Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 26 febbraio 2014, n. 9300 Ritenuto in fatto 1. – Con ordinanza deliberata in data 11 giugno 2013, depositata in cancelleria il 12 giugno 2013, il Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia accoglieva l’istanza avanzata nell’interesse di F.G., volta a ottenere la cessazione del divieto di comunicare con...
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Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 26 febbraio 2014, n. 9367. Dichiarato responsabile del reato di cui all’art. 612 co. II CP., ascrittogli per avere, nel corso di un colloquio avuto con un’insegnante della figlia, nella scuola elementare, minacciato di morte la ex moglie, il suo compagno e la stessa figlia, mostrando alla professoressa la pistola che deteneva in una valigetta
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 26 febbraio 2014, n. 9367 Ritenuto in fatto Con sentenza in data 5.11.2012 la Corte di Appello di Palermo riformava parzialmente la sentenza del Giudice Monocratico del Tribunale di Trapani, in data 3.12.10, con la quale A.G. era stato dichiarato responsabile del reato di cui all’art. 612 co....
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 3 febbraio 2014, n. 5150. In tema di associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, e la consumazione dei relativi reati
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 3 febbraio 2014, n. 5150 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MILO Nicola – Presidente Dott. LANZA Luigi – Consigliere Dott. ROTUNDO Vincenzo – Consigliere Dott. CITTERIO Carlo – Consigliere Dott. PETRUZZELLIS Anna...
Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 3 febbraio 2014, n. 2279. Illegittimo l’avviso di accertamento emesso prima dei 60 giorni dalla verifica se non sussistano motivi di estrema urgenza
Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria Sentenza 3 febbraio 2014, n. 2279 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta – rel. Consigliere Dott. BOTTA Raffaele – Consigliere Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 21 febbraio 2014, n. 4190. In tema di prova della scientia decoctionis nella revocatoria fallimentare, non è violato il divieto di praesumptio de praesumpto dal giudice di merito il quale, ritenuta, in base alle circostanze, presuntivamente provata la conoscenza, da parte della banca creditrice, del bilancio della società debitrice, poi fallita, al momento del pagamento, ne evinca, altresì, la conoscenza dello stato di insolvenza palesato dal documento contabile, la quale consapevolezza costituisce una mera implicazione della ritenuta conoscenza del bilancio: sicché, in tali casi, si è al cospetto di un’unica presunzione, sia pure articolata su autonome circostanze di fatto. Infatti, in astratto e salvo l’esame in concreto dei singoli indici utilizzati dal giudice, nel pieno del contraddittorio, per pervenire alla conclusione della sussistenza della scientia decoctionis da parte dell’accipiens, un tale metodo si rivela corretto
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 21 febbraio 2014, n. 4190 Svolgimento del processo 1. La Corte d’appello di Milano ha accolto l’appello proposto dall’Istituto Bancario San Paolo di Torino – IMI spa avverso la sentenza del Tribunale di Milano con la quale era stata, a sua volta, accolta la domanda revocatoria proposta dalla...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 10 febbraio 2014, n. 2955. In merito ad un’azione di responsabilità extracontrattuale in danno di un curatore fallimentare per aver compiuto, sul conto intestato alla curatela, varie irregolarità in concorso con funzionari infedeli della banca, quali pagamenti in favore di persone non legittimate, prelievi eseguiti da persone non legittimate, operazioni di giroconto su altri libretti non intestati alla procedura, pagamento di assegni circolari non trasferibili in favore di soggetti diversi dall’ordinatario
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 10 febbraio 2014, n. 2955 Svolgimento del processo 1. Il 15 maggio 1998 i signori A.G. ed E. citarono l’avv. P.E. e il Banco di Napoli davanti al Tribunale di Napoli. Esposero che il 30 aprile 1980 il medesimo tribunale aveva dichiarato il fallimento della s.n.c. FR.AM. e...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 3 febbraio 2014, n. 5247. Sussiste l’esimente dell’esercizio del diritto di critica sindacale (articolo 51 c.p.) qualora il rappresentante di un’organizzazione sindacale, intervenendo a tutela dei lavoratori nella veste di rappresentante di categoria, ipotizzi a carico della parte lesa la realizzazione di comportamenti penalmente rilevanti, allorche’ si tratti di critica volta a stigmatizzare, ancorche’ con toni aspri, ma conferenti all’oggetto della controversia, le iniziative intraprese dall’azienda e ritenute illegittime
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 3 febbraio 2014, n. 5247 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MARASCA Gennaro – Presidente Dott. DUBOLINO Pietro – Consigliere Dott. FUMO Maurizi – Consigliere Dott. PEZZOLLA Rosa – Consigliere Dott. DEMARCHI ALBENGO...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 25 febbraio 2014, n. 4498. Occorre distinguere tra possesso utile ai fini della usucapione e situazione di fatto tutelabile in sede possessoria, indipendentemente dalla prova che spetti un diritto, da parte di chi è privato della disponibilità del bene.
Corte di Cassazione sezione II sentenza 25 febbraio 2014, n. 4498 Svolgimento del processo Il condominio di via Vigliena 10 in Roma, quale possessore da oltre 30 anni dell’omonima via privata utilizzata per il transito, con ricorso del 6.11.1999 lamentava lo spoglio perpetrato dall’IACP con richiesta di reintegra deducendo che detto Istituto aveva rimosso il...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 3 febbraio 2014, n. 5242. In tema di provocazione, sebbene il dato temporale debba essere interpretato con elasticita’, non essendo necessaria una reazione istantanea, tuttavia l’immediatezza della reazione rispetto al fatto ingiusto altrui rende piu’ evidente la sussistenza dei presupposti di tale circostanza attenuante, mentre il passaggio di un lasso di tempo considerevole puo’ assumere rilevanza al fine di escludere il rapporto causale e di riferire la reazione ad un sentimento differente, quale l’odio o il rancore
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 3 febbraio 2014, n. 5242 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BEVERE Antonio – Presidente Dott. LAPALORCIA Grazia – Consigliere Dott. BRUNO Paolo A – Consigliere Dott. VESSICHELLI Maria – Consigliere Dott. DEMARCHI...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 25 febbraio 2014, n. 4488. Secondo la regola stabilita dal D.M. n. 127 del 2004, art. 6, comma 1, espressamente enunciata per gli onorari a carico del soccombente, ma espressione di un principio generale valido anche per la liquidazione a carico del cliente, di regola la determinazione del valore della causa va rapportata ai criteri stabiliti dal codice di procedura civile, con la particolarità che, per la liquidazione degli onorari a carico del cliente, deve farsi riferimento anche alla statuizione dell’art. 6, comma 2, a norma del quale “può aversi riguardo al valore effettivo della controversia, quando risulti manifestamente diverso”, nonché dell’art. 6, comma 4, a norma del quale “per la determinazione del valore effettivo della controversia deve farsi riferimento al valore dei diversi interessi perseguiti dalle parti”. Ciò comporta l’esercizio da parte del giudice di un potere non già arbitrario bensì discrezionale, essendo il medesimo tenuto a dare motivazione sia pure succinta delle relative ragioni
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 25 febbraio 2014, n. 4488 Svolgimento del processo L’Avv. M.F. propone ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. avverso decreto del 6/13 novembre 2007, del Tribunale di Roma – Sezione Fallimentare, in composizione collegiale, di rigetto del reclamo da lui promosso contro il provvedimento del giudice fallimentare di...