SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 29 gennaio 2015, n. 4226 Ritenuto in fatto Con sentenza del 13/3/2014 la Corte di Appello di Palermo, in riforma della sentenza del Tribunale di Sciacca del 30/11/2012, ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di L.O. in ordine ai reati di tentata truffa e di falsità...
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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 16 gennaio 2015, n. 1991. Integra il reato previsto dall'articolo 171-ter, comma 1, lettera e), della legge 22 aprile 1941 n. 633, la diffusione in pubblico, da parte di un gestore di un bar, di un evento sportivo, tramite un decoder digitale terrestre, mediante l'utilizzo di una tessera Mediaset abilitata esclusivamente alla visione di eventi sportivi in ambiti personali e domestici. È infatti ravvisabile il fine di lucro, giacché siffatta utilizzazione è oggettivamente idonea a provocare un aumento degli incassi del gestore e, quindi, è da intendere logicamente diretta a tal fine, indipendentemente dal fatto, poi, che questo si sia realizzato in concreto (da queste premesse, la Corte, riconoscendo peraltro sussistente un contrasto di giurisprudenza, ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna per essersi il reato estinto per prescrizione)
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 16 gennaio 2015, n. 1991 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. GRAZIOSI Chiara – rel. Consigliere Dott. ANDREAZZA Gastone – Consigliere Dott. SCARCELLA Alessio – Consigliere Dott. MENGONI...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 23 gennaio 2015, n. 3272. Le norme antinfortunistiche sarebbero dettate non soltanto per la tutela dei lavoratori, ossia per eliminare il rischio che i lavoratori possano subire danni nell'esercizio della loro attività, ma anche a tutela dei terzi, cioè di tutti coloro che, per una qualsiasi legittima ragione, accedono là dove vi sono macchine che, se non munite dei presidi antinfortunistici imposti dalla legge, possono essere causa di eventi dannosi. Se infatti è giusto ritenere che il datore di lavoro ha una posizione di garanzia anche verso terzi, suscita invece perplessità l'idea di estendere tout court le norme antinfortunistiche per la loro tutela
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 23 gennaio 2015, n. 3272 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ZECCA Gaetanino – Presidente Dott. ROMIS Vincenzo – Consigliere Dott. CIAMPI Francesco Mari – Consigliere Dott. GRASSO Giuseppe – rel. Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 21 gennaio 2015, n. 2799. Costituisce bancarotta societaria fraudolenta e non bancarotta semplice la condotta posta in essere dall'amministratore di una società che gestisce agenzie di viaggio, poi fallite, che effettua spese personali eccessive in favore di familiari e dipendenti, consistenti in numerosi viaggi vacanze. Infatti la nozione di spese personali eccessive di cui all'art. 217 comma 1 n. 1 è riferibile esclusivamente all'imprenditore individuale e pertanto non è richiamata dall'art.224 l.fall.
