Il contratto di avvalimento
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Il contratto di avvalimento

Consiglio di Stato, sezione terza, Sentenza 15 maggio 2018, n. 2894. Il contratto di avvalimento, di cui all’art. 49, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (in vigore al momento dello svolgimento della procedura in esame), consente ad un operatore, che sia privo di elementi esperenziali o requisiti economici, di partecipare alle procedure di gara e,...

Ai fini della decorrenza del termine di impugnazione di un permesso di costruire da parte di terzi
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Ai fini della decorrenza del termine di impugnazione di un permesso di costruire da parte di terzi

Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 23 maggio 2018, n. 3075. Ai fini della decorrenza del termine di impugnazione di un permesso di costruire da parte di terzi, l’effetto lesivo si atteggia diversamente a seconda che si contesti l’illegittimità del titolo per il solo fatto che esso sia stato rilasciato (ad esempio, per contrasto con...

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Nell’organizzazione della dislocazione territoriale del servizio farmaceutico il Comune gode di ampia discrezionalità

Consiglio di Stato, sezione terza, Sentenza 24 maggio 2018, n. 3136. Nell’organizzazione della dislocazione territoriale del servizio farmaceutico il Comune gode di ampia discrezionalità in quanto la scelta conclusiva si basa sul bilanciamento di interessi diversi attinenti alla popolazione, attuale e potenzialmente insediabile, alle vie e ai mezzi di comunicazione, per cui la scelta conclusiva...

Il datore di lavoro ha il diritto di compensare il proprio credito risarcitorio, derivante dei danni subiti a causa del comportamento illecito del dipendente emerso nell’ambito di un procedimento penale per corruzione
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Il datore di lavoro ha il diritto di compensare il proprio credito risarcitorio, derivante dei danni subiti a causa del comportamento illecito del dipendente emerso nell’ambito di un procedimento penale per corruzione

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 26 aprile 2018, n. 10132. Il datore di lavoro ha il diritto di compensare il proprio credito risarcitorio, derivante dei danni subiti a causa del comportamento illecito del dipendente emerso nell’ambito di un procedimento penale per corruzione, con le somme accantonate in favore dello stesso a titolo di trattamento...

La inopponibilita’ del divieto di cui all’articolo 372 c.p.c., non puo’ trovare applicazione laddove la sentenza passata in giudicato venga invocata, ai sensi dell’articolo 654 c.p.p., unicamente al fine di dimostrare l’effettiva sussistenza (o insussistenza) dei fatti
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La inopponibilita’ del divieto di cui all’articolo 372 c.p.c., non puo’ trovare applicazione laddove la sentenza passata in giudicato venga invocata, ai sensi dell’articolo 654 c.p.p., unicamente al fine di dimostrare l’effettiva sussistenza (o insussistenza) dei fatti

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 26 aprile 2018, n. 10136. La inopponibilita’ del divieto di cui all’articolo 372 c.p.c., non puo’ trovare applicazione laddove la sentenza passata in giudicato venga invocata, ai sensi dell’articolo 654 c.p.p., unicamente al fine di dimostrare l’effettiva sussistenza (o insussistenza) dei fatti, poiche’ in tali casi il giudicato non...

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Le dimissioni del dipendente non possono da sole impedire l’avvio e la prosecuzione del procedimento disciplinare.

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 26 aprile 2018, n. 10137. Le dimissioni del dipendente non possono da sole impedire l’avvio e la prosecuzione del procedimento disciplinare. Per questo la mancata attivazione di quest’ultimo produce, il diritto del dipendente al “ritorno alla situazione precedente” che però non può essere estesa al periodo di sospensione obbligatoria...

L’accordo con il quale si definiscono le regole della procedura di mobilita’ non puo’ consentire implicitamente una modifica del regime dell’orario gia’ esistente in quanto oggetto di specifico accordo tra le parti e, conseguentemente, l’offerta di una prestazione che incida sulla durata della prestazione e’ nulla
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L’accordo con il quale si definiscono le regole della procedura di mobilita’ non puo’ consentire implicitamente una modifica del regime dell’orario gia’ esistente in quanto oggetto di specifico accordo tra le parti e, conseguentemente, l’offerta di una prestazione che incida sulla durata della prestazione e’ nulla

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 26 aprile 2018, n. 10142. La modifica “ai sensi della disciplina dettata dal Decreto Legislativo n. 61 del 2000, non puo’ avvenire a seguito di determinazione unilaterale del datore di lavoro, ma necessita del consenso scritto del lavoratore. La modalita’ oraria e’ un elemento qualificante della prestazione oggetto del...

E’ estraneo all’ambito del sindacato di legittimita’ l’omesso esame di elementi istruttori
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E’ estraneo all’ambito del sindacato di legittimita’ l’omesso esame di elementi istruttori

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 27 aprile 2018, n. 10158. La nuova disposizione, che e’ stata introdotta dal Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni nella L. 7 agosto 2012, n. 134, ha escluso la possibilita’ di ricorrere in cassazione per motivazione insufficiente o contraddittoria e si applica alle sentenze...

Le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES, sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni “.p7m” e “.pdf”, e devono, quindi, essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna
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Le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES, sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni “.p7m” e “.pdf”, e devono, quindi, essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna

Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 27 aprile 2018, n. 10266. Secondo il diritto dell’UE e le norme, anche tecniche, di diritto interno, le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES, sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni “.p7m” e “.pdf”, e devono, quindi, essere riconosciute valide ed...

L’adesione del vice procuratore onorario, che svolge le funzioni di pubblico ministero, allo sciopero di categoria non interrompe la prescrizione
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L’adesione del vice procuratore onorario, che svolge le funzioni di pubblico ministero, allo sciopero di categoria non interrompe la prescrizione

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 24 aprile 2018, n. 18101. L’adesione del vice procuratore onorario, che svolge le funzioni di pubblico ministero, allo sciopero di categoria non interrompe la prescrizione. Sentenza 24 aprile 2018, n. 18101 Data udienza 22 febbraio 2018 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE...