In presenza di vizi accertati dell’atto presupposto deve distinguersi tra invalidità a effetto caducante e invalidità a effetto viziante, nel senso che nel primo caso l’annullamento dell’atto presupposto si estende automaticamente all’atto consequenziale, anche quando questo non sia stato impugnato, mentre nel secondo caso l’atto conseguenziale è affetto solo da illegittimità derivata, e pertanto resta efficace ove non impugnato nel termine di rito
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In presenza di vizi accertati dell’atto presupposto deve distinguersi tra invalidità a effetto caducante e invalidità a effetto viziante, nel senso che nel primo caso l’annullamento dell’atto presupposto si estende automaticamente all’atto consequenziale, anche quando questo non sia stato impugnato, mentre nel secondo caso l’atto conseguenziale è affetto solo da illegittimità derivata, e pertanto resta efficace ove non impugnato nel termine di rito

Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza 10 aprile 2018, n. 2168. In presenza di vizi accertati dell’atto presupposto deve distinguersi tra invalidità a effetto caducante e invalidità a effetto viziante, nel senso che nel primo caso l’annullamento dell’atto presupposto si estende automaticamente all’atto consequenziale, anche quando questo non sia stato impugnato, mentre nel secondo caso...

L’ordinanza che dispone la misura cautelare richiede, ai sensi di legge, soltanto la descrizione sommaria del fatto, cioè una sintetica e sommaria precisazione delle linee esterne della contestazione
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L’ordinanza che dispone la misura cautelare richiede, ai sensi di legge, soltanto la descrizione sommaria del fatto, cioè una sintetica e sommaria precisazione delle linee esterne della contestazione

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 27 marzo 2018, n. 14058. L’ordinanza che dispone la misura cautelare richiede, ai sensi di legge, soltanto la descrizione sommaria del fatto, cioè una sintetica e sommaria precisazione delle linee esterne della contestazione, atta a consentire all’indagato di conoscere il fatto nelle sue linee generali e di esercitare...

Deve considerarsi abnorme, perche’ si colloca del tutto al di fuori dell’ordinamento e determina una stasi processuale non altrimenti rimuovibile, se non con l’impugnazione ed il conseguente annullamento, il provvedimento con il quale il giudice per le indagini preliminari – dopo la revoca del decreto penale di condanna- dichiari irricevibile la richiesta del Pubblico Ministero di archiviazione, per l’estinzione del reato per prescrizione
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Deve considerarsi abnorme, perche’ si colloca del tutto al di fuori dell’ordinamento e determina una stasi processuale non altrimenti rimuovibile, se non con l’impugnazione ed il conseguente annullamento, il provvedimento con il quale il giudice per le indagini preliminari – dopo la revoca del decreto penale di condanna- dichiari irricevibile la richiesta del Pubblico Ministero di archiviazione, per l’estinzione del reato per prescrizione

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 26 marzo 2018, n. 14012. Deve considerarsi abnorme, perche’ si colloca del tutto al di fuori dell’ordinamento e determina una stasi processuale non altrimenti rimuovibile, se non con l’impugnazione ed il conseguente annullamento, il provvedimento con il quale il giudice per le indagini preliminari – dopo la revoca...

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In tema di “straining”, il datore di lavoro è tenuto ad evitare situazioni “stressogene” che diano origine ad una condizione che, per caratteristiche, gravita’, frustrazione personale o professionale, altre circostanze del caso concreto possa presuntivamente ricondurre a questa forma di danno anche in caso di mancata prova di un preciso intento persecutorio.

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 29 marzo 2018, n. 7844. In tema di “straining”, il datore di lavoro è tenuto ad evitare situazioni “stressogene” che diano origine ad una condizione che, per caratteristiche, gravita’, frustrazione personale o professionale, altre circostanze del caso concreto possa presuntivamente ricondurre a questa forma di danno anche in caso...