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 21 gennaio 2015, n. 2799 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FERRUA Giuliana – Presidente Dott. GUARDIANO Alfredo – Consigliere Dott. PISTORELLI Luca – Consigliere Dott. POSITANO Gabriele – rel. Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 16 gennaio 2015, n. 2266. La sussistenza del delitto di rifiuto di atti d'ufficio con riferimento alla condotta della guardia medica che abbia ritenuto, correttamente, l'utilità ed urgenza di esami strumentali, da svolgere presso il pronto soccorso, e la superfluità di una visita domiciliare, peraltro, non espressamente richiesta e possibile fonte di aggravamento del rischio quoad vitam per la paziente
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 16 gennaio 2015, n. 2266 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MILO Nicola – Presidente Dott. PAOLONI G. – rel. Consigliere Dott. FIDELBO Giorgio – Consigliere Dott. DI STEFANO Pierlui – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 19 gennaio 2015, n. 2336. Qualora il profitto tratto da taluno dei reati per i quali è prevista la confisca per equivalente sia costituito da denaro, l'adozione del sequestro preventivo non è subordinata alla verifica che le somme provengano dal delitto e siano confluite nella effettiva disponibilità dell'indagato, in quanto il denaro oggetto di ablazione deve solo equivalere all'importo che corrisponde per valore al prezzo o al profitto del reato, non sussistendo alcun nesso pertinenziale tra il reato e il bene da confiscare
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 19 gennaio 2015, n. 2336 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CONTI Giovanni – Presidente Dott. PAOLONI Giacomo – rel. Consigliere Dott. CITTERIO Carlo – Consigliere Dott. MOGINI Stefano – Consigliere Dott. DI...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 22 gennaio 2015, n. 2859. La condotta del reato di cui all'art. 10 D.Lgs. n. 74 del 2000 (già previsto dall'art. 4, comma primo, lett. b, L. n. 516 del 1982) consiste nella distruzione o nell'occultamento delle scritture contabili o dei documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari. A differenza della distruzione che realizza un'ipotesi di reato istantaneo, che si consuma al momento della soppressione della documentazione l'occultamento – che consiste nella temporanea o definitiva indisponibilità della documentazione da parte degli organi verificatori – costituisce un reato permanente che si consuma nel momento dell'ispezione, e cioè nel momento in cui gli agenti chiedono di esaminare detta documentazione
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 22 gennaio 2015, n. 2859 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere Dott. ANDREAZZA Gastone – rel. Consigliere Dott. SCARCELLA Alessio – Consigliere Dott. MENGONI...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 9 gennaio 2015, n. 176. La non imponibilita' delle cessioni all'esportazione fatte nei confronti di esportatori abituali – prevista dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, articolo 8, comma 1, lettera c), – e' subordinata, nella disciplina del Decreto Legge n. 746 del 1983, all'emissione di specifica "dichiarazione d'intento" da parte dell'esportatore (articolo 1, comma 1, lettera c), mentre il soggetto cedente, una volta riscontratane la conformita' alle disposizioni di legge, non e' tenuto ad eseguire alcun altro controllo, rimanendo a carico di chi emette tale dichiarazione la responsabilita', anche penale, derivante dall'eventuale falsita'
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 9 gennaio 2015, n. 176 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE T Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 13 gennaio 2015, n. 280. Anche qualora manchi un rapporto di subordinazione o di collaborazione tra clinica e sanitario, sussiste comunque un collegamento tra i due contratti stipulati, l'uno tra il medico e il paziente, e l'altro, tra il paziente e la casa di cura, contratti aventi a oggetto, il primo, prestazioni di natura professionale medica, comportanti l'obbligo di abile e diligente espletamento dell'attività professionale e, il secondo, prestazione di servizi accessori di natura alberghiera, di natura infermieristica ovvero aventi a oggetto la concessione in godimento di macchinari sanitari, di attrezzi e di strutture edilizie specificamente destinate allo svolgimento di attività terapeutiche e/o chirurgiche
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 13 gennaio 2015, n. 280 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PETTI Giovanni B. – Presidente Dott. AMENDOLA Adelaide – rel. Consigliere Dott. AMBROSIO Annamaria – Consigliere Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 gennaio 2015, n. 1024. La sentenza di patteggiamento è da considerare un indizio della giusta causa per il licenziamento disciplinare che può essere contestata al lavoratore fornendo elementi di prova. Da questo punto di vista, infatti, vi è una piena equiparazione del patteggiamento alla sentenza penale di condanna passata in giudicato. Nel caso di specie, la Cassazione ha respinto il ricorso di un dipendente pubblico che aveva contestato la legittimità del licenziamento disciplinare comminatogli perché fondato sui fatti acclarati nella sentenza di patteggiamento
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 21 gennaio 2015, n. 1024 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MACIOCE Luigi – Presidente Dott. AMOROSO Giovanni – rel. Consigliere Dott. BANDINI Gianfranco – Consigliere Dott. BERRINO Umberto – Consigliere Dott. TRICOMI Irene...