Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 18 dicembre 2017, n. 56323. Reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale a carico dell’imprenditore che si sia appropriato di una sostanziosa cifra

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Reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale a carico dell’imprenditore che – consapevole dello stato di crisi della società – si sia appropriato di una sostanziosa cifra e abbia inoltre versato sul proprio conto un ulteriore assegno di somme appartenenti alla società

Sentenza 18 dicembre 2017, n. 56323
Data udienza 26 ottobre 2017

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE QUINTA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PEZZULLO Rosa – Presidente

Dott. MAZZITELLI Caterina – Consigliere

Dott. SCOTTI Umberto Luig – Consigliere

Dott. DE GREGORIO Eduardo – Consigliere

Dott. SETTEMBRE Antonio – rel. Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
(OMISSIS), nato il 23/07/1965 a MESSINA;
avverso la sentenza del 27/05/2016 della CORTE APPELLO di BOLOGNA;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Dr. ANTONIO SETTEMBRE;
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Dr. FIMIANI PASQUALE che ha concluso per l’annullamento con rinvio riguardo il trattamento sanzionatorio; inammissibilita’ nel resto.
Udito l’avv. (OMISSIS) per le parti civili, il quale chiede il rigetto del ricorso; deposita conclusioni e nota spese.
L’avvocato (OMISSIS), per l’imputato, insiste per l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata.
L’avvocato (OMISSIS), per l’imputato, dopo aver illustrato i motivi di ricorso ne chiede l’accoglimento.
RITENUTO IN FATTO
1. La Corte d’appello di Bologna ha, con la sentenza impugnata, confermato, in punto di responsabilita’, quella emessa dal giudice di prima cura a carico di (OMISSIS) per bancarotta fraudolenta patrimoniale e, esclusa la continuazione tra le ipotesi contestate, ha rideterminato la pena in senso piu’ favorevole all’imputato.
Secondo l’accusa l’imputato, amministratore delegato della (OMISSIS) spa, dichiarata fallita (OMISSIS), distrasse somme societarie per 429.000 Euro, mediante l’incasso di due assegni bancari non trasferibili intestati allo stesso (OMISSIS) (assegni asseritamente emessi per il pagamento di provvigioni a favore della (OMISSIS), in realta’ non dovute: capo B), e della somma di Euro 50.000 mediante emissione di un assegno bancario incassato, anche in questo caso, dallo stesso (OMISSIS) (assegno apparentemente emesso per onorare crediti inesistenti della (OMISSIS) srl: capo C).
2. Contro la sentenza suddetta hanno proposto ricorso per Cassazione i difensori dell’imputato proponendo sei motivi di ricorso, tutti incentrati sul vizio di motivazione e la violazione di legge

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