domanda di insinuazione al fallimento

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In caso di fallimento di una impresa edile, i lavoratori devono insinuarsi nel fallimento dell’impresa per il recupero delle somme loro spettanti, se il datore di lavoro non ha versato alla Cassa Edile

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, Ordinanza 9 luglio 2018, n. 17961. La massima estrapolata: In caso di fallimento di una impresa edile, i lavoratori devono insinuarsi nel fallimento dell'impresa [...]

In un contratto di mutuo di cui il mutuante fornisca una prova documentale a sostegno delle sue pretese è onere della curatela che eccepisce la nullità provare la natura illecita

Corte di Cassazione, sezione prima civile, Ordinanza 16 maggio 2018, n. 11955. La massima estrapolata: In un contratto di mutuo di cui il mutuante fornisca una prova documentale a sostegno [...]

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 16 novembre 2017, n. 27269. Le spese di insinuazione al passivo sostenute da Equitalia hanno natura concorsuale e vanno ammesse al passivo secondo un’applicazione estensiva della norma (Dlgs 112/1999)

Le spese di insinuazione al passivo sostenute da Equitalia hanno natura concorsuale e vanno ammesse al passivo secondo un'applicazione estensiva della norma (Dlgs 112/1999)che prevede la rimborsabilità delle spese relative [...]

Rimessa alle S.U. la questione dell’assoggettabilità o meno al regime della sospensione feriale dei termini processuali dei giudizi aventi ad oggetto l’insinuazione allo stato passivo del fallimento di crediti nascenti dal rapporto di lavoro. Corte di Casaszione, sezione I, sentenza 4 maggio 2016, n. 8792.

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 4 maggio 2016, n. 8792 Ordinanza interlocutoria 1) La Corte d’appello di Palermo, con sentenza del 13.10.012 ha dichiarato inammissibile l’appello proposto da [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 13 novembre 2015, n. 23302. In tema di ammissibilità delle domande di ammissione al passivo cd. supertardive, se è vero che il mancato avviso al creditore di cui all’art. 92 L. Fall. può costituire una causa di non imputabilità del ritardo, il curatore ha tuttavia la facoltà di provare che il creditore è venuto comunque a conoscenza del fallimento

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 13 novembre 2015, n. 23302 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 9 dicembre 2014, n. 25863. Ai fini dell’ammissione al passivo fallimentare di crediti tributari, l’agente della riscossione è tenuto a produrre unicamente il ruolo e non anche a notificare preventivamente al debitore o al curatore la cartella esattoriale

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 9 dicembre 2014, n. 25863 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 Composta [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 2 settembre 2014, n. 18550. L’articolo 101 L.F., nel prevedere che i creditori possono chiedere l’ammissione al passivo fino a che non siano esaurite tutte le ripartizioni dell’attivo fallimentare, pone solo un limite cronologico all’esercizio di tale diritto potestativo, ma non riconosce al creditore l’ulteriore diritto a non vedersi pregiudicato il futuro soddisfacimento del credito, nelle more dell’ammissione, dall’attuazione della ripartizione; con la conseguenza che la domanda d’insinuazione tardiva di un credito non comporta una preclusione per gli organi della procedura al compimento di ulteriori attivita’ processuali, ivi compresa la chiusura del fallimento per l’integrale soddisfacimento dei creditori ammessi o per l’esaurimento dell’attivo, ne’ comporta un obbligo per il curatore di accantonamento di una parte dell’attivo a garanzia del creditore tardivamente insinuatosi, atteso che tale evenienza non e’ considerata tra le ipotesi di accantonamento previste dall’articolo 113 L.F., la cui previsione e’ da ritenersi tassativa, in quanto derogante ai principi generali che reggono il processo fallimentare, e percio’ insuscettibile di applicazione analogica

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 2 settembre 2014, n. 18550 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 Composta [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 17 luglio 2014, n. 16408. La presentazione dell’istanza di insinuazione del credito nel passivo fallimentare, equiparabile all’atto con cui si inizia un giudizio, determina l’interruzione della prescrizione del credito medesimo con effetti permanenti fino alla chiusura della procedura concorsuale, in applicazione del principio generale fissato dall’art. 2945, comma 2, c.c. e tale interruzione opera ai sensi dell’art. 1310, comma 1, c.c. anche nei confronti del condebitore solidale del fallito, pur se questi non abbia opposto, diversamente dagli altri condebitori solidali, il decreto ingiuntivo, sia pure con riferimento, per il predetto obbligato, al termine di prescrizione dell’actio iudicati.

  Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 17 luglio 2014, n. 16408 Svolgimento del processo Nel 2006 U.M. conveniva in giudizio, dinanzi al Tribunale di Benevento, il Sanpaolo Imi [...]