Corte di Cassazione, sezione prima civile, sentenza 20 marzo 2018, n. 6963. L’adottato ha diritto, nei casi di cui all’art. 28, comma 5, l. n. 184 del 1983, di conoscere le proprie origini accedendo alle informazioni concernenti, non solo l’identità dei propri genitori biologici, ma anche quella delle sorelle e fratelli biologici adulti
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Corte di Cassazione, sezione prima civile, sentenza 20 marzo 2018, n. 6963. L’adottato ha diritto, nei casi di cui all’art. 28, comma 5, l. n. 184 del 1983, di conoscere le proprie origini accedendo alle informazioni concernenti, non solo l’identità dei propri genitori biologici, ma anche quella delle sorelle e fratelli biologici adulti

L’adottato ha diritto, nei casi di cui all’art. 28, comma 5, l. n. 184 del 1983, di conoscere le proprie origini accedendo alle informazioni concernenti, non solo l’identità dei propri genitori biologici, ma anche quella delle sorelle e fratelli biologici adulti, previo interpello di questi ultimi mediante procedimento giurisdizionale idoneo ad assicurare la massima riservatezza...

Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 14 marzo 2018, n. 6254. Non è ammissibile il riconoscimento del credito restitutorio del lavoratore al datore di lavoro a titolo di indebite trattenute in busta paga per l’uso dell’auto aziendale, a fronte dei diversi accordi contrattuali tra le parti.
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Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 14 marzo 2018, n. 6254. Non è ammissibile il riconoscimento del credito restitutorio del lavoratore al datore di lavoro a titolo di indebite trattenute in busta paga per l’uso dell’auto aziendale, a fronte dei diversi accordi contrattuali tra le parti.

Non è ammissibile il riconoscimento del credito restitutorio del lavoratore al datore di lavoro a titolo di indebite trattenute in busta paga per l’uso dell’auto aziendale, a fronte dei diversi accordi contrattuali tra le parti. La documentazione informatica deve ritenersi valida prova ai fini del calcolo delle maggiori somme dovute al dipendente, se non ne...

Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 2 marzo 2018, n. 9480. Il delitto di ricettazione (articolo 648 cod. pen.) e quello di commercio di prodotti con segni falsi (articolo 474 cod. pen.) possono concorrere
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Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 2 marzo 2018, n. 9480. Il delitto di ricettazione (articolo 648 cod. pen.) e quello di commercio di prodotti con segni falsi (articolo 474 cod. pen.) possono concorrere

Il delitto di ricettazione (articolo 648 cod. pen.) e quello di commercio di prodotti con segni falsi (articolo 474 cod. pen.) possono concorrere, atteso che le fattispecie incriminatrici descrivono condotte diverse sotto il profilo strutturale e cronologico, tra le quali non puo’ configurarsi un rapporto di specialita’, e che non risulta dal sistema una diversa...

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, sentenza 22 marzo 2018, n.7178. Deve essere accolta la domanda di nullità, proposta dal legittimario pretermesso nel testamento della divisione del patrimonio ereditario disposta direttamente dal testatore qualora lo stesso legittimario da considerarsi preterito per non essere stato compreso nella divisione, abbia positivamente esperito in via preventiva l’azione di riduzione
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Corte di Cassazione, sezione seconda civile, sentenza 22 marzo 2018, n.7178. Deve essere accolta la domanda di nullità, proposta dal legittimario pretermesso nel testamento della divisione del patrimonio ereditario disposta direttamente dal testatore qualora lo stesso legittimario da considerarsi preterito per non essere stato compreso nella divisione, abbia positivamente esperito in via preventiva l’azione di riduzione

Deve essere accolta la domanda di nullità, proposta dal legittimario pretermesso nel testamento (o, in sostituzione del medesimo, da un suo erede), della divisione del patrimonio ereditario disposta direttamente dal testatore qualora lo stesso legittimario (o un suo erede agente “iure successionis”), da considerarsi preterito per non essere stato compreso nella divisione, abbia positivamente esperito...

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 27 marzo 2018, n.7525. In tema di ricorso per cassazione, qualora la notifica avvenga in via telematica
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Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 27 marzo 2018, n.7525. In tema di ricorso per cassazione, qualora la notifica avvenga in via telematica

In tema di ricorso per cassazione, qualora la notifica avvenga in via telematica, ai fini della procedibilità del ricorso stesso, il difensore deve depositare in cancelleria copia analogica con attestazione di conformità del messaggio di posta elettronica certificata con il quale ha ricevuto la notifica del provvedimento impugnato, oltre a quest’ultimo ed alla relazione. CORTE...

