Le massime 1. Il contratto preliminare è fonte di obbligazione al pari di ogni altro contratto ed il suo particolare oggetto, cioè l’obbligo di concludere il contratto definitivo, non esclude che, ove non sia fissato un termine né in sede convenzionale, né in sede giudiziale, sia applicabile ai sensi dell’art. 1183 c.c. la regola dello...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 6 aprile 2012, n.5572. Con riferimento alle prestazioni di previdenza e assistenza prescrizione sospesa durante il tempo di formazione del silenzio rifiuto e per il periodo in cui la domanda è improcedibile.
LA MASSIMA Con riferimento alle prestazioni di previdenza e assistenza, per le quali l’art. 97, quinto comma, r.d.l. n. 1827 del 1935 prevedeva – e prevede tuttora – che il procedimento in sede amministrativa ha effetto sospensivo dei termini di prescrizione, il decorso della prescrizione, che comincia solo se e quando il diritto può essere...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 10 aprile 2012 n. 5652. Risarcimento del danno per il mancato mantenimento per il figlio naturale non riconosciuto, anche se il riconoscimento avviene dopo 40 anni.
Corte di cassazione – Sezione I civile – Sentenza 10 aprile 2012 n. 5652.Risarcimento del danno per il mancato mantenimento per il figlio naturale non riconosciuto, anche se il riconoscimento avviene dopo 40 anni. Il testo integrale[1] Aprire il seguente collegamento Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 10 aprile 2012 n. 5652. Per gli ermellini...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza del 26 marzo 2012, n. 4854. Preliminare ed oggetto determinato. Nullità
La massima L’esigenza della determinatezza o almeno della determinabilità dell’oggetto del contratto, sanzionata di nullità dall’art. 1418 c.c., comma 2, in relazione all’art. 1346 c.c. e all’art. 1325 c.c., n. 3, è soddisfatta – con riferimento al contratto preliminare di compravendita immobiliare avente ad oggetto la comproprietà, in ragione della metà, di un terreno e...
Corte Costituzionale, sentenza 5 aprile 2012, n. 80. Dichiarata l’illegittimità costituzionale di diciannove articoli del D.lgs. n. 79 del 23 maggio 2011 – c.d. Codice del Turismo – per eccesso di delega
1) dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 9173 dell’8 marzo 2012. La responsabilità del datore di lavoro – art. 2087 c.c. – ha natura contrattuale e tale disposizione codicistica costituisce una norma di chiusura del sistema antinfortunistico, la quale obbliga il datore di lavoro a tutelare l’integrità psicofisica dei propri dipendenti imponendogli l’adozione di tutte le misure atte, secondo le comuni tecniche di sicurezza, a preservare i lavoratori dalla lesione del bene della salute nell’ambiente e in costanza di lavoro anche quando faccia difetto la previsione normativa di una specifica misura preventiva o risultino insufficienti o inadeguate le misure previste dalla normativa Speciale
La massima La responsabilità del datore di lavoro – art. 2087 c.c. – ha natura contrattuale e tale disposizione codicistica costituisce una norma di chiusura del sistema antinfortunistico, la quale obbliga il datore di lavoro a tutelare l’integrità psicofisica dei propri dipendenti imponendogli l’adozione di tutte le misure atte, secondo le comuni tecniche di sicurezza,...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 3187 dell’1 marzo 2012. Il mobbing
La massima Per la configurazione di una condotta di “mobbing”, l’illegittimità di un atto non è di per sé sufficiente. E’ necessario infatti accertare l’idoneità offensiva della condotta datoriale (desumibile dalle sue caratteristiche di persecuzione e discriminazione) e la connotazione univocamente emulativa e pretestuosa della condotta, nonché la prova dell’esistenza di un sovrastante disegno persecutorio....
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 2 novembre 2011, n. 39326. La richiesta della misura cautelare può legittimamente essere fondata sull’allegazione delle trascrizioni sommarie del contenuto delle comunicazioni (brogliacci di ascolto) ovvero degli appunti raccolti durante le intercettazioni.
La massima La richiesta della misura cautelare può legittimamente essere fondata sull’allegazione delle trascrizioni sommarie del contenuto delle comunicazioni (brogliacci di ascolto) ovvero degli appunti raccolti durante le intercettazioni. L’omesso deposito del cosiddetto “brogliaccio” non è sanzionato da alcuna nullità, o inutilizzabilità, delle intercettazioni medesime, essendo la sanzione di inutilizzabilità prevista dall’art. 271 cod. proc....
Consiglio di Satao, sezione IV, sentenza 2 febbraio 2012, n. 615. Un manufatto è di rilevanti dimensioni ed è saldamente collegato al suolo quando rappresenta di fatto un ampliamento, stabile, dell’immobile cui inerisce. Ciò implica una durevole e non irrilevante trasformazione del territorio. L’opera pertanto non può essere qualificata, ai fini urbanistici, “pertinenza”: per la sua realizzazione occorre un provvedimento concessorio.
Consiglio di Stato Sezione IV Sentenza 2 febbraio 2012, n. 615 Fatto Con l’appello in esame, la società P. Pa. (già soc. S. T s.r.l.) impugna la sentenza 16 novembre 2011 n. 1690, con la quale il TAR per la Toscana, sez. III, ha respinto il ricorso proposto avverso l’ordinanza 31 gennaio 1996 n....
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 10 febbraio 2012, n. 5365. Non si configura il delitto di maltrattamenti, pur in presenza di episodi di aggressività, se si esclude l’elemento costitutivo dell’abitualità di tali episodi, elemento necessario per inquadrarli in un regime di vita vessatorio finalizzato a mortificare la personalità del soggetto passivo
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI PENALE Sentenza 10 febbraio 2012, n. 5365 Ritenuto in fatto La Corte d’appello di Catanzaro con sentenza del 18 febbraio 2010 ha confermato l’assoluzione di M..P. dai delitti di maltrattamenti e violenza privata a lei ascritti escludendo l’abitualità di maltrattamenti ed il dolo del reato, essendo risultato che le...