre 2014, n. 37530 Svolgimento del processo Con sentenza del 16.4.2013, la Corte d’Appello di Bologna confermava la decisione di primo grado che aveva condannato D.M. alla pena di anni tre mesi dieci giorni venti di reclusione e € 1000 di multa per il reato di cui...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 11 settembre 2014, n. 37475. Ciò che rileva ai fini della individuazione dell'elemento oggettivo del delitto di concussione è sempre e soltanto la prospettazione (minaccia) di un male ingiusto che, incidendo sul processo di formazione della volontà della vittima, non le lascia (parafrasando la notizia di decisione delle Sezioni Unite) alcun apprezzabile margine di autodeterminazione e di reale scelta per evitare l'ingiusto pregiudizio prefiguratole dall'agente, se non quello di accettarne le indebite pretese pecuniarie o altrimenti utilitaristiche. Sicché il soggetto passivo accetta di eseguire la dazione di denaro o altra utilità ovvero di prometterla al solo preminente scopo di evitare il male minacciato
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 11 settembre 2014, n. 37475 Motivi della decisione 1. All’esito di giudizio ordinario celebrato nei confronti di sette appartenenti alla Polizia di Stato il Tribunale di Teramo con sentenza del 30.11.2006 ha dichiarato – tra gli altri – S.P. , M.D. e D.S.G.P. colpevoli dei delitti di concussione...
Corte di Cassazione, sezione VI, 9 settembre 2014, n. 37367. L'elemento oggettivo del delitto di cui all'art. 419 cod. pen. consiste, nell'ipotesi della commissione di fatti di devastazione, in qualsiasi azione, con qualsivoglia modalità posta in essere, produttiva di rovina, distruzione o anche danneggiamento, che sia comunque complessivo, indiscriminato, vasto e profondo, di una notevole quantità di cose mobili o immobili, sì da determinare non solo un pregiudizio del patrimonio di uno o più soggetti e con esso il danno sociale conseguente alla lesione della proprietà privata, ma anche offesa e pericolo concreti dell'ordine pubblico inteso in senso specifico come buon assetto o regolare andamento del vivere civile, cui corrispondono, nella collettività, l'opinione e in senso della tranquillità e della sicurezza
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 9 settembre 2014, n. 37367 Ritenuto in fatto 1. È impugnata la sentenza, in data 10/10/2013, con la quale la Corte d’appello di Roma ha integralmente confermato la sentenza del locale Tribunale del 4/10/2012, pronunciata nei confronti di S.C. per i delitti di resistenza aggravata e devastazione. Le...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 28 agosto 2014, n. 36382. Il reato di cui all'articolo 416-ter del Cp, nel testo da ultimo modificato dalla legge 17 aprile 2014 n. 62, punisce non il semplice accordo politico-elettorale del candidato o di un suo incaricato con il sodalizio di tipo mafioso, bensì l'accordo avente a oggetto l'impegno del gruppo malavitoso ad attivarsi nei confronti del corpo elettorale con i modi, i metodi e secondo gli scopi dell'organismo mafioso previsti dal comma 3 dell'articolo 416-bis del Cp; ne deriva che, ai fini della punibilità, deve esservi stata piena rappresentazione e volizione da parte dell'imputato di avere concluso uno scambio politico-elettorale implicante l'impiego da parte del sodalizio mafioso della sua forza di intimidazione e costrizione della volontà degli elettori
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 28 agosto 2014, n. 36382 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. AGRO’ Antonio S. – Presidente Dott. ROTUNDO Vincenzo – Consigliere Dott. VILLONI Orlando – rel. Consigliere Dott. DE AMICIS Gaetano –...
Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 5 settembre 2014, n. 18770. Il mancato trasferimento della residenza nel termine di diciotto mesi dalla data di acquisto dell’immobile non determina la perdita dell’agevolazioni prima casa se il contribuente ha presentato la domanda al Comune ampiamente nei termini: deve considerarsi «causa di forza maggiore la mancata concessione della residenza, ascrivibile al mancato rilascio del certificato di abitabilità imputabile al costruttore-venditore
Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 5 settembre 2014, n. 18770 Ritenuto in fatto 1. Con avviso di liquidazione ed irrogazione sanzioni, emesso a seguito del disconoscimento del diritto all’agevolazione cd. “prima casa” ai fini dell’imposta di registro, di cui all’art. 1, nota II bis, della Tariffa parte I, allegata al d.P.R. n. 131...
Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 5 settembre 2014, n. 18767. Qualora l'Amministrazione contesti al contribuente – come nel caso di specie – l'indebita detrazione di fatture, in quanto relative ad operazioni inesistenti, e fornisca attendibili riscontri indiziari sull'inesistenza delle operazioni fatturate, ricade sul contribuente medesimo l'onere di dimostrare la fonte legittima della detrazione, altrimenti non operabile. Il cessionario, in particolare, ha l'onere di dimostrare almeno, anche in via alternativa, di non essersi trovato nella situazione giuridica oggettiva di conoscibilità delle operazioni pregresse intercorse tra il cedente ed il fatturante in ordine al bene ceduto, oppure, nonostante il possesso della capacità cognitiva adeguata all'attività professionale svolta in occasione dell'operazione contestata, di non essere stato in grado di abbandonare lo stato di ignoranza sul carattere fraudolento delle operazioni degli altri soggetti coinvolti nell'evasione
Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 5 settembre 2014, n. 18767 Svolgimento del processo 1. A seguito di processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza, veniva notificato alla Diotronic Europe s.r.l., un avviso di accertamento, con il quale l’Ufficio recuperava a tassazione l’IVA indebitamente detratta, per l’anno di imposta 2002, su fatture ritenute...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 29 agosto 2014, n. 18448. Il condominio è tenuto al risarcimento dei danni provocati al fondo sottostante dalle infiltrazioni provenienti dall'area adibita a campo da tennis o destinata a verde, dovute al decadimento dei luoghi
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 29 agosto 2014, n. 18448 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BURSESE Gaetano Antonio – Presidente Dott. MAZZACANE Vincenzo – Consigliere Dott. MIGLIUCCI Emilio – rel. Consigliere Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere Dott....