Ai fini dell’emissione del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente del profitto del reato, non occorre un compendio indiziario che si configuri come grave ai sensi dell’articolo 273 c.p.p., ma e’ soltanto necessario che il giudice valuti la sussistenza del “fumus delicti” in concreto
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Ai fini dell’emissione del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente del profitto del reato, non occorre un compendio indiziario che si configuri come grave ai sensi dell’articolo 273 c.p.p., ma e’ soltanto necessario che il giudice valuti la sussistenza del “fumus delicti” in concreto

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 27 marzo 2018, n. 14044. Ai fini dell’emissione del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente del profitto del reato, non occorre un compendio indiziario che si configuri come grave ai sensi dell’articolo 273 c.p.p., ma e’ soltanto necessario che il giudice valuti la sussistenza del “fumus delicti”...

In tema di patteggiamento, la persona offesa nell’udienza prevista dall’articolo 447 cpp non può costituirsi parte civile
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In tema di patteggiamento, la persona offesa nell’udienza prevista dall’articolo 447 cpp non può costituirsi parte civile

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 26 marzo 2018, n. 14008. In tema di patteggiamento, la persona offesa nell’udienza prevista dall’articolo 447 cpp non può costituirsi parte civile e, quindi, il mancato avviso dell’udienza non determina alcuna nullità dell’udienza o della sentenza emessa ex articolo 448 cpp., neppure dopo l’entrata in vigore del Dlgs...

In tema di efficacia probatoria delle riproduzioni informatiche di cui all’articolo 2712 c.c., il disconoscimento idoneo a farne perdere la qualita’ di prova, degradandole a presunzioni semplici, deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito
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In tema di efficacia probatoria delle riproduzioni informatiche di cui all’articolo 2712 c.c., il disconoscimento idoneo a farne perdere la qualita’ di prova, degradandole a presunzioni semplici, deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 28 marzo 2018, n. 7595. In tema di efficacia probatoria delle riproduzioni informatiche di cui all’articolo 2712 c.c., il disconoscimento idoneo a farne perdere la qualita’ di prova, degradandole a presunzioni semplici, deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito, dovendosi concretizzare nell’allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra...

In ogni caso in cui ha luogo la chiamata in causa del terzo garante, se la domanda stessa viene rigettata ed impugna l’attore, egli deve necessariamente, avendo la chiamata realizzato un litisconsorzio necessario processuale, evocare in giudizio anche il garante.
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In ogni caso in cui ha luogo la chiamata in causa del terzo garante, se la domanda stessa viene rigettata ed impugna l’attore, egli deve necessariamente, avendo la chiamata realizzato un litisconsorzio necessario processuale, evocare in giudizio anche il garante.

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 29 marzo 2018, n. 7788. In ogni caso in cui ha luogo la chiamata in causa del terzo garante, essendo l’effetto della chiamata quello di estendere il contraddittorio sulla domanda principale anche al garante e, quindi, derivandone che la decisione su di essa deve essere pronunciata anche nei...

In caso di chiamata in causa in garanzia dell’assicuratore della responsabilita’ civile, l’impugnazione – esperita esclusivamente dal terzo chiamato avverso la sentenza che abbia accolto sia la domanda principale, di affermazione della responsabilita’ del convenuto e di condanna dello stesso al risarcimento del danno, sia quella di garanzia da costui proposta – giova anche al soggetto assicurato, senza necessita’ di una sua impugnazione incidentale
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In caso di chiamata in causa in garanzia dell’assicuratore della responsabilita’ civile, l’impugnazione – esperita esclusivamente dal terzo chiamato avverso la sentenza che abbia accolto sia la domanda principale, di affermazione della responsabilita’ del convenuto e di condanna dello stesso al risarcimento del danno, sia quella di garanzia da costui proposta – giova anche al soggetto assicurato, senza necessita’ di una sua impugnazione incidentale

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 29 marzo 2018, n. 7790. In caso di chiamata in causa in garanzia dell’assicuratore della responsabilita’ civile, l’impugnazione – esperita esclusivamente dal terzo chiamato avverso la sentenza che abbia accolto sia la domanda principale, di affermazione della responsabilita’ del convenuto e di condanna dello stesso al risarcimento del...