Consiglio di Stato sezione VI sentenza 12 settembre 2014, n. 4670 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 900 del 2014, proposto da Ca.Sc., rappresentata e difesa dall’Avv. Pi.Tr., con domicilio eletto presso lo studio...
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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 27 agosto 2014, n. 36268. Nella materia della sicurezza del lavoro e della prevenzione infortuni, la norma dettata dal D.Lgs. n. 626 del 1994, art. 7, (ora D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 26) ha la funzione di individuare l'ipotesi in cui il committente si debba ritenere corresponsabile con l'appaltatore per la violazione di norme antinfortunistiche, nell'ottica di rafforzare la tutela dei beni giuridici della vita e della salute del lavoratore, non potendosi ritenere corretta l'interpretazione secondo la quale la verifica in merito all'idoneità tecnico-professionale debba intendersi limitata alle competenze tecniche dell'impresa appaltatrice
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 27 agosto 2014, n. 36268 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BRUSCO Carlo G. – Presidente Dott. VITELLI CASELLA Luca – Consigliere Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere Dott. DOVERE Salvatore – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 settembre 2014, n. 36718. assolto per insussistenza del fatto per aver esercitato l'attività venatoria con l'ausilio di fari alogeni atti ad illuminare l'area di caccia, a servizio dell'appostamento fisso, allo scopo di attrarre un maggior numero di esemplari di avifauna, nell'area di tiro del proprio appostamento fisso di caccia. Devono ritenersi inclusi, nel novero dei mezzi vietati, anche l'uso dei fari alogeni se ed in quanto destinati ad esercitare una vis attrattiva sulla fauna per cercare, braccare e stanare la preda da abbattere, cosicché il mezzo adoperato si connoti per costituire strumento intrinsecamente, funzionalmente ed essenzialmente connesso all'attività di caccia
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 3 settembre 2014, n. 36718 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. SAVINO Mariapia Gaeta – Consigliere Dott. DI NICOLA Vito – rel. Consigliere Dott. ANDREAZZA Gastone – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 settembre 2014, n. 36700. In materia di doping, la lista dei farmaci contenuta nel D.M. Salute del 15/10/2002 ha natura «ricognitiva» e non «costitutiva», per cui le ipotesi di reato previste dall'art. 9 della L. 376/2000 sono configurabili anche per i fatti commessi prima della emanazione del decreto. Non solo, la gravità della condotta legata al commercio di simili sostanze viene desunta non tanto dalla insidiosità per la salute della singola sostanza quanto dal comportamento complessivo
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 3 settembre 2014, n. 36700 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. GRILLO Renato – rel. Consigliere Dott. AMORESANO Silvio – Consigliere Dott. GAZZARA Santi – Consigliere Dott. ACETO...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 28 agosto 2014, n. 36392. In un procedimento per il reato di maltrattamenti in famiglia, anche in presenza di un grave quadro indiziario, da cui emerga che l'indagato abbia posto in essere una serie di violente aggressioni contro la moglie e i figli minori, la misura della custodia cautelare in carcere può non essere giustificata, esistendo altre misure meno invasive ma ugualmente idonee, come l'allontanamento dalla casa familiare.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 28 agosto 2014, n. 36392 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. AGRO’ Antonio S. – Presidente Dott. ROTUNDO Vincenzo – Consigliere Dott. VILLONI Orlando – Consigliere Dott. DE AMICIS Gaetano – rel....
Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 3 settembre 2014, n. 36847. Se il magistrato si è occupato in precedenza di un coimputato, giudicato con il patteggiamento, non può decidere della sorte degli altri imputati, trovandosi in una situazione di incompatibilità
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE PENALI sentenza 3 settembre 2014, n. 36847 Ritenuto in fatto 1. Con ordinanza del 30 settembre-3 ottobre 2013, la Corte di appello di Roma dichiarava inammissibile la ricusazione, proposta con atto depositato il 27 settembre 2013, nell’interesse degli imputati D.G.A. e D.G.P. , nei confronti dei componenti...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 12 settembre 2014, n. 19331. L'omessa o inesatta indicazione del nome di una delle parti nell'intestazione della sentenza va considerata un mero errore materiale, emendabile con la procedura di cui agli artt. 287 e 288 cod. proc. civ., quando dal contesto della sentenza risulti con sufficiente chiarezza l'esatta identità di tutte le parti, laddove comporta la nullità della sentenza qualora da essa si deduca che non si è regolarmente costituito il contraddittorio, ai sensi dell'art. 1011 cod. proc. civ., e quando sussiste una situazione di incertezza, non eliminabile a mezzo della lettura dell'intera sentenza, in ordine ai soggetti cui la decisione si riferisce
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 12 settembre 2014, n. 19331 Svolgimento del processo e motivi della decisione E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione, regolarmente comunicata al P.G. e notificata ai difensori delle parti. “Il relatore, cons. A.A. esaminati gli atti, osserva: 1. R.G. propose opposizione avverso l’atto di precetto notificato dall’avvocato...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 11 settembre 2014, n. 19178. Nella formulazione del giudizio critico, possono essere utilizzate espressioni di qualsiasi tipo, anche lesive della reputazione altrui, purché siano strumentalmente collegate alla manifestazione di un dissenso ragionato dall'opinione o dal comportamento preso di mira e non si risolvano in un'aggressione gratuita e distruttiva dell'onore e della reputazione del soggetto interessato; mentre non può essere riconosciuta la scriminante di cui all'art. 51 cod. pen. nei casi di attribuzione di condotte illecite o moralmente disonorevoli, di accostamenti volgari o ripugnanti, di deformazione dell'immagine in modo da suscitare disprezzo della persona e ludibrio della sua immagine pubblica
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 11 settembre 2014, n. 19178 Svolgimento del processo La scrittrice M.S. citò in giudizio risarcitorio la società editrice della rivista “Il Borghese”, il direttore responsabile della rivista stessa, il responsabile della rubrica “Vademecum del lettore borghese”, nonché la redattrice di un articolo del 13 agosto 1997, nel quale...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 25 agosto 2014, n. 18174. In tema di azione di risarcimento dei danni da diffamazione, la ricostruzione storica dei fatti, la valutazione del contenuto degli scritti, l'apprezzamento in concreto delle espressioni usate come lesive dell'altrui reputazione, l'esclusione della esimente dell'esercizio del diritto di cronaca e di critica costituiscono accertamenti in fatto, riservati al giudice di merito ed insindacabili in sede di legittimità se sorretti – come nella specie – da argomentata motivazione, esente da vizi logici ed errori di diritto
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 25 agosto 2014, n. 18174 Svolgimento del processo Con citazione del marzo 2001 V.P. conveniva in giudizio innanzi al Tribunale di Roma G.E. , Mediaset s.p.a., R.T.I. s.p.a. e Codacons (Coordinamento di Associazioni per la tutela dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), per sentirli condannare...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 31 luglio 2014, n. 17493. L'art. 2659, comma 1, n. 2, c.c., secondo cui nella nota di trascrizione devono essere indicati il titolo di cui si richiede la trascrizione e la data del medesimo, va interpretato in collegamento con il successivo art. 2655 il quale stabilisce che l'omissione o l'inesattezza delle indicazioni richieste nella nota non nuoce alla validità della trascrizione eccetto che induca incertezza sulle persone, sul bene o sul rapporto giuridico a cui si riferisce l'atto. Ne consegue che dalla nota deve risultare non solo l'atto in forza del quale si domanda la trascrizione ma anche il mutamento giuridico, oggetto precipuo della trascrizione stessa, che quell'atto produce in relazione al bene. Pertanto, in caso di regolamento di condominio c.d. contrattuale, non basta indicare il medesimo ma occorre indicare le clausole di esso incidenti in senso limitativo sui diritti dei condomini sui beni condominiali o sui beni di proprietà esclusiva
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 31 luglio 2014, n. 17493 Svolgimento del processo N.H.W., nella qualità di amministratore del Condominio (omissis) , conveniva davanti al Tribunale di Ancona la Quattroenne s.a.s. di Nicolin Franco & C, chiedendo che venisse dichiarata l’illegittimità dell’opera eseguita dalla convenuta di trasformazione del portico di sua proprietà esclusiva...