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Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9428. Ai fini della configurabilita’ del reato di rissa, una volta accertata l’esistenza di gruppi contrapposti con vicendevole intenzione offensiva dell’altrui incolumita’ personale, e’ irrilevante individuare chi per primo sia passato a vie di fatto

Ai fini della configurabilita’ del reato di rissa, una volta accertata l’esistenza di gruppi contrapposti con vicendevole intenzione offensiva dell’altrui incolumita’ personale, e’ irrilevante individuare chi per primo sia passato a vie di fatto e che per la configurazione del reato di rissa e’ necessario e sufficiente che, nella violenta contesa, vi siano gruppi contrapposti,...

Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9441. Alla disposizione dell’articolo 45  Decreto Legislativo n. 274 del 2000, non puo’ essere riconosciuta una portata diversa dalla norma recepita e meramente riprodotta, espressamente operante per i procedimenti riguardanti reati successivamente attribuiti alla competenza del giudice di pace
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Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9441. Alla disposizione dell’articolo 45 Decreto Legislativo n. 274 del 2000, non puo’ essere riconosciuta una portata diversa dalla norma recepita e meramente riprodotta, espressamente operante per i procedimenti riguardanti reati successivamente attribuiti alla competenza del giudice di pace

Alla disposizione dell’articolo 45 Decreto Legislativo n. 274 del 2000, non puo’ essere riconosciuta una portata diversa dalla norma recepita e meramente riprodotta, espressamente operante per i procedimenti riguardanti reati successivamente attribuiti alla competenza del giudice di pace, nei quali e’ possibile applicare, in via transitoria, la nuova tipologia sanzionatoria, ma non per le sentenze...

Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9352. In tema di truffa contrattuale, nella quale l’elemento che imprime al fatto della inadempienza il carattere di reato e’ costituito dal dolo iniziale
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Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9352. In tema di truffa contrattuale, nella quale l’elemento che imprime al fatto della inadempienza il carattere di reato e’ costituito dal dolo iniziale

In tema di truffa contrattuale, nella quale “l’elemento che imprime al fatto della inadempienza il carattere di reato e’ costituito dal dolo iniziale, quello cioe’ che, influendo sulla volonta’ negoziale di uno dei contraenti (falsandone, quindi, il processo volitivo avendolo determinato alla stipulazione del negozio in virtu’ dell’errore in lui generato mediante artifici o raggiri)...

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 19 marzo 2018, n. 6701. Il giudice nella motivazione della sentenza dove si liquida il risarcimento del danno non patrimoniale, nella specie parentale, deve differenziare la posizione dei soggetti danneggiati che hanno agito in giudizio
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Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 19 marzo 2018, n. 6701. Il giudice nella motivazione della sentenza dove si liquida il risarcimento del danno non patrimoniale, nella specie parentale, deve differenziare la posizione dei soggetti danneggiati che hanno agito in giudizio

Il giudice nella motivazione della sentenza dove si liquida il risarcimento del danno non patrimoniale, nella specie parentale, deve differenziare la posizione dei soggetti danneggiati che hanno agito in giudizio. Più in particolare, l’indagine deve essere condotta: a) da un lato tenendo conto della “doppia dimensione fenomenologica” del danno derivante dalla lesione (da ogni lesione)...

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9375. In tema di impugnazioni, il mancato esame, da parte del giudice di secondo grado, di un motivo di appello non comporta l’annullamento della sentenza quando la censura, se esaminata, non sarebbe stata in astratto suscettibile di accoglimento
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Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9375. In tema di impugnazioni, il mancato esame, da parte del giudice di secondo grado, di un motivo di appello non comporta l’annullamento della sentenza quando la censura, se esaminata, non sarebbe stata in astratto suscettibile di accoglimento

In tema di impugnazioni, il mancato esame, da parte del giudice di secondo grado, di un motivo di appello non comporta l’annullamento della sentenza quando la censura, se esaminata, non sarebbe stata in astratto suscettibile di accoglimento, in quanto l’omessa motivazione sul punto non arreca alcun pregiudizio alla parte e, se trattasi di questione di...