Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 24 febbraio 2014, n. 8794 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 21 novembre 2012 la Corte d’appello di Palermo confermava la condanna di P.E. per il reato di furto aggravato dall’esposizione della cosa alla pubblica fede in concorso con B.G. e ad oggetto una bicicletta. 2. Avverso...
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Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 21 febbraio 2014, n. 4236. Quanto ai compiti in concreto da svolgersi da parte dei portalettere “abilitati” (rispetto ai quali, si ribadisce, la società aveva avviato una preliminare acquisizione dei dati indispensabili), il servizio di notifica della cartelle esattoriali in nulla differisce rispetto alla notifica degli atti giudiziari delegata ai sensi dell’art. 1 della legge 20 novembre 1982, n. 890, risultando solo diversa la legittimazione del soggetto operante che, nel caso delle cartelle, è quella prevista dall’art. 26, comma 1, DPR n. 602/73
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 21 febbraio 2014, n. 4236 Fatto e diritto 1 – Considerato che è stata depositata relazione del seguente contenuto: “La Corte di appello Genova, pronunciando sull’impugnazione proposta da Q.L. e C.F. avverso la decisione del Giudice del Lavoro di Savona, dichiarava la legittimità della sanzione disciplinare della sospensione...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 25 febbraio 2014, n. 4416. Respinta l’istanza intesa a ottenere la revisione delle condizioni stabilite nel decreto di omologazione della separazione consensuale in particolare l’entità del contributo di mantenimento. A sostegno della richiesta di revisione il ricorrente aveva addotto la sua situazione di salute caratterizzata da una sclerosi multipla diagnosticata e che aveva subìto una imprevedibile accelerazione che gli aveva impedito di consolidare la sua attività di medico-psicoterapeuta e aveva determinato il decremento dei suoi redditi da lavoro successivamente alla omologazione della separazione consensuale
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 25 febbraio 2014, n. 4416 Rilevato che 1. Il Tribunale di Catania, con provvedimento del 9/21 aprile 2010, ha respinto l’istanza di F.C. intesa a ottenere la revisione delle condizioni stabilite nel decreto di omologazione della separazione consensuale intercorsa il 19 settembre 2006 fra i coniugi C....
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 24 febbraio 2014, n. 4277. Condomina scivola sul pavimento dell’androne condominiale. Prospettata una responsabilità per custodia ex art. 2051 c.c. Nessuno addebito per il condominio per il mancato onere probatorio in capo all’attrice
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 24 febbraio 2014, n. 4277 Svolgimento del processo 1. Nel 2000 P.D. conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Brescia il condominio (omissis) , chiedendo di essere risarcita dei danni alla persona subiti per essere scivolata il 26 dicembre 1997 all’ingresso del palazzo ove si trovava la propria...
Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 3 febbraio 2014, n. 2264. I benefici per gli enti non profit non sono concessi in base a quanto emerge dallo statuto societario ma sulla base dell’attività realmente svolta
Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 3 febbraio 2014, n. 2264 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MERONE Antonio – Presidente Dott. CHINDEMI Domenico – Consigliere Dott. SAMBITO Maria Giovanna C. – rel. Consigliere Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 24 febbraio 2014, n. 4405. I risultati del prelievo ematico effettuato per le terapie di pronto soccorso successive ad incidente stradale e non preordinato a fini di prova della responsabilità’ penale sono utilizzabili per l’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, senza che rilevi la mancanza di consenso dell’interessato. (In applicazione di tale principio la S.C. ha affermato che, per il suo carattere invasivo, il conducente può opporre un rifiuto al prelievo ematico richiesto dalla polizia giudiziaria e finalizzato esclusivamente all’accertamento della presenza di alcol nel sangue, rilevando in tal caso il suo dissenso espresso)
