La condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio che utilizzi il telefono d’ufficio per fini personali al di fuori dei casi d’urgenza o di specifiche e legittime autorizzazioni, integra il reato di peculato d’uso se produce un danno apprezzabile al patrimonio della P.A. o di terzi, ovvero una lesione concreta alla funzionalità...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 23 maggio 2017, n.25526
I motivi futili sono individuabili nel caso in cui la determinazione criminosa sia stata indotta da uno stimolo esterno di tale levità, banalità e sproporzione, rispetto alla gravità del reato, da apparire, secondo il comune modo di sentire, assolutamente insufficiente a provocare l’azione criminosa e da potersi considerare, più che una causa determinante dell’evento,...
Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 5 maggio 2017, n.21865
Affinché sia integrata la fattispecie sanzionata dall’art. 624 bis cod. pen., è necessario che sia accertato che il luogo nel quale è perpetrato il furto sia per sua struttura o per l’uso che se ne faccia in concreto, una destinazione legata e riservata alla esplicazione di attività proprie della vita privata della persona offesa, ancorché...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 25 maggio 2017, n.13258
1. Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità della pattuizione relativa agli interessi a carico del correntista, la banca ha l’onere di produrre gli estratti a partire dall’apertura del conto, né essa banca può sottrarsi all’assolvimento di tale onere invocando l’insussistenza dell’obbligo di conservare le scritture contabili oltre...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 22 maggio 2017, n.12842
In tema di responsabilità civile dei maestri e dei precettori, per superare la presunzione di responsabilità a loro carico di cui all’art. 2048 cod. civ., è necessaria la dimostrazione di aver esercitato la vigilanza sugli alunni nella misura dovuta e del carattere imprevedibile e repentino dell’azione dannosa SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI CIVILE...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 23 maggio 2017, n. 12972
Il genitore, separato o divorziato, a cui il figlio sia stato affidato durante la minore età, è legittimato iure proprio ad ottenere dall’altro genitore il pagamento dell’assegno per il mantenimento del figlio, quale titolare di un diritto autonomo (e concorrente con quello del minore) a ricevere il contributo alle spese necessarie a detto mantenimento;...
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 31 marzo 2017, n. 16491
Accolta la richiesta della Procura sulla responsabilità dell’imputato di aver versato una cifra inferiore a titolo di mantenimento nonostante l’imputato fosse disoccupato e momentaneamente detenuto in carcere Suprema Corte di Cassazione sezione VI penale sentenza 31 marzo 2017, n. 16491 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE...
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 31 marzo 2017, n. 16480
La configurazione del reato di guida in stato di ebbrezza può essere desunto anche dalla vigenza del sopravvenuto regime sanzionatorio da elementi sintomatici Suprema Corte di Cassazione sezione VI penale sentenza 31 marzo 2017, n. 16480 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 31 marzo 2017, n. 16458
Per la nozione di frode fa fede l’articolo 1 della Convenzione Pif secondo cui integra la richiamata fattispecie qualsiasi azione od omissione intenzionale relativa all’utilizzo o alla presentazione di dichiarazioni o documenti falsi, inesatti o incompleti cui consegua la diminuzione illegittima di risorse del bilancio generale (dell’Unione) o dei bilanci gestiti (dall’Unione) o per conto...
Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 31 marzo 2017, n. 16412
Integra il reato di cui all’articolo 13 del D.Lgs. 286/1998 (Espulsione amministrativa) la condotta dello straniero extracomunitario che, espulso con divieto di rientrare nel territorio dello Stato, trasgredisca facendo rientro in Italia senza autorizzazione prima che dalla esecuzione dell’espulsione sia decorso un periodo di 5 anni, pari al massimo del termine ordinario del divieto di...







