Consiglio di Stato sezione VI sentenza 29 maggio 2014, n. 2792 N. 02792/2014REG.PROV.COLL. N. 08825/2007 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 8825 del 2007, proposto da: Il Tuo Viaggio s.r.l., in persona del...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 11 luglio 2014, n. 15009. I genitori di un minore che sia morto in conseguenza di un fatto illecito sono potenzialmente titolari di un diritto al risarcimento del danno che deriva dalla lesione di un'aspettativa alla produzione di un reddito futuro; ciò in quanto può ritenersi, ragionando in astratto, che il minore, una volta divenuto maggiorenne, avrebbe in qualche misura contribuito ai redditi della famiglia. Trattandosi, però, di un diritto non automatico, i genitori, per dare prova della frustrazione di quell'aspettativa, hanno l'onere di allegare e dimostrare che il figlio deceduto avrebbe verosimilmente contribuito ai bisogni della famiglia. A tal fine la previsione va operata sulla base di criteri ragionevolmente probabilistici, non già in via astrattamente ipotetica, ma alla luce delle circostanze del caso concreto, conferendo rilievo alla condizione economica dei genitori sopravvissuti, alla età loro e del defunto, alla prevedibile entità del reddito di costui, dovendosi escludere che sia sufficiente la sola circostanza che il figlio deceduto avrebbe goduto di un reddito proprio; la relativa prova può essere data anche tramite presunzioni.
Suprema CORTE DI CASSAZIONE sezione III SENTENZA 11 luglio 2014, n. 15009 Ritenuto in fatto S.I. convenne in giudizio, davanti al Tribunale di Treviso, l’Azienda USL n. X del Veneto per sentirla condannare al risarcimento dei danni conseguenti alla morte del proprio figlio M.M. , di poco meno di tre anni di età, conseguente a...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 26 giugno 2014, n. 14552. L'occultamento o la dissimulazione dell'attivo da parte di una società determina sempre la revoca dell'ammissione al concordato preventivo. Ciò che rileva, infatti, è il comportamento fraudolento del debitore e non la consumazione effettiva della frode
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 26 giugno 2014, n. 14552 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. RORDORF Renato – est. Presidente Dott. BERNABAI Renato – rel. Consigliere Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria –...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 9 luglio 2014, n. 15707. Essendo l'esigibilità del trattamento di fine rapporto correlata all'estinzione del rapporto, esiste un nesso di alternatività tra la pronuncia di perdurante sussistenza del rapporto di lavoro o di annullamento del licenziamento e quella di condanna al pagamento del trattamento suddetto, costituendo il primo accertamento un antecedente logico giuridico rispetto alla domanda relativa al pagamento dell'indennità di fine rapporto, non configurabile nel caso in cui risulti o debba stabilirsi la continuazione del rapporto di lavoro
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 9 luglio 2014, n. 15707 Svolgimento del processo I.- La sentenza attualmente impugnata – in sede di rinvio da quattro analoghe sentenze rescindenti relative a quattro ricorsi riuniti nella fase rescissoria – respingendo gli appelli proposti da E.P. e gli altri litisconsorti indicati in epigrafe, determina le somme...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 8 luglio 2014, n. 15500. In caso di sopravvenuta autosufficienza economica della figlia, l’assegno di mantenimento a carico del padre viene escluso a partire dalla data di decisione, non dalla domanda
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 8 luglio 2014, n. 15500 In un procedimento di divorzio tra B.R.B. e C.L.B., il Tribunale di Roma, con sentenza in data 18/10/2007, determinata in €. 5.000,00 l’assegno a carico del marito per moglie e figli. La Corte d’Appello di Roma, con sentenza in data 8/6/2011, in riforma,...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 9 luglio 2014, n. 15609. È illegittima la segnalazione alla Centrale Rischi allorché non vi siano oggettive e ragionevoli opinioni di ritenere che il credito non verrà soddisfatto entro tempi congrui, sulla base di un sospetto qualificato dalla presenza di elementi sintomatici dell’inadempimento, con conseguente configurazione del diritto al risarcimento del danno.
