Responsabilità sanitaria ed il giudizio controfattuale
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Responsabilità sanitaria ed il giudizio controfattuale

L'Ordinanza della Corte di Cassazione n. 25825 del 27 settembre 2024 tratta dell'accertamento del nesso causale nella responsabilità sanitaria. Il giudizio controfattuale deve confrontare la condotta alternativa lecita con l'evento dannoso per valutare se il danno fosse evitabile. Nel caso specifico, la Corte ha annullato una sentenza che aveva erroneamente escluso la rilevanza causale di un intervento chirurgico rispetto a uno conservativo, non valutando correttamente se l'intervento conservativo avrebbe potuto evitare il danno neurologico permanente.

Valutazione della formula del giuramento decisorio
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Valutazione della formula del giuramento decisorio

Secondo l'ordinanza della Corte di Cassazione del 27 settembre 2024 n. 25866, la valutazione (positiva o negativa) della decisorietà della formula del giuramento decisorio, che - attese le finalità di questo speciale mezzo di prova - deve essere tale che, a seguito della prestazione del giuramento stesso, altro non resta al giudice che verificare l’”an iuratum sit”, onde accogliere o respingere la domanda sul punto che ne ha formato oggetto, è rimessa all’apprezzamento del giudice del merito, il cui giudizio circa la sua idoneità a definire la lite è sindacabile in sede di legittimità con esclusivo riferimento alla sussistenza di vizi logici o giuridici attinenti all’apprezzamento espresso dal predetto giudice (Nel caso di specie, relativo ad un giudizio definito nei gradi di merito con la condanna dell’odierna ricorrente al rilascio di un immobile in quanto dalla stessa occupato senza titolo e legittimamente rivendicato dal proprietario quale successore testamentario, la Suprema Corte, nel ribadire l’enunciato principio, ha ritenuto inammissibile anche il motivo di impugnazione prospettato sul punto, non avendo la ricorrente medesima indicato nella relativa censura i predetti vizi).

Responsabilità contrattuale della banca per prelievi abusivi
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Responsabilità contrattuale della banca per prelievi abusivi

Per la suprema Corte con l'Ordinanza del 27 settembre 2024 la n. 25855 in ordine alla responsabilità contrattuale della banca per prelievi abusivi effettuati dal promotore finanziario infedele, incombe sul cliente danneggiato l'onere di provare la distrazione delle somme dal proprio conto corrente, mentre spetta alla banca provare il fatto estintivo dell'altrui pretesa risarcitoria, costituito dall'accreditamento della somma derivante dagli investimenti effettuati dal promotore su altri conti correnti nella giuridica disponibilità del cliente.

Titolarità della posizione soggettiva vantata in giudizio
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Titolarità della posizione soggettiva vantata in giudizio

Secondo l'ordinanza della Corte di Cassazione del 27 settembre 2024, la n. 25860, la titolarità della posizione soggettiva, attiva o passiva, vantata in giudizio è un elemento costitutivo della domanda ed attiene al merito della decisione, sicché spetta all’attore allegarla e provarla, salvo il riconoscimento, o lo svolgimento di difese incompatibili con la negazione, da parte del convenuto

Disconoscimento conformità copia informatica 
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Disconoscimento conformità copia informatica 

L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26200 del 7 ottobre 2024 chiarisce che il disconoscimento della conformità di una copia informatica di un documento analogico depositato telematicamente è regolato dall'art. 2719 c.c., non dalle norme sul processo civile telematico. Per essere efficace, il disconoscimento deve essere accompagnato da una dichiarazione chiara che specifichi il documento contestato e le differenze rispetto all'originale. Il giudice è incaricato di verificare la conformità attraverso le prove presentate, diversamente dal disconoscimento della scrittura privata che, senza verificazione, ne impedisce l'uso.

Lavoratore e le condotte in contrasto con i doveri aziendali
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Lavoratore e le condotte in contrasto con i doveri aziendali

L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26181 del 7 ottobre 2024 stabilisce che l'obbligo di fedeltà del lavoratore, previsto dall'art. 2105 c.c., deve essere interpretato in combinazione con i principi di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.). Ciò implica che il lavoratore deve evitare qualsiasi comportamento, anche al di fuori dell'ambito lavorativo, che possa essere dannoso o in conflitto con gli interessi dell'azienda. Il caso specifico riguardava un dirigente di un'azienda speciale che aveva assunto un ruolo in un'impresa privata, creando un potenziale conflitto di interessi.

Presupposizione contrattuale: situazione comune e obiettiva
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Presupposizione contrattuale: situazione comune e obiettiva

L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26117 del 7 ottobre 2024 spiega il concetto di presupposizione in un contratto, che si verifica quando una situazione di fatto o di diritto è considerata dai contraenti nella formazione del loro consenso, anche se non espressamente menzionata. Perché la presupposizione sia valida, deve essere comune a tutti i contraenti, l'evento supposto deve essere considerato certo dalle parti, e deve essere un presupposto obiettivo, indipendente dalla volontà dei contraenti e non parte di un'obbligazione specifica.

Esdebitazione ed il soddisfacimento parziale dei creditori
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Esdebitazione ed il soddisfacimento parziale dei creditori

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|3 ottobre 2024| n. 25946.

In tema di esdebitazione, la valutazione del presupposto oggettivo relativo al soddisfacimento "almeno parziale" dei creditori va effettuata tenendo conto dell'intero contesto della procedura, in relazione al quale vanno considerati anche l'entità dell'attivo acquisito e di quello che è stato possibile liquidare, il numero dei creditori e l'ammontare dei costi prededucibili, senza arrestarsi a rilevare la "irrisorietà" della percentuale di soddisfazione dei creditori concorsuali.

Consumatore secondo il diritto dell’Unione Europea
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Consumatore secondo il diritto dell’Unione Europea

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|3 ottobre 2024| n. 25954.

La nozione di consumatore, secondo il diritto dell'Unione Europea, presuppone che il soggetto, al momento della conclusione del contratto, persegua una finalità estranea alla propria sfera professionale e rivolta alla soddisfazione delle proprie esigenze di consumo privato, restando irrilevante l'eventuale possesso di specifiche competenze e conoscenze nel settore di riferimento. (Nella specie, le Sezioni Unite, pronunciandosi su questione di giurisdizione, hanno ritenuto di qualificare come consumatore - ai sensi e per gli effetti del Reg. CE n. 44 del 2001, ratione temporis applicabile - la parte di un contratto finalizzato all'esecuzione di operazioni di "trading online", la quale, benché dotata delle competenze necessarie per valutare i rischi delle proprie decisioni di investimento, era sprovvista delle caratteristiche dell'investitore abilitato o professionale).

Volontà venditore e l’implicito obbligo di non trasferire
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Volontà venditore e l’implicito obbligo di non trasferire

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|26 settembre 2024| n. 25768.

Nella volontà del venditore di trasferire a taluno la proprietà della cosa è implicito l'obbligo di non trasferirla ad altri, cosicché costituisce inadempimento contrattuale la condotta del proprietario di un bene che, dopo averlo trasferito ad altra persona, lo vende successivamente ad un terzo, poiché tale successiva vendita costituisce impedimento a che il primo acquirente consegua il godimento pieno ed esclusivo e la disponibilità della cosa, con conseguente diritto alla risoluzione del contratto e al risarcimento del danno.