L’art. 76, comma 11, del D.P.R. n. 207/2010 deve essere interpretato nel senso che la cessione del ramo d’azienda non comporta automaticamente la perdita della qualificazione, occorrendo procedere a una valutazione in concreto dell’atto di cessione, da condursi sulla base degli scopi perseguiti dalle parti e dell’oggetto del trasferimento Consiglio di Stato adunanza plenaria sentenza...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 30 giugno 2017, n. 3234
L’illecito permanente, costituito dall’occupazione di un suolo da parte della P.A., cessa con la rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo. Consiglio di Stato sezione IV sentenza 30 giugno 2017, n. 3234 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO...
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 30 giugno 2017, n. 3230
La giurisdizione in unico grado del T.S.A.P. concerne i ricorsi avverso provvedimenti amministrativi che, sebbene non costituiscano esercizio di un potere propriamente attinente alla materia delle acque pubbliche, pure riguardino l’utilizzazione del demanio idrico, incidendo in maniera diretta e immediata sul regime delle acque (cfr. 27 aprile 2005, n. 896; 27 ottobre 2006, n. 23070;...
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 30 giugno 2017, n. 3210
Ai fini della legittimità dell’ordinanza di demolizione non è richiesto un obbligo di motivazione particolare atteso che sarebbe sufficiente l’illiceità dell’opera realizzata e non sarebbe nemmeno richiesta una comparazione particolare tra gli interessi coinvolti, non potendosi riconoscere nessun affidamento tutelabile in ordine a una situazione di fatto abusiva Consiglio di Stato sezione VI sentenza 30...
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 30 giugno 2017, n. 3207
Allo scopo di stabilire se un atto amministrativo sia meramente confermativo (e perciò non impugnabile) o di conferma in senso proprio (e, quindi, autonomamente lesivo e da impugnarsi nei termini), occorre verificare se l’atto successivo sia stato adottato o meno senza una nuova istruttoria e una nuova ponderazione degli interessi. In particolare, non può considerarsi...
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 30 giugno 2017, n. 3206
Non costituisce ragione di incompatibilità la sussistenza sia di rapporti di mera collaborazione scientifica, sia di pubblicazioni comuni, essendo ravvisabile un obbligo di astensione del componente di detta commissione solo in presenza di una comunanza di interessi anche economici, di intensità tale da porre in dubbio l’imparzialità del giudizio Consiglio di Stato sezione VI sentenza...
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 30 giugno 2017, n. 3174
Alle pubbliche amministrazioni è impedito di sottrarsi per sopravvenute ragioni di inopportunità al rapporti contrattuali in corso di esecuzione attraverso il potere di autotutela pubblicistica (ed in particolare attraverso la revoca ex art. 21-quinquies l. n. 241 del 1990), essendo invece consentito alle stesse di esercitare il potere di annullamento d’ufficio ai sensi del successivo...
Corte Costituzionale, sentenza n. 206 del 17 luglio 2017
Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento l’applicazione della pena a norma dell’art. 444 del codice di procedura penale, relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell’istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione Sentenza 206/2017 (ECLI:IT:COST:2017:206) Giudizio ...
Corte Costituzionale, sentenza n. 205 del 17 luglio 2017
Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, del codice penale, come sostituito dall’art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di...
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 30 maggio 2017, n. 27108
Il delitto di falsa testimonianza non è integrato di per sé da dichiarazioni non corrispondente al vero, bensì da dichiarazioni contrarie a quanto forma oggetto delle consapevolezze del testimone: il reato di intralcio alla giustizia sussiste in quanto la condotta sia volta a indurre il teste a rendere una deposizione diversa da quella che egli...