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 9 luglio 2014, n. 15609 Svolgimento del processo Con sentenza del 24 maggio 2007, la Corte d’appello di Roma, in parziale riforma della sentenza definitiva del 25 novembre 2004 del Tribunale della stessa città, ha condannato la Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a. al risarcimento del danno...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 26 giugno 2014, n. 27945. In tema di disciplina degli avvisi e della partecipazione delle parti all'udienza della camera di consiglio fissata dal Giudice per le Indagini preliminari a seguito della opposizione della persona offesa dal reato alla richiesta di archiviazione, deve affermarsi che destinatari dell'avviso sono soltanto i soggetti indicati nell'articolo 409 c.p.p., comma 2, ossia il Pubblico Ministero, la persona sottoposta ad indagini e la persona offesa, con esclusione del difensore della persona offesa, non essendo applicabile in proposito, per la natura specifica e prevalente della disciplina dell'articolo 409 c.p.p., l'articolo 127 c.p.p., comma 2.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 26 giugno 2014, n. 27945 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. AGRO’ Antonio S. – Presidente Dott. ROTUNDO Vincenzo – Consigliere Dott. PAOLONI Giacomo – Consigliere Dott. DI STEFANO Pierlui – rel....
Consiglio di Stato, sezione I, sentenza 28 maggio 2014, n. 2775. Nei limiti della proporzionalità e della ragionevolezza, c’è un potere discrezionale della stazione appaltante nel fissare, nel capitolato speciale di gara, i requisiti soggettivi specifici di partecipazione alla gara
Consiglio di Stato Sezione I Sentenza 28 maggio 2014, n. 2775 N. 02775/2014REG.PROV.COLL. N. 03569/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3569 del 2014, proposto da: Societa’ Tekra S.r.l., rappresentata e difesa dagli...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 1 luglio 2014, n. 14943. A seguito di morte, o infortunio sul lavoro, ai fini del riconoscimento dell'indennizzo, il giudice di merito che aderisca alla Ctu non è tenuto a indicare le ragioni per le quali disattende le opinioni contrarie del consulente di parte
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 1 luglio 2014, n. 14943 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VIDIRI Guido – Presidente Dott. DE RENZIS Alessandro – Consigliere Dott. VENUTI Pietro – rel. Consigliere Dott. AMOROSO Giovanni – Consigliere Dott. NAPOLETANO...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 30 giugno 2014, n. 14822. Le norme relative ai rapporti di vicinato, tra cui quella dell'art.889 cod. civ., trovano applicazione rispetto alle singole unità immobiliari soltanto in quanto compatibili con la concreta struttura dell'edificio e con la particolare natura dei diritti e delle facoltà dei singoli proprietari; pertanto, qualora esse siano invocate in un giudizio tra condomini, il giudice di merito è tenuto ad accertare se la loro rigorosa osservanza non sia nel caso irragionevole, considerando che la coesistenza di più appartamenti in un unico edificio implica di per sé il contemperamento dei vari interessi al fine dell'ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali. E nella specie, la sentenza facendo riferimento all'uso, da parte dei condomini, del muro condominiale nell'interesse collettivo (in quanto utilizzato per la realizzazione di un servizio comune) e all'assenza di alcun pregiudizio per gli attori, ha compiuto la valutazione circa il necessario contemperamento degli opposti interessi, ritenendo giustificata la collocazione delle tubazioni a distanza inferiore a quella legale
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 30 giugno 2014, n. 14822 Svolgimento del processo 1.- M.G. e F.M.R. esponevano che: erano proprietari e possessori dell’unità immobiliare sita nel condominio (omissis) al piano terreno, del terrazzo di loro proprietà ed erano altresì possessori del giardino antistante, su cui vantavano un diritto di godimento separato dagli...