La violazione dell’articolo 609 quinquies c.p., comma 1, e’ caratterizzato dalla necessita’ che la condotta da esso descritta – consistente nel compimento di atti sessuali, dovendo essere ricompresi in tale nozione non solamente le condotte di congiunzione carnale fra soggetti diversi ma anche le condotte onanistiche nonche’ gli atti di mero esibizionismo degli organi genitali, ove connessi a manifestazioni della vita sessuale, in presenza di persona avente eta’ inferiore ad anni 14
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La violazione dell’articolo 609 quinquies c.p., comma 1, e’ caratterizzato dalla necessita’ che la condotta da esso descritta – consistente nel compimento di atti sessuali, dovendo essere ricompresi in tale nozione non solamente le condotte di congiunzione carnale fra soggetti diversi ma anche le condotte onanistiche nonche’ gli atti di mero esibizionismo degli organi genitali, ove connessi a manifestazioni della vita sessuale, in presenza di persona avente eta’ inferiore ad anni 14

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 26 marzo 2018, n. 13996. La violazione dell’articolo 609 quinquies c.p., comma 1, e’ caratterizzato dalla necessita’ che la condotta da esso descritta – consistente nel compimento di atti sessuali, dovendo essere ricompresi in tale nozione non solamente le condotte di congiunzione carnale fra soggetti diversi ma anche...

In materia di obbligo di traduzione del decreto di espulsione nella lingua conosciuta dallo stranieri.
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In materia di obbligo di traduzione del decreto di espulsione nella lingua conosciuta dallo stranieri.

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 28 marzo 2018, n. 7588. In materia di obbligo di traduzione del decreto di espulsione nella lingua conosciuta dallo stranieri. È nullo il provvedimento di espulsione tradotto in lingua veicolare per l’affermata irreperibilità immediata di traduttore nella lingua conosciuta dallo straniero, salvo che l’amministrazione non affermi ed il...

La domanda volta al pagamento della retribuzione dovuta ai sensi dell’articolo 2126 c.c. nell’arco temporale compreso tra il provvedimento espulsivo e la sua esecuzione trae fondamento dalla medesima vicenda estintiva del rapporto di lavoro, ed e’ intimamente ancorata agli identici fatti costitutivi di cui alla L. 28 giugno 2012, n. 92, articolo 1, comma 48.
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La domanda volta al pagamento della retribuzione dovuta ai sensi dell’articolo 2126 c.c. nell’arco temporale compreso tra il provvedimento espulsivo e la sua esecuzione trae fondamento dalla medesima vicenda estintiva del rapporto di lavoro, ed e’ intimamente ancorata agli identici fatti costitutivi di cui alla L. 28 giugno 2012, n. 92, articolo 1, comma 48.

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 27 marzo 2018, n. 7586. La domanda volta al pagamento della retribuzione dovuta ai sensi dell’articolo 2126 c.c. nell’arco temporale compreso tra il provvedimento espulsivo e la sua esecuzione trae fondamento dalla medesima vicenda estintiva del rapporto di lavoro, ed e’ intimamente ancorata agli identici fatti costitutivi di cui...

Ai fini dell’esdebitazione occorre sempre valutare il comportamento del debitore, in particolare la cooperazione prestata agli organi della procedura, l’aver evitato comportamenti ostruzionistici intesi a ritardare il suo svolgimento, il non avere contravvenuto all’obbligo di consegna al curatore della consegna della corrispondenza, il non avere beneficiato di altra esdebitazione negli ultimi dieci anni, il non aver distratto l’attivo e infine il non aver aggravato il dissesto attraverso il ricorso abusivo al credito
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Ai fini dell’esdebitazione occorre sempre valutare il comportamento del debitore, in particolare la cooperazione prestata agli organi della procedura, l’aver evitato comportamenti ostruzionistici intesi a ritardare il suo svolgimento, il non avere contravvenuto all’obbligo di consegna al curatore della consegna della corrispondenza, il non avere beneficiato di altra esdebitazione negli ultimi dieci anni, il non aver distratto l’attivo e infine il non aver aggravato il dissesto attraverso il ricorso abusivo al credito

Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 27 marzo 2018, n. 7550. Ai fini dell’esdebitazione occorre sempre valutare il comportamento del debitore, in particolare la cooperazione prestata agli organi della procedura, l’aver evitato comportamenti ostruzionistici intesi a ritardare il suo svolgimento, il non avere contravvenuto all’obbligo di consegna al curatore della consegna della corrispondenza, il...

