Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 17 febbraio 2015, n. 3121 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LAMORGESE Antonio – Presidente Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere Dott. BALESTRIERI Federico – Consigliere Dott. AMENDOLA Fabrizio – Consigliere Dott. BUFFA Francesco –...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 17 febbraio 2015, n. 3118. Non costituisce contraffazione del marchio l'utilizzo di un logo simile ma ritenuto dai giudici distinguibile rispetto all'originale
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 17 febbraio 2015, n. 3118 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FORTE Fabrizio – Presidente Dott. DI AMATO Sergio – Consigliere Dott. BERNABAI Renato – Consigliere Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 18 febbraio 2015, n. 7082. In caso di deiezione di cane è necessario il dolo quale elemento richiesto perché sussista il reato di imbrattamento, rinvenibile nell'atteggiamento del padrone incivile che se ne frega se il cane sporca.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 18 febbraio 2015, n. 7082 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PETTI Ciro – Presidente Dott. DE CRESCIENZO Ugo – Consigliere Dott. MANNA Antonio – Consigliere Dott. RAGO Geppin – rel. Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 2 marzo 2015, n. 8998. L'età della persona offesa non può essere considerata elemento di per sé solo sufficiente ad integrare l'aggravante
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 2 marzo 2015, n. 8998 Svolgimento del processo Con sentenza del 31.3.2014, la Corte d’Appello di Palermo confermava la decisione di primo grado che aveva condannato G.P. alla pena di anni tre di reclusione e Euro 800,00 di multa per i reati di rapina e di tentata rapina....
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 18 febbraio 2015, n. 7073. La sentenza d'appello che ha assolto il titolare di uno studio legale che ha fornito pareri distorti nel campo della sanità regionale privata, se non viene appellata in Cassazione dalla procura rischia di mandare assolto definitivamente l'imputato con al più solo ricadute sotto il profilo civilistico
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 18 febbraio 2015, n. 7073 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ESPOSITO Antonio – Presidente Dott. IANNELLI Enzo – Consigliere Dott. FIANDANESE Franco – Consigliere Dott. VERGA Giovanna – Consigliere Dott. ALMA Marco M....
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 2 marzo 2015, n. 8989. E' irrilevante che il pubblico ufficiale abbia o meno emesso il provvedimento per il quale l'agente ha promesso il suo interessamento, consumandosi il reato di cui all'art. 346, cpv., c.p., già solo nel momento in cui l'agente si fa promettere l'utilità con il pretesto di dover comprare il favore del pubblico ufficiale, mentre non è affatto previsto come elemento costitutivo del reato che l'agente condizioni effettivamente l'attività del pubblico ufficiale. Se ciò accadesse, e la remunerazione fosse dunque effettivamente destinata al pubblico ufficiale, scatterebbero le diverse ipotesi di reato previste dagli artt. 318 e 319 c.p.. Il millantato credito realizza, quindi, una forma di tutela anticipata, dovendosi ritenere sufficiente per la sua integrazione, alternativamente, l'accettazione della promessa ovvero la dazione e ricezione di un'utilità anche non patrimoniale
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 2 marzo 2015, n. 8989 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 22 maggio 2014 la Corte d’appello di Reggio Calabria, in riforma della sentenza emessa dal G.u.p. presso il Tribunale di Palmi in data 11 aprile 2013 – che all’esito di giudizio abbreviato dichiarava G.M.G. , nella...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 16 febbraio 2015, n. 6739. Non è possibile procedere alla sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità quando risulti contestata l'aggravante dell'aver procurato, in stato di ebbrezza, un incidente stradale e tale aggravante sia equivalente o subvalente rispetto alle attenuanti generiche
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV sentenza 16 febbraio 2015, n. 6739 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ZECCA Gaetanino – Presidente – Dott. D’ISA Claudio – Consigliere – Dott. MARINELLI Felicetta – Consigliere – Dott. CIAMPI Francesco M. –...
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 3 marzo 2015, n. 1034. L'accordo di programma costituisce atto di pianificazione e programmazione urbanistica volto alla riqualificazione di aree a mezzo di una disciplina sostanzialmente concordata tra i firmatari dell'atto stesso. Le convenzioni ad esso accessive costituiscono, invece, strumenti di attuazione, aventi carattere negoziale a valenza pubblicistica e sono quindi soggette alla disciplina di diritto pubblico degli accordi ex art. 11, L. n. 241 del 1990
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 3 marzo 2015, n. 1034 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 9943 del 2011, proposto da: Societa’ Immobiliare G. S.r.l., rappresentata e difesa dagli avv.ti En.Lu. ed altri,...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 2 marzo 2015, n. 1033. E' illegittimo il diniego dell'istanza di regolarizzazione del rapporto di lavoro subordinato avente fondamento sull'unico rilievo del riscontrato con deferimento del datore di lavoro all'Autorità giudiziaria, per avere il medesimo falsamente attestato in un atto pubblico la decorrenza dell rapporto lavorativo intrattenuto con l'istante. Il provvedimento risulta, invero, affetto dai vizi di carenza di motivazione, di istruttoria e di travisamento poiché il motivo indicato integra un fatto privo di rilievo probatorio, comunque ancora all'esame dell'autorità giudiziaria, rispetto al quale non vi è stato alcun rinvio a giudizio del datore di lavoro e per il quale vi è la presunzione di non colpevolezza
Consiglio di Stato sezione III sentenza 2 marzo 2015, n. 1033 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 8725 del 2014, proposto da: Ho.Da., rappresentato e difeso dagli avv. El.Co. e Ma.Da., con domicilio eletto...
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 26 febbraio 2015, n. 975. Gli aspetti pianificatori inerenti alla VAS e quelli progettuali attinenti alla VIA si intersecano quando l'approvazione, in sede di conferenza localizzativa, di progetti di opere, comporti anche variante allo strumento urbanistico. In queste ipotesi la questione della loro sovrapposizione è stata espressamente risolta dall'art. 6 comma 12, del D.Lgs. n. 152/2006 (introdotto dal D.Lgs. n. 128/2010) ai sensi del quale "ferma restando l'applicazione della disciplina in materia di VIA, la valutazione ambientale strategica non è necessaria per la localizzazione delle singole opere"
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 26 febbraio 2015, n. 975 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 9491 del 2013, proposto da: It. Onlus, Gi.Ch., rappresentati e difesi dall’avv. An.Pi., con domicilio eletto presso...