Non puo’ ritenersi precluso all’Amministrazione, in sede di ottemperanza, nel conformarsi al giudicato, di tenere conto di importi liquidati in eccesso, allorche’ l’esatta misura del contributo non sia indicata nella sentenza, e debba dunque essere oggetto di determinazione
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Non puo’ ritenersi precluso all’Amministrazione, in sede di ottemperanza, nel conformarsi al giudicato, di tenere conto di importi liquidati in eccesso, allorche’ l’esatta misura del contributo non sia indicata nella sentenza, e debba dunque essere oggetto di determinazione

Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza 23 aprile 2018, n. 2420. Non puo’ ritenersi precluso all’Amministrazione, in sede di ottemperanza, nel conformarsi al giudicato, di tenere conto di importi liquidati in eccesso, allorche’ l’esatta misura del contributo non sia indicata nella sentenza, e debba dunque essere oggetto di determinazione; a tale riguardo, caratterizzandosi l’ottemperanza come...

Prima di ammettere il condannato a misure alternative alla detenzione, il Tribunale di sorveglianza, pure quando sono emersi elementi positivi nel comportamento del detenuto, puo’ legittimamente ritenere necessario un ulteriore periodo di osservazione e lo svolgimento di altri esperimenti premiali, al fine di verificare la attitudine del soggetto ad adeguarsi alle prescrizioni da imporre con la concessione delle stesse, specie se il reato commesso sia sintomatico di una non irrilevante capacita’ a delinquere e della verosimile contiguita’ con ambienti delinquenziali di elevato livello.
La contravvenzione prevista dall’articolo 650 c.p., nell’ipotesi in cui consiste nella inottemperanza all’ordine di effettuare i lavori di messa in sicurezza di un edificio
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La contravvenzione prevista dall’articolo 650 c.p., nell’ipotesi in cui consiste nella inottemperanza all’ordine di effettuare i lavori di messa in sicurezza di un edificio

Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 13 aprile 2018, n. 16555. La contravvenzione prevista dall’articolo 650 c.p., nell’ipotesi in cui consiste nella inottemperanza all’ordine di effettuare i lavori di messa in sicurezza di un edificio, se resta assorbita nel reato di cui all’articolo 677 c.p., comma 3, quando dal fatto derivi concreto pericolo per...

Poiche’ l’omicidio preterintenzionale si differenzia da quello volontario essenzialmente sotto il profilo dell’elemento soggettivo, facendo difetto, nel primo, la volonta’ omicida non solo sotto la forma del dolo diretto, ma anche sotto quella del dolo indiretto, eventuale o alternativo
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Poiche’ l’omicidio preterintenzionale si differenzia da quello volontario essenzialmente sotto il profilo dell’elemento soggettivo, facendo difetto, nel primo, la volonta’ omicida non solo sotto la forma del dolo diretto, ma anche sotto quella del dolo indiretto, eventuale o alternativo

Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 13 aprile 2018, n. 16529. Poiche’ l’omicidio preterintenzionale si differenzia da quello volontario essenzialmente sotto il profilo dell’elemento soggettivo, facendo difetto, nel primo, la volonta’ omicida non solo sotto la forma del dolo diretto, ma anche sotto quella del dolo indiretto, eventuale o alternativo, ne consegue che va...

L’istituto della c.d. “sanatoria giurisprudenziale” deve considerarsi normativamente superato nonché recessivo rispetto al chiaro disposto normativo vigente ed ai principi connessi al perseguimento dell’abusiva trasformazione del territorio
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L’istituto della c.d. “sanatoria giurisprudenziale” deve considerarsi normativamente superato nonché recessivo rispetto al chiaro disposto normativo vigente ed ai principi connessi al perseguimento dell’abusiva trasformazione del territorio

Consiglio di Stato, sezione sesta, sentenza 24 aprile 2018, n. 2496. L’istituto della c.d. “sanatoria giurisprudenziale” deve considerarsi normativamente superato nonché recessivo rispetto al chiaro disposto normativo vigente ed ai principi connessi al perseguimento dell’abusiva trasformazione del territorio; il permesso in sanatoria è quindi ottenibile soltanto ex art. 36, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380,...

