amministrazione di sostegno

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Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 7 marzo 2018, n. 5492. Puo’ adottarsi la misura di protezione dell’amministrazione di sostegno, nell’interesse del beneficiario (interesse reale e concreto, inerente la persona e/o il suo patrimonio), anche in presenza dei presupposti di interdizione o di inabilitazione e dunque anche quando ricorra una condizione di prodigalità.

Puo' adottarsi la misura di protezione dell'amministrazione di sostegno, nell'interesse del beneficiario (interesse reale e concreto, inerente la persona e/o il suo patrimonio), anche in presenza dei presupposti di interdizione [...]

Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 18 gennaio 2017, n.1093

La omessa trasmissione degli atti al PM, ai sensi dell’art. 70 c.p.c., è causa di nullità della sentenza impugnata per mancata integrazione del contraddittorio solo laddove sia previsto, non soltanto [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 26 febbraio 2016, n. 7974. In tema di abbandono di persone minori o incapaci, l’amministratore di sostegno non risponde del reato di cui all’art. 591 c.p.

In tema di abbandono di persone minori o incapaci, l’amministratore di sostegno non risponde del reato di cui all’art. 591 c.p. in quanto, salvo che sia diversamente stabilito nel decreto [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 11 settembre 2015, n. 17962. L’ambito di applicazione degli istituti dell’interdizione e dell’amministrazione di sostegno deve essere individuato avendo riguardo non già al diverso grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, in ipotesi più intenso per l’interdizione, ma alla maggiore idoneità dell’amministrazione di sostegno ad adeguarsi alle esigenze di detto soggetto, in relazione alla sua flessibilità ed alla maggiore agilità della relativa procedura applicativa

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 11 settembre 2015, n. 17962 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 9 febbraio 2015, n. 2401. L’interdetto, al pari dell’interdicendo al quale sia stato nominato un tutore provvisorio, ha sempre il diritto di difendere, senza l’assistenza del tutore, il ripristino integrale della propria capacità di agire e, quindi, di intervenire nel giudizio (promosso da altri o da esso interdetto) per conseguire ai sensi dell’articolo 429 del Cpc la revoca della interdizione. L’interdicendo e l’inabilitando possono stare in giudizio da soli anche nelle impugnazioni anche se è stato nominato il tutore. Infatti, ai fini della difesa del proprio status, la capacità di agire e contraddire è conservata. E tale regola non può non valere anche in tema di revoca delle medesime misure. Inoltre, la mancata notifica ai parenti non determina alcuna nullità

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 9 febbraio 2015, n. 2401 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 3 dicembre 2014, n. 50754. Va ritenuto pubblico ufficiale il tutore dell’incapace con la conseguente integrazione del delitto di peculato laddove il tutore dell’interdetto si appropri di somme di denaro appartenenti a quest’ultimo e ricevute, in ragione dell’ufficio rivestito. Anche per l’amministratore di sostegno valgono le stesse regole. La verifica della reale attività esercitata e degli scopi perseguiti dall’amministratore di sostegno consente di attribuirgli, negli stessi termini del tutore, la veste e qualità di pubblico ufficiale, considerato il complesso delle norme a lui applicabili ed in particolare: a) la prestazione del giuramento prima dell’assunzione dell’incarico (art. 349 Cod.civ.); b) il regime delle incapacità e delle dispense (artt. 350-353 Cod. civ.); c) la disciplina delle autorizzazioni, le categorie degli atti vietati, il rendiconto annuale al giudice tutelare sulla contabilità dell’amministrazione (artt. 374-388 Cod. civ.); d) l’applicazione, nei limiti di compatibilità, delle norme limitative in punto di capacità a ricevere per testamento (artt. 596, 599 Cod. civ.) e capacità di ricevere per donazioni (art. 779 Cod. civ.). In sostanza tutta una disciplina, formale e sostanziale, che pone l’amministratore di sostegno sullo stesso piano del tutore con gli obblighi e le ricadute penali che la sua qualità di pubblico ufficiale comporta.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 3 dicembre 2014, n. 50754 Ritenuto in fatto 1. I.G.M. , avvocato, ricorre, a mezzo del suo difensore, avverso la sentenza 25 marzo [...]

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