Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza n. 45581 del 12 novembre 2013 Ritenuto in fatto 1. F.F., ricorre, a mezzo del suo difensore, avverso la sentenza 11 maggio 2012 della Corte di appello di Torino, che ha confermato la sentenza 30 marzo 2010 del Tribunale di Cuneo, di condanna per i reati di cui...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 12 novembre 2013, n. 25415. Se è vero che lo status di separato – connettendosi alla sua non definitività e alla possibile ripresa della comunione familiare, oltre che, comunque, alla pregressa esistenza di un rapporto di coniugio nei suoi aspetti spirituali e materiali, e alla eventuale esistenza di figli – non è in astratto incompatibile con la posizione di danneggiato secondario ; è altrettanto vero che, nella richiesta del danno, quale “danno conseguenza” subito da un danneggiato secondario, l’allegazione e prova dello status di separato è essenziale e caratterizza la stessa domanda dei danni patiti.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 12 novembre 2013, n. 25415 Svolgimento del processo 1. S..B.S. e M..S. ricorrono per cassazione, con due motivi, esplicati da memoria, avverso la sentenza della Corte di appello di Trento (del 12 luglio 2007), resa in controversia relativa al danno da sinistro stradale, nel quale aveva perduto la...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 14 novembre 2013, n. 25589. Rigettata la domanda di risarcimento del danno, poichè è stata esclusa la prova del nesso causale tra danno e cosa in custodia di cui all’art. 2051 c.c., in quanto l’evento infortunistico doveva essere addebitato ad una sua disattenzione che, nell’arretrare verso la botola di collegamento con la scala era precipitato senza che la mancanza della ringhiera potesse essere considerata causa della stessa e dei conseguenti danni
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 14 novembre 2013, n. 25589 In fatto e in diritto Nella causa indicata in premessa, è stata depositata la seguente relazione: “1. – La sentenza impugnata (Corte d’Appello Roma, 11/10/2011) ha, per quanto qui rileva, rigettato l’appello proposto da D.P., N. e A.G. (in qualità di eredi di...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza n. 45619 del 13 novembre 2013. Per stabilire l’effettiva natura stupefacente di una determinata sostanza non si rende indispensabile far ricorso ad una perizia chimica tossicologica, quando altri mezzi di prova conducano senza incertezze a tale risultato, come le dichiarazioni testimoniali e gli specifici accertamenti e servizi di osservazione della p.g. Inoltre il narco-test c.d. statico, compiuto su una determinata sostanza (diverso da quello c.d. dinamico “svolto su strada” per verificare la presenza farmacologica di narcotici nell’organismo dell’indagato) è un accertamento tecnico assistito da piena dignità scientifica
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza n. 45619 del 13 novembre 2013 Motivi della decisione 1. Per mezzo del difensore impugna per cassazione la sentenza della Corte di Appello di Roma che, confermando in punto di responsabilità la decisione resa dal Tribunale di Civitavecchia all’esito di giudizio abbreviato, ha ridotto -previa esclusione della ritenuta...
In tema di corresponsabilità ex art. 2054 c.c.
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 25620 del 14 novembre 2013. In tema di corresponsabilità ex art. 2054 c.c. Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza n. 25620 del 14 novembre 2013 Svolgimento del processo Con sentenza dell’8 maggio 2007 la Corte di appello di Roma, premesso che con citazione del 31 maggio 1999...
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 13 novembre 2013, n. 25456. In caso di morte dell’ex coniuge ed in assenza di un coniuge superstite di questi avente i requisiti per la pensione di reversibilità, il diritto del coniuge divorziato e tale pensione, definisce la natura della prestazione dovuta a quest’ultimo soggetto, escludendo che possa assimilarsi a detto assegno e, di conseguenza, implicitamente, sottrae alla giurisdizione ordinaria, per devolverla a quella della Corte dei conti in materia di pensione, la controversia afferente all’erogazione della prestazione stessa, allorché il relativo trattamento sia a carico dello Stato e tanto diversamente dall’ipotesi del concorso trai più coniugi succedutesi nel tempo, espressamente attribuita al giudice ordinario
Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 13 novembre 2013, n. 25456 Svolgimento del processo Il Tribunale di Civitavecchia, con sentenza n. 654 del 2008, pronunciando sulla domanda proposta da B.M. diretta ad ottenere l’accertamento, quale ex coniuge superstite del deceduto marito DS. e titolare di assegno di mantenimento, del proprio diritto ad una parte...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 14 novembre n. 45671. Con particolare riferimento al reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, affinché l’amministratore di fatto di una società possa esserne ritenuto responsabile, occorre che egli abbia posto in essere atti tipici di gestione, offrendo così un contributo obiettivo alle decisioni adottate da chi è formalmente investito della qualifica di amministratore, nella consapevolezza delle implicazioni della condotta tipica dei soggetto qualificato
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 14 novembre n. 45671[1] Con particolare riferimento al reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, affinché l’amministratore di fatto di una società possa esserne ritenuto responsabile, occorre che egli abbia posto in essere atti tipici di gestione, offrendo così un contributo obiettivo alle decisioni adottate...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 15 ottobre 2013, n. 42349. E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art.69 comma 4 c.p. nella parte in cui esclude che la circostanza attenuante di cui all’art. 609 bis comma 3 c.p. possa essere dichiarata prevalente sulla recidiva prevista dall’art. 99 comma 4 c.p., con riferimento agli artt. 3 e 27 comma 3 Costituzione
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 15 ottobre 2013, n. 42349 Ritenuto in fatto 1. La Corte di Appello di Napoli, con sentenza del 3.5.2012, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Torre Annunziata, emessa in data 15.7.2011, con la quale D.C.L. era stato condannato alla pena di anni 4 e mesi 6...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 14 novembre n. 45648. La reciprocità dei comportamenti molesti non esclude la configurabilità del delitto di atti persecutori, incombendo, in tale ipotesi, sul giudice un più accurato onere di motivazione in ordine alla sussistenza dell’evento di danno, ossia dello stato d’ansia o di paura della presunta persona offesa
Il testo integrale [1] La reciprocità dei comportamenti molesti non esclude la configurabilità del delitto di atti persecutori, incombendo, in tale ipotesi, sul giudice un più accurato onere di motivazione in ordine alla sussistenza dell’evento di danno, ossia dello stato d’ansia o di paura della presunta persona offesa. Il termine reciprocità non vale, dunque,...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 27 settembre 2013, n. 40303. Il reato di accesso abusivo ad un sistema telematico o informatico, contemplato dall’art. 615-ter c.p., è reato di mera condotta, il quale si perfeziona con la violazione del domicilio informatico, ovvero con l’introduzione in un sistema costituito da un complesso di apparecchiature che utilizzano tecnologie informatiche, senza che sia necessario che l’intrusione sia effettuata allo scopo di insidiare la riservatezza dei legittimi utenti e che si verifichi una effettiva lesione della stessa
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I PENALE Sentenza 27 settembre 2013, n. 40303 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza in data 29.6.2011 il Tribunale di Firenze dichiarava la propria incompetenza per territorio avuto riguardo al giudizio nei confronti degli imputati specificamente indicati in ordine ai reati agli stessi contestati e disponeva la trasmissione degli...
