SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III CIVILE Sentenza 29 novembre 2011, n. 25218 Svolgimento del processo Con atto di citazione ritualmente notificato, G.F. e M.G., quali esercenti la potestà sul figlio minore G.M., esponevano che in data (omissis) il loro figliuolo era trasportato sul ciclomotore condotto da F.R., anch’egli minore, quando il ciclomotore veniva investito...
Categoria: Diritto Civile e Procedura Civile
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza del 15 dicembre 2011, n. 26987. Il giudice non può compensare, in tutto o in parte, le spese di lite del giudizio senza far riferimento alle particolari e specifiche circostanze della controversia decisa.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI CIVILE Ordinanza del 15 dicembre 2011, n. 26987 Fatto e diritto Il Collegio letto il ricorso proposto da F. M. per la cassazione della sentenza n. 10673 del Tribunale di Roma del 12 maggio 2010 che aveva respinto il suo appello avverso la pronuncia del giudice di...
Corte di Cassazione, sezione VI, Ordinanza 24 novembre 2011, n. 24842. E’ valida la notifica eseguita presso la sede effettiva di una società, invece che presso la sede legale
La massima E’ valida la notifica eseguita presso la sede effettiva di una società, invece che presso la sede legale, in quanto, in materia di notificazioni, trova applicazione la norma di cui all’art. 46 cpv c.c., secondo cui, qualora la sede legale della persona giuridica sia diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 14 febbraio 2012 n. 2059. Automatico addebito a seguito di abbandono della casa familiare se non si offre la prova contraria
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 14 febbraio 2012 n. 2059. Automatico addebito a seguito di abbandono della casa familiare se non si offre la prova contraria Il testo integrale[1] Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 14 febbraio 2012 n. 2059 Così confermato dalla Suprema Corte secondo la quale il coniuge che provi l’abbandono...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza del 7.2.2012, n. 1716. Il danno morale tutela la dignità della persona: deve essere risarcito anche quando la vittima finisce in stato vegetativo
La massima Il danno morale tutela la dignità della persona: deve essere risarcito anche quando la vittima finisce in stato vegetativo. Il danno morale non deve configurarsi soltanto come riparazione delle sofferenze psichiche ma anche come lesione della dignità personale, particolarmente evidente quando un padre di famiglia venga ridotto allo stato vegetativo e così perda...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 7 novembre 2011, n. 23063. Il licenziamento con preavviso è sanzione sproporzionata per il lavoratore che, in seguito al ritiro della patente di guida a causa di stato di ebrezza, non possa svolgere il turno settimanale di reperibilità per interventi urgenti al di fuori dell’orario di lavoro.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI CIVILE Ordinanza 7 novembre 2011, n. 23063 Svolgimento del processo – Motivi della decisione La Corte, letta la relazione del Cons. Paolo Stile; udite le conclusioni del P.G., Dott. Elisabetta Cesqui; esaminati gli atti, ivi compresa la memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 2, della ricorrente; osserva: con...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 21 novembre 2011, n. 24436. Per la determinazione dell’assegno divorzile, non rileva il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, in quanto tale assetto economico è un valore meramente sintomatico e non decisivo, ma viene in rilievo la condizione patrimoniale al momento del divorzio.
La massima Nella previsione dell’assegno di mantenimento, nonchè ai fini della sua quantificazione, va tenuto conto anche del contributo dato dall’ex coniuge allo sviluppo della capacità patrimoniale del coniuge su cui grava l’obbligo di corresponsione, considerato al momento della pronuncia di divorzio e non della cessazione della convivenza, avendo anche l’assetto economico stabilito nelle condizioni...
Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza 2 febbraio 2012, n. 1493. Allo straniero, sia esso residente o meno in Italia, è sempre consentita l’azione risarcitoria che può essere fatta valere, senza alcuna disparità di trattamento rispetto al cittadino italiano, non solo contro il danneggiante, ma anche con l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione o del Fondo di Garanzia per le vittime della strada.
La massima Allo straniero, sia esso residente o meno in Italia, è sempre consentito, a prescindere da qualsiasi condizione di reciprocità, domandare al giudice italiano il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale derivato dalla lesione di diritti inviolabili della persona (quali il diritto alla salute e ai rapporti parentali o familiari), avvenuta in Italia,...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza del 17 gennaio 2012, n. 542. La prescrizione civile si allunga con l’astratta configurabilità del reato..
La massima Nel caso in cui l’illecito civile sia considerato dalla legge come reato perseguibile a querela, l’eventuale più lunga prescrizione prevista per l’illecito penale si applica anche all’azione di risarcimento (art. 2947 co. 3, c.c.) sebbene la querela non sia stata presentata, ma a condizione che il Giudice civile accerti incidenter tantum gli estremi...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 24 novembre 2011, n. 24841. In tema di adempimento contrattuale, la parte adempiente che abbia agito richiedendo l’esecuzione del contratto in forma specifica, ha la facoltà di invocare, in sostituzione dell’originaria pretesa, la facoltà di recesso ai sensi dell’art. 1385 comma 2 c.c.
La massima In tema di adempimento contrattuale, la parte adempiente che abbia agito richiedendo l’esecuzione del contratto in forma specifica, ha la facoltà di invocare, in sostituzione dell’originaria pretesa, la facoltà di recesso ai sensi dell’art. 1385 comma 2 c.c., in quanto il recesso costituisce un diritto della parte che sopravvive alla domanda di adempimento....