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In tema di pornografia minorile, la sussistenza del reato di cui all’articolo 600 ter c.p., comma 3, deve essere esclusa nel caso di semplice utilizzazione di programmi di file sharing che comportino nella rete internet l’acquisizione e la condivisione con altri utenti dei files contenenti materiale pedopornografico

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 26 marzo 2018, n. 14001. In tema di pornografia minorile, la sussistenza del reato di cui all’articolo 600 ter c.p., comma 3, deve essere esclusa nel caso di semplice utilizzazione di programmi di file sharing che comportino nella rete internet l’acquisizione e la condivisione con altri utenti dei...

La rilevata espunzione dal sistema penale della fattispecie incriminatrice ex articolo 635 c.p., comma 1, impone al giudice l’immediato epilogo decisorio
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La rilevata espunzione dal sistema penale della fattispecie incriminatrice ex articolo 635 c.p., comma 1, impone al giudice l’immediato epilogo decisorio

Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 26 marzo 2018, n. 13970. Poiche’ l'”abolitio criminis” espunge dall’ordinamento la norma incriminatrice penale, ogni giudice che sia formalmente investito della cognizione sulla fattispecie oggetto di abrogazione ha il compito di dichiarare, ex articolo 129 c.p.p., comma 1, che il fatto non e’ previsto dalla legge come reato,...

In tema di omesso versamento IVA, l’ammissione alla procedura di concordato preventivo, seppure antecedente alla scadenza del termine previsto per il versamento dell’imposta, non esclude il reato previsto dal Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74, articolo 10 ter
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In tema di omesso versamento IVA, l’ammissione alla procedura di concordato preventivo, seppure antecedente alla scadenza del termine previsto per il versamento dell’imposta, non esclude il reato previsto dal Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74, articolo 10 ter

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 23 marzo 2018, n. 13744. In tema di omesso versamento IVA, l’ammissione alla procedura di concordato preventivo, seppure antecedente alla scadenza del termine previsto per il versamento dell’imposta, non esclude il reato previsto dal Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74, articolo 10 ter, in relazione al debito...

E’ affetta da vizio di motivazione ex articolo 606 c.p.p., comma 1, lettera e), per mancato rispetto del canone di giudizio “al di la’ di ogni ragionevole dubbio”, di cui all’articolo 533 c.p.p., comma 1, la sentenza di appello che, su impugnazione del pubblico ministero, affermi la responsabilita’ dell’imputato, in riforma di una sentenza assolutoria, operando una diversa valutazione di prove dichiarative ritenute decisive, delle quali non sia stata disposta la rinnovazione a norma dell’articolo 603 c.p.p., comma 3
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Per le intercettazioni finalizzate a indagini su fatti di criminalità organizzata serve il semplice indizio e la necessità di proseguire. La natura permanente del reato autorizza lo svolgimento delle indagini preliminari per tutta la durata delle stesse.

Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 23 marzo 2018, n. 13844. Per le intercettazioni finalizzate a indagini su fatti di criminalità organizzata serve il semplice indizio e la necessità di proseguire. La natura permanente del reato autorizza lo svolgimento delle indagini preliminari per tutta la durata delle stesse. Sentenza 23 marzo 2018, n. 13844...

In caso di avvalimento frazionato ciò che rileva è la dimostrazione da parte del concorrente che si avvale delle capacità di più imprese di potere disporre effettivamente dei mezzi di questi ultimi necessari all’esecuzione dell’appalto.
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In caso di avvalimento frazionato ciò che rileva è la dimostrazione da parte del concorrente che si avvale delle capacità di più imprese di potere disporre effettivamente dei mezzi di questi ultimi necessari all’esecuzione dell’appalto.

Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza 10 aprile 2018, n. 2183. In caso di avvalimento frazionato ciò che rileva è la dimostrazione da parte del concorrente che si avvale delle capacità di più imprese di potere disporre effettivamente dei mezzi di questi ultimi necessari all’esecuzione dell’appalto. Le finalità di massima partecipazione sottese all’istituto dell’avvalimento non...