La previsione nella contrattazione collettiva della recidiva quale ipotesi di giustificato motivo del licenziamento non esclude la valutazione del giudice sulla gravità della violazione contestata.
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La previsione nella contrattazione collettiva della recidiva quale ipotesi di giustificato motivo del licenziamento non esclude la valutazione del giudice sulla gravità della violazione contestata.

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 10 aprile 2018, n. 8779. La previsione nella contrattazione collettiva della recidiva quale ipotesi di giustificato motivo del licenziamento non esclude la valutazione del giudice sulla gravità della violazione contestata. Sentenza 10 aprile 2018, n. 8779 Data udienza 16 gennaio 2018 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA...

E’ legittimato a impugnare il titolo edilizio ad altri rilasciato chi dimostri la titolarità di una costruzione in area limitrofa a quella di esecuzione dei lavori, anche se non abbia fornito la prova che i lavori stessi abbiano cagionato un danno, costituendo questa una questione di merito irrilevante sulla condizione dell’azione
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E’ legittimato a impugnare il titolo edilizio ad altri rilasciato chi dimostri la titolarità di una costruzione in area limitrofa a quella di esecuzione dei lavori, anche se non abbia fornito la prova che i lavori stessi abbiano cagionato un danno, costituendo questa una questione di merito irrilevante sulla condizione dell’azione

Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 24 aprile 2018, n. 2457. La regola sancita dall’art. 31, nono comma, della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (secondo cui “chiunque può prendere visione presso gli uffici comunali, della licenza edilizia e dei relativi atti di progetto e ricorrere contro il rilascio della licenza edilizia in quanto in...

“A carico” del giudice l’onere  di accertare che il condannato abbia avuto effettivamente conoscenza del procedimento e abbia volontariamente e consapevolmente rinunziato a comparire
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“A carico” del giudice l’onere di accertare che il condannato abbia avuto effettivamente conoscenza del procedimento e abbia volontariamente e consapevolmente rinunziato a comparire

Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 13 aprile 2018, n. 16540. Come noto, alla prova della non conoscenza del procedimento – che in precedenza doveva essere fornita dal condannato – l’articolo 175 cod. proc. pen., applicabile ratione temporis alla vicenda processuale in esame, ha chiaramente sostituito una sorta di presunzione iuris tantum di non...

La qualifica dirigenziale non esprime piu’ una posizione lavorativa inserita nell’ambito di una “carriera” e caratterizzata dallo svolgimento di determinate mansioni, bensi’ esclusivamente l’idoneita’ professionale del dipendente, che tale qualifica ha conseguito mediante il contratto di lavoro stipulato all’esito della prevista procedura concorsuale.
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La qualifica dirigenziale non esprime piu’ una posizione lavorativa inserita nell’ambito di una “carriera” e caratterizzata dallo svolgimento di determinate mansioni, bensi’ esclusivamente l’idoneita’ professionale del dipendente, che tale qualifica ha conseguito mediante il contratto di lavoro stipulato all’esito della prevista procedura concorsuale.

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 9 aprile 2018, n. 8674. Nel lavoro pubblico alle dipendenze di un ente locale, alla qualifica dirigenziale corrisponde soltanto l’attitudine professionale all’assunzione di incarichi dirigenziali di qualunque tipo e non consente, percio’ – anche in difetto della espressa previsione di cui al Decreto Legislativo n. 165 del 2001, articolo...

In tema di confisca, il prodotto del reato rappresenta il risultato, cioe’ il frutto che il colpevole ottiene direttamente dalla sua attivita’ illecita; il profitto, a sua volta, e’ costituito dal lucro, e cioe’ dal vantaggio economico che si ricava per effetto della commissione del reato
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In tema di confisca, il prodotto del reato rappresenta il risultato, cioe’ il frutto che il colpevole ottiene direttamente dalla sua attivita’ illecita; il profitto, a sua volta, e’ costituito dal lucro, e cioe’ dal vantaggio economico che si ricava per effetto della commissione del reato

Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 13 aprile 2018, n. 16531. In tema di confisca, il prodotto del reato rappresenta il risultato, cioe’ il frutto che il colpevole ottiene direttamente dalla sua attivita’ illecita; il profitto, a sua volta, e’ costituito dal lucro, e cioe’ dal vantaggio economico che si ricava per effetto della...