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 24 febbraio 2014, n. 4405 Fatto e diritto 1) Con sentenza n. 438/11 dell’11 aprile 2011, notificata il 1 giugno seguente, il tribunale di Ancona ha respinto l’appello proposto da R.F. avverso la sentenza 1059/08 del locale giudice di pace, che aveva rigettato l’opposizione proposta avverso i verbali...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 3 febbraio 2014, n. 2320. Nel regime anteriore alla riforma di cui al Decreto Legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, ancorche’ l’oggetto sociale costituisca l’ambito dell’attivita’ programmata dai soci nell’intrapresa comune, l’organo amministrativo puo’ efficacemente porre in essere un atto che non risulti direttamente volto a perseguire quel programma, purche’ sussista una deliberazione espressa in tal senso dell’assemblea (sebbene non assunta necessariamente con l’unanimita’ dei consensi di tutti i soci, ma con le maggioranze dell’assemblea ordinaria, e salvo il diritto dei soci assenti o dissenzienti e degli altri legittimati attivi ad impugnarla), onde l’atto in questione impegna la societa’ e resta ad essa opponibile
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 3 febbraio 2014, n. 2320 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere Dott. DIDONE Antonio – Consigliere Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere Dott. NAZZICONE Loredana...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 21 febbraio 2014, n. 4196. Per la quietanza tipica la definizione confessoria è indiscussa, per cui il creditore che, rilasciando quietanza al debitore, ammette il fatto del ricevuto pagamento rende confessione stragiudiziale alla parte, con piena efficacia probatoria, ai sensi degli artt. 2733 e 2735 c.c., e non può impugnare l’atto se non provando, a norma dell’art. 2732 c.c., che esso è stato determinato da errore di fatto o da violenza; non gli è sufficiente, quindi, provare l’elemento oggettivo della non veridicità della dichiarazione di ricevuto pagamento, ma occorre che egli provi, altresì, l’elemento soggettivo dello stato di errore o di coartazione che lo determinò al rilascio. Nella quietanza “a saldo”, la dichiarazione liberatoria, se intesa come ricognizione negativa di debito, implica relevatio ab onere probandi, ai sensi dell’art. 1988 c.c., ovvero, se intesa come rinuncia o transazione, attiva la corrispondente disciplina negoziale.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 21 febbraio 2014, n. 4196 Svolgimento del processo Con atto di citazione inviato per la notificazione ex art. 149 c.p.c. il 7 luglio 1998 l’Avv.to M.D. evocava, dinanzi al Tribunale di Salerno, T.A. nella qualità di unica erede del notaio T.G. , esponendo che nell’anno 1983 quest’ultimo gli...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 21 febbraio 2014, n. 8422. Ritenuta responsabile del reato continuato di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiali in atti ufficiali, per avere, in qualità di portalettere, contraffatto la firma del destinatario sugli avvisi di ricevimento di sei raccomandate dirette ad uno studio di commercialisti. L’imputata, dovendo effettuare la consegna delle raccomandate in orario di chiusura dello studio, le aveva lasciate fuori dal portone apponendo essa stessa la firma per ricevimento del destinatario e restituendole al mittente, così evitando di tornare sul luogo per la seconda volta
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 21 febbraio 2014, n. 8422 Ritenuto in fatto 1. T.M. ricorre avverso la sentenza della Corte d’Appello di Firenze in data 6-7-2012, che, confermando quella del Tribunale di Lucca del 2-12-2008, l’ha ritenuta responsabile del reato continuato di cui all’art. 476 cod. pen. per avere, in qualità di...
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 10 febbraio 2014, n. 2907. Nei giudizi di opposizione ad ordinanza ingiunzione – nel regime intermedio tra il Dlgs n. 40 del 2006 e il Dlgs n. 150 del 2011 – l’appello deve essere proposto con citazione e non con ricorso. E l’erroneo uso del ricorso è suscettibile di sanatoria solo a condizione che, nel termine previsto dalla legge, l’atto sia stato non solo depositato nella cancelleria del giudice ma anche notificato alla controparte
Suprema Corte di Cassazione Sezioni Unite civile sentenza 10 febbraio 2014, n. 2907 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MIANI CANEVARI Fabrizio – Primo Presidente f.f. Dott. RORDORF Renato – Presidente di Sez. Dott. PICCIALLI Luigi – Consigliere...