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Non c’è spazio per una integrazione della previsione di cui all’articolo 905 del codice civile con le eventuali e più restrittive previsioni in tema di distanze tra costruzioni

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, Sentenza 11 giugno 2018, n. 15070. La massima estrapolata: A differenza dell'articolo 873 del codice civile che è volto a evitare la formazione di [...]

In tema di condominio degli edifici l’applicabilita’ delle norme sulle distanze legali trova un limite per la ipotesi di opere eseguite in epoca anteriore alla costituzione del condominio

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, Sentenza 10 maggio 2018, n. 11287. Le massime estrapolate: In tema di condominio degli edifici l'applicabilita' delle norme sulle distanze legali trova un limite [...]

L’art. 879, comma 2 c.c. in tema di distanze tra edifici obbliga al rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti, per cui, occorre far riferimento al disposto del D.M. 2 aprile 1968

Consiglio di Stato, sezione quarta, Sentenza 1 giugno 2018, n. 3329. La massima estrapolata: L'art. 879, comma 2 c.c. in tema di distanze tra edifici obbliga al rispetto delle leggi [...]

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, sentenza 28 novembre 2017, n. 28372. Anche una realizzazione in itinere ben può essere valutata come idonea di per sé e prima del suo completamento a concretizzare una turbativa del possesso

Anche una realizzazione in itinere ben può essere valutata come idonea di per sé e prima del suo completamento a concretizzare una turbativa del possesso Sentenza 28 novembre 2017, n. [...]

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, ordinanza 23 novembre 2017, n. 27909. La possibilita’ di restare in maniera piu’ comoda ad esercitare una veduta non costituisce aggravamento della servitu’ di veduta

La possibilita' di restare in maniera piu' comoda ad esercitare una veduta non costituisce aggravamento della servitu' di veduta. Non costituisce aggravamento della servitu' di veduta, ai sensi dell'articolo 1067 [...]

Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 22 agosto 2017, n. 20273

In tema di limitazioni legali della proprieta', con particolare riferimento alle scale, ai ballatoi e alle porte, che fondamentalmente sono destinati all'accesso dell'edificio, e soltanto occasionalmente od eccezionalmente utilizzabili per [...]

Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 16 febbraio 2017, n. 4192

La titolarità del diritto reale di veduta costituisce una condizione dell’azione al fine di esigere l’osservanza da parte del vicino delle distanze di cui all’art. 907 cod. civ. e, come [...]

Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 14 novembre 2016, n. 23128

Il proprietario di una unità immobiliare è tenuto a rimuovere le fioriere che ostruiscono la veduta al vicino, così come previsto dal regolamento condominiale, anche se al momento dell'acquisto non [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 22 marzo 2016, n. 5594. La facoltà di trasformare una veduta illegittima in luce, quale si desume dall’art. 903 c.c., presuppone che anche questa debba essere aperta lungo il medesimo muro preesistente, in mancanza del quale non può darsi trasformazione dell’una apertura nell’altra. È pertanto da escludere che la veduta esercitata da un balcone posto a distanza inferiore a quella di cui all’art. 905, cpv. c.c., possa essere eliminata e trasformata in luce previo tamponamento su tre lati del balcone stesso, cioè creando ex novo dei muri che, a loro volta, integrerebbero gli estremi di una costruzione da tenere a distanza ancora maggiore, in quanto la reintegrazione di un diritto leso non può essere attuata provocando una lesione di tipo diverso

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza  22 marzo 2016, n. 5594 Svolgimento del processo Con separati atti di citazione M.E. , W. e A.M. e V.N. , comproprietari pro [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 8 febbraio 2016, n. 2444. La qualificazione di una apertura come venduta o come luce spetta al giudice, sulla base della situazione di fatto e il relativo giudizio è insindacabile in cassazione se – come nel caso di specie – congruamente motivato. Né, d’altra parte, l’apposizione di una inferriata alla finestra vale a trasformarla da veduta in luce, ben potendo l’inferriata essere rimossa ad nutum da proprietario.

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 8 febbraio 2016, n. 2444 Ritenuto in fatto 1. - I coniugi G.T. e C.L. convennero in giudizio T.P. , chiedendo che quest'ultimo [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 27 gennaio 2016, n. 1549. La legittimazione ad agire per la specifica tutela dei diritti di veduta non può che appartenere ai singoli condomini. In assenza di ogni altra allegazione quanto alla possibilità di coesistenza di vedute di singoli condomini e di vedute quali, ad esempio, quelle delle finestre delle scale del condominio, il diritto di veduta a favore delle singole unità abitative è proprio del titolare della proprietà di ciascun singola appartamento e, pertanto, non del Condominio, ma del singolo condomino-proprietario.

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 27 gennaio 2016, n. 1549 Considerato in fatto Il Condominio di via (…) di R. conveniva in giudizio innanzi al Tribunale di Chiavari [...]

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