Il termine previsto dall’art. 93, comma 2 d. lgs. n. 196/2003 non può ritenersi operativo oltre il limite di vita della madre, perché la conseguenza della morte della madre che ha partorito in anonimato sarebbe quella di reintrodurre quella cristallizzazione della scelta per l’anonimato che la Corte Costituzionale ha ritenuto lesiva degli artt. 2 e...
Categoria: Diritto Civile e Procedura Civile
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 21 luglio 2016, n. 15017
I presupposti della mala fede o della colpa grave pur sempre indispensabili per l’applicabilita’ dell’articolo 96 c.p.c., comma 3, devono coinvolgere l’esercizio dell’azione processuale nel suo complesso, cosicche’ possa considerarsi meritevole di sanzione l’abuso dello strumento processuale in se’, anche a prescindere dal danno procurato alla controparte e da una sua richiesta, al fine di...
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 21 luglio 2016, n. 14993
Nel caso di assicurazione plurima contro i danni, quando l’assicurato sia stato reticente circa l’esistenza di altre polizze, è consentito all’assicuratore rinunciare ad avvalersi della facoltà di rifiutare il pagamento dell’indennizzo (accordatagli dall’articolo 1910, comma 2, c.c.), senza che tale rinuncia costituisca di per sé violazione del principio indennitario. Sempre che non vi sia prova...
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 19 luglio 2016, n. 14699
Colui che, dotato di patente di guida, affida una vettura in propria disponibilita a un soggetto dotato solo del c.d. foglio rosa e su tale vettura sale, non assume un ruolo diverso da quello di trasportato e l’affidamento della vettura di per se non lo grava di cooperazione colposa nel caso in cui i successivamente...
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 20 luglio 2016, n. 14834
L’estinzione del diritto di usufrutto, pur comportando l’opponibilita’ al proprietario (nei limiti di cui all’articolo 999 c.c.) dei contratti di locazione conclusi dall’usufruttuario, non determina – di per se’ – l’effettivo subentro nel rapporto di locazione del pieno proprietario ove questi rimanga del tutto silente ed estraneo al rapporto; per esercitare i diritti derivanti dal...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 19 luglio 2016, n. 14728
Il mutamento di religione da parte del coniuge – in questo caso divenuto testimone di Geova – non può essere causa dell’addebito della separazione, neppure in un matrimonio concordatario, né tantomeno dell’affido esclusivo all’altro genitore Suprema Corte di Cassazione sezione VI civile ordinanza 19 luglio 2016, n. 14728 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, sentenza 13 luglio 2016, n. 14343
L’art. 720 c.c. richiede per la sua applicazione un’analisi economica dei risultati che concretamente possono essere eseguiti ed induce a considerare gli effetti dell’eventuale divisione del bene in termini economici più che in termini di possibilità geometrica Per approfondire sulla divisione, cliccare sull’immagine seguente Suprema Corte di Cassazione sezione VI civile sentenza 13 luglio 2016,...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 28 luglio 2016, n. 15718
Ai fini di cui all’art. 2051 cod. civ., il caso fortuito può essere integrato anche dalla colpa del danneggiato (nel caso di specie è stata attribuita la responsabilità dell’evento dannoso all’esclusiva colpa del danneggiato il quale, senza porre la dovuta attenzione nel camminare, era inciampato in prossimità del locale piscina, in tal modo tenendo un...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, sentenza 7 luglio 2016, n. 13902
In tema di clausola penale, il criterio che il giudice è tenuto ad utilizzare per valutare se una penale sia eccessiva ai fini dell’esercizio del suo potere di riduzione della stessa ex art. 1384 cod. civ. si identifica nell’equo contemperamento degli interessi contrapposti, che assicuri, cioè il posizionamento del soggetto adempiente sulla curva di indifferenza...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, sentenza 7 luglio 2016, n. 13903
Gli ausiliari del mediatore o di una società di mediazione sono tenuti all’iscrizione nel ruolo solo quando essi risultino assegnati allo svolgimento di attività mediatizia in senso proprio, della quale compiono gli atti a rilevanza esterna, con efficacia nei confronti dei soggetti intermediati, e impegnativi per l’ente da cui dipendono; l’iscrizione non è, invece, richiesta...








