Al fine di considerare legittimo il contratto a termine
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Al fine di considerare legittimo il contratto a termine

Corte di Cassazione, sezione lavoro, Sentenza 12 settembre 2018, n. 22188. La massima estrapolata: Al fine di considerare legittimo il contratto a termine è essenziale non solo la specifica, precisa e puntuale indicazione delle ragioni oggettive che giustificano il ricorso al tempo determinato, ma anche l’effettiva utilizzazione del lavoratore nell’ambito delle attività ricomprese nelle dedotte...

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 4 ottobre 2017, n. 23119. Per i contratti a termine reiterati, per la misura risarcitoria non si può fare ricorso ai criteri previsti per il licenziamento illegittimo
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Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 4 ottobre 2017, n. 23119. Per i contratti a termine reiterati, per la misura risarcitoria non si può fare ricorso ai criteri previsti per il licenziamento illegittimo

In caso di contratti a termine reiterati per la misura risarcitoria non si può fare ricorso ai criteri previsti per il licenziamento illegittimo. Ordinanza 4 ottobre 2017, n. 23119 Data udienza 5 luglio 2017 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L Composta dagli Ill.mi Sigg.ri...

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 31 agosto 2017, n. 20647
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Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 31 agosto 2017, n. 20647

L’imprenditore nel legittimo esercizio del suo potere organizzativo può utilizzare il lavoratore a termine assunto per la sostituzione di un dipendente assente con i più diversi spostamenti interni e successive sostituzioni per scorrimento a catena. Ordinanza 31 agosto 2017, n. 20647 Data udienza 16 maggio 2017 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE...

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 29 marzo 2017, n. 8133
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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 29 marzo 2017, n. 8133

Per quel che concerne i contratti di somministrazione le decadenze previste dall’articolo 32, comma 4, della legge 183/2010 si applicano anche ai contratti a termine in somministrazione senza la necessità di una specifica previsione di deroga all’articolo 11 delle disposizioni preliminari del codice civile Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 29 marzo 2017, n....

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 1 marzo 2017, n. 5286
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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 1 marzo 2017, n. 5286

La previsione legislativa di una concorsualità per le assunzioni nei pubblici uffici impedisce la conversione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, dal momento che l’automatica trasformazione del rapporto inter partes finirebbe per eludere le garanzie predisposte dall’obbligo del concorso a tutela dell’interesse pubblico Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 1...

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 9 settembre 2016, n. 17867
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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 9 settembre 2016, n. 17867

In caso di assunzione a tempo determinato di un lavoratore disabile è richiesta l’indicazione nel contratto di lavoro delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo che giustificano l’apposizione del termine come previsto dal regime generale di cui al Dlgs 368/2001   Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 9 settembre 2016, n. 17867 REPUBBLICA ITALIANA...

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 12 gennaio 2015, n. 262. Nel caso di trasformazione, in un unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di più contratti a termine succedutisi fra le stesse parti, per effetto dell'illegittimità dell'apposizione del termine, l'indennità risarcitoria, dovuta ai sensi dell'art. 32, comma 5, della legge 4 novembre 2010, n. 183, ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprendendo tutti i danni retributivi e contributivi causati dalla perdita del lavoro a causa dell'illegittima apposizione del termine, con riferimento agli intervalli non lavorati fra l'uno e l'altro rapporto a termine; al contrario, i "periodi lavorati", non solo nel primo, ma anche nei successivi contratti del periodo intermedio, una volta inseriti nell'unico rapporto a tempo indeterminato, fanno parte dell'anzianità retributiva e devono essere considerati ai fini della quantificazione degli aumenti periodici di anzianità

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 12 gennaio 2015, n. 262 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CURZIO Pietro – Presidente Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere Dott. BLASUTTO Daniela – Consigliere Dott. FERNANDES Giulio – Consigliere Dott. MAROTTA...