Al giornalismo d’inchiesta va riconosciuta ampia tutela tale da comportare una meno rigorosa, o comunque diversa applicazione della condizione di attendibilità della fonte della notizia, ma il principio presuppone che la notizia sia ricercata e raccolta direttamente e autonomamente dal giornalista e non sia il frutto di una ricezione “passiva” di informazioni di terza mano...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione III civile, ordinanza 25 maggio 2017, n. 13151
Il giornale può pubblicare la telefonata avuta da terzi registrata per ragioni di servizio. La cassazione afferma che l’interesse pubblico a conoscere i fatti come prevalente sul diritto alla riservatezza. Il limite riguarda la divulgazione dei dati sensibili, che nel caso esaminato, riguardavano l’orientamento politico del ricorrente. Il giornale aveva messo su internet il testo...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 24 maggio 2017, n. 13107
L’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile, ai sensi dell’articolo 2051 cod. civ., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse in modo immanente alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, indipendentemente dalla sua estensione, salvo che dia la prova che l’evento dannoso era imprevedibile e non tempestivamente evitabile...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 24 maggio 2017, n. 13096
Legittima la richiesta del risarcimento del danno a seguito di caduta dovuta al trascinamento di forza da parte di altra persona Suprema Corte di Cassazione sezione VI civile ordinanza 24 maggio 2017, n. 13096 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 3 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 24 maggio 2017, n.13030
Rimesso alle sezioni Unite il quesito sulla tutela applicabile al socio lavoratore di cooperativa in presenza di esclusione (preceduta o accompagnata, o meno dal licenziamento) dichiarata illegittima Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro ordinanza 24 maggio 2017, n. 13030 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli...
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza del 24 maggio 2017, n.12995
A norma del Regio Decreto n. 929 del 1942, articolo 1 bis, interpretato alla luce della dir. 89/104/CE, deve ritenersi contrastante coi “principi della correttezza professionale” l’uso del patronimico che pregiudichi il valore del marchio traendo indebitamente vantaggio dal suo carattere distintivo o dalla sua notorieta’, sicche’ il giudice di merito avanti al quale si...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 22 maggio 2017, n. 12879
L’instaurazione di una convivenza stabile fa perdere il diritto assegno di divorzio anche se il nuovo compagno della ex moglie è stato dichiarato fallito e difficilmente può fornire alla donna assistenza materiale Suprema Corte di Cassazione sezione VI civile ordinanza 22 maggio 2017, n. 12879 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 15 giugno 2017, n. 30145
In tema di violenza sessuale, ai fini del riconoscimento della diminuente per i casi di minore gravità di cui all’art. 609 bis, ultimo comma, cod. pen., deve farsi riferimento ad una valutazione globale del fatto, nella quale assumono rilievo i mezzi, le modalità esecutive, il grado di coartazione esercitato sulla vittima, le condizioni fisiche e...
Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 14 giugno 2017, n. 29744
La presenza di un pericolo di danno esiguo, la non abitualità della condotta ed il positivo comportamento post-delictum consentono di ritenere la sussistenza della causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV PENALE SENTENZA 14 giugno 2017, n. 29744 Ritenuto in fatto Con sentenza del 2422015 la...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 8 giugno 2017, n. 28608
In tema di abuso d’ufficio, la prova dell’intenzionalità del dolo esige il raggiungimento della certezza che la volontà dell’imputato sia stata orientata proprio a procurare il vantaggio patrimoniale o il danno ingiusto e tale certezza non può essere ricavata esclusivamente dal rilievo di un comportamento “non iure” osservato dall’agente, ma deve trovare conferma anche in...








