Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 21 luglio 2016, n. 15024
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Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 21 luglio 2016, n. 15024

Il termine previsto dall’art. 93, comma 2 d. lgs. n. 196/2003 non può ritenersi operativo oltre il limite di vita della madre, perché la conseguenza della morte della madre che ha partorito in anonimato sarebbe quella di reintrodurre quella cristallizzazione della scelta per l’anonimato che la Corte Costituzionale ha ritenuto lesiva degli artt. 2 e...

Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 21 luglio 2016, n. 15017
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Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 21 luglio 2016, n. 15017

I presupposti della mala fede o della colpa grave pur sempre indispensabili per l’applicabilita’ dell’articolo 96 c.p.c., comma 3, devono coinvolgere l’esercizio dell’azione processuale nel suo complesso, cosicche’ possa considerarsi meritevole di sanzione l’abuso dello strumento processuale in se’, anche a prescindere dal danno procurato alla controparte e da una sua richiesta, al fine di...

Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 21 luglio 2016, n. 14993
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Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 21 luglio 2016, n. 14993

Nel caso di assicurazione plurima contro i danni, quando l’assicurato sia stato reticente circa l’esistenza di altre polizze, è consentito all’assicuratore rinunciare ad avvalersi della facoltà di rifiutare il pagamento dell’indennizzo (accordatagli dall’articolo 1910, comma 2, c.c.), senza che tale rinuncia costituisca di per sé violazione del principio indennitario. Sempre che non vi sia prova...

Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 19 luglio 2016, n. 14699
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Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 19 luglio 2016, n. 14699

Colui che, dotato di patente di guida, affida una vettura in propria disponibilita  a un soggetto dotato solo del c.d. foglio rosa e su tale vettura sale, non assume un ruolo diverso da quello di trasportato e l’affidamento della vettura di per se non lo grava di cooperazione colposa nel caso in cui i successivamente...

Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 29 luglio 2016, n. 3440
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Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 29 luglio 2016, n. 3440

Stante la ben nota autonomia del procedimento di occupazione rispetto al procedimento di esproprio l’illegittimità del primo non produce alcuna influenza sul secondo, né la sentenza di questa Sezione n. 2096 del 2011 contraddice tale assunto, avendo affrontato la questione qui all’esame nell’ambito di un obiter dictum e comunque escludendo anzi l’ipotizzata automatica ricaduta in...

Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 29 luglio 2016, n. 3441
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Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 29 luglio 2016, n. 3441

L’istituto delle astreintes non è applicabile al pagamento delle spese processuali, perché l’obbligazione che viene in causa trova il suo unico titolo nel provvedimento del G.O., diversamente da quanto avviene per l’equa riparazione, ed è assistita da un complesso di specifiche tutele, a garanzia dell’adempimento Consiglio di Stato sezione IV sentenza 29 luglio 2016, n....

Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 29 luglio 2016, n. 3444
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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 29 luglio 2016, n. 3444

In materia di autorizzazioni paesaggistiche l’art. 159 d.lgs. n. 42/2004 ha introdotto una forma partecipativa che si discosta dal quadro delle formalità contemplate dalla legge generale sul procedimento amministrativo, ponendo l’obbligo della comunicazione a carico di un’amministrazione differente da quella tenuta a provvedere Consiglio di Stato sezione VI sentenza 29 luglio 2016, n. 3444 REPUBBLICA...

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 1 agosto 2016, n. 3451
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 1 agosto 2016, n. 3451

La disposizione di cui all’art. 79, comma 5, cod. contratti pubblici, va coordinata con le regole generali in materia di termine per proporre ricorso, ed in particolare con la «conoscenza» cui si riferisce l’art. 120, comma 5, del codice del processo amministrativo. Questo orientamento è stato condiviso dalla Corte di Giustizia, la quale ha stabilito che...

Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 26 luglio 2016, n. 32476
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Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 26 luglio 2016, n. 32476

L’avvocato difensore di fiducia non deve reiterare la dichiarazione prevista dall’art. 157, comma 8 bis, cod. proc. pen. ossia la dichiarazione di non voler ricevere come domiciliatario le comunicazioni e le notificazioni all’imputato, nel caso in cui il difensore di fiducia, al quale l’atto è notificato proprio ai sensi della norma indicata, nulla oppone e...

Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 4 agosto 2016, n. 34450
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Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 4 agosto 2016, n. 34450

Una “denuncia anonima” non può essere posta a fondamento di atti “tipici di indagine” e, quindi, non e possibile procedere a perquisizioni, sequestri e intercettazioni telefoniche, trattandosi di atti che implicano e presuppongono l’esistenza di indizi di reità. Tuttavia, gli elementi contenuti nelle “denunce anonime” possono stimolare l’attività di iniziativa del pubblico ministero e della...