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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 20 maggio 2015, n. 20846. Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, articolo 3, comma 1, lettera d) (modificato dal Decreto Legislativo n. 301 del 2002), com’e’ noto, definisce ristrutturazione edilizia gli interventi rivolti a trasformare i manufatti attraverso un insieme sistematico di opere che possono condurre ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi possono comportare il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio e la eliminazione, la modifica, l’inserimento di nuovi elementi o impianti. In tema di abuso edilizio, per sagoma deve intendersi la conformazione planovolumetrica della costruzione ed il suo perimetro, considerato in senso verticale ed orizzontale, cosi’ che solo le aperture che non prevedano superfici sporgenti vanno escluse dalla nozione stessa di sagoma. La modifica di prospetti attiene alla facciata dell’edificio, per cui non va confusa e compresa nel concetto di sagoma, che indica la forma della costruzione complessivamente intesa, ovvero il contorno che assume l’edificio

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 20 maggio 2015, n. 20846 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. AMORESANO Silvio – Consigliere Dott. SAVINO Mariapia Gaeta – Consigliere Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere Dott. PEZZELLA...

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 20 maggio 2015, n. 20918. Per il delitto previsto dall’articolo 4-bis Ord. Pen., è ormai principio consolidato e lungamente applicato quello secondo il quale è prevista la sanzione dell’inammissibilita’ del beneficio speciale nei riguardi dei condannati in espiazione di pena per delitti previsti dall’articolo 4-bis Ord. Pen

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 20 maggio 2015, n. 20918 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CHIEFFI Severo – Presidente Dott. CAIAZZO Luigi Pietro – Consigliere Dott. MAZZEI Antonella – rel. Consigliere Dott. SANDRINI Enrico Giuseppe – Consigliere...

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 21 maggio 2015, n. 21025. Non risponde del reato di cui al Decreto Legislativo n. 74 del 2000, articolo 2, neppure a titolo di tentativo, l’amministratore di una societa’ il quale, dopo aver acquisito e registrato una fattura per operazione inesistente, sia cessato dalla carica prima della presentazione della dichiarazione fiscale per la cui redazione la medesima fattura sia stata poi utilizzata dal suo successore

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 21 maggio 2015, n. 21025 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. AMORESANO Silvio – Consigliere Dott. SAVINO Mariapia G – rel. Consigliere Dott. GAZZARA Santi – Consigliere Dott....

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Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 26 maggio 2015, n. 10796. Trasferimento per il magistrato che nella mailing list offende i colleghi

Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 26 maggio 2015, n. 10796 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROSELLI Federico – Primo Presidente f.f. Dott. RORDORF Renato – Presidente Sezione Dott. BERNABAI Renato – rel. Consigliere Dott. CAPPABIANCA Aurelio –...

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 26 maggio 2015, n. 10834. Qualora il lavoratore dimostri che le varie contestazioni disciplinari subite avevano finalità discriminatoria e ritorsiva, è corretto dedurne l’illegittimità del successivo licenziamento, presentato. Se non tutte le sanzioni disciplinari (e i licenziamenti) illegittimi sono discriminatori, tutte le sanzioni disciplinari (e i licenziamenti) discriminatori sono illegittimi

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 26 maggio 2015, n. 10834 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROSELLI Federico – Presidente Dott. FEDERICO Guido – Consigliere Dott. MANNA Antonio – Consigliere Dott. TRIA Lucia – rel. Consigliere Dott. GHINOY Paola...

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Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 15 giugno 2015, n. 12307. La parte che contesti l’autenticità del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, e l’onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo, grava sulla parte stessa.

Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 15 giugno 2015, n. 12307 I fatti 1. Il (omissis) decedeva A.C. . 1.1. La vedova Angela Cigna ne fece pubblicare un testamento olografo, dell’8 luglio 1963, con il quale le veniva attribuito l’intero patrimonio. 1.1.2. Gli altri eredi, A.C. , B. , Ca. e G.G. , premesso...

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Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 15 giugno 2015, n. 12311. Ai fini della sussistenza della violazione di legge (l’aver ingiustificatamente ritardato – per negligenza inescusabile e violazione dei doveri di diligenza e laboriosità – le indagini relative ad una denuncia contro ignoti presentata da G.T. per il reato di cui all’art. 326 cod. pen. (rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio), non prevedono, infatti, specifici obblighi, ma, come esattamente affermato nella sentenza impugnata, individuano tempi e modalità di svolgimento delle indagini di competenza del pubblico ministero. Le indicazioni ivi contenute sono riconducibili ad uno spazio di apprezzamento del magistrato sottratto alla valutazione del giudice disciplinare. Ciò appare evidente dalla formulazione degli artt. 326 cod. proc. pen. che si limita a fissare le finalità delle indagini preliminari, e 358 cod. proc. pen. a norma del quale il pubblico ministero “compie ogni attività necessaria ai fini indicati nell’articolo 326 e svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini”. Per quanto riguarda gli altri due articoli citati nel capo di incolpazione – che disciplinano, rispettivamente, l’inizio dell’azione penale, le sue forme e i relativi termini (artt. 405), nonché i termini di durata massima delle indagini preliminari (art. 407) – deve osservarsi che la contestazione di cui al capo di incolpazione in esame non riguarda alcuna violazione dei termini indicati dalle norme citate

Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 15 giugno 2015, n. 12311 Svolgimento del processo 1. II Procuratore Generale della Corte di cassazione ha promosso l’azione disciplinare nei confronti dei dott. G.S., sostituto procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Bari; tale azione disciplinare era basata su distinti capi di incolpazione dei quali...

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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 11 giugno 2015, n. 12157. Chi acquista la proprietà di tutte le cantine presenti su di un piano non diventa automaticamente proprietario del relativo corridoio di accesso e disimpegno che, salvo patto contrario, rimane condominiale

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 11 giugno 2015, n. 12157 Motivi della decisione 2) Giova premettere che il ricorso concerne soltanto questioni residue nei confronti del Condominio e in particolare (cfr conclusioni del ricorso) la natura condominiale del corridoio di servizio dei ripostigli-sottotetto. L’appello nei confronti della C. concerneva peraltro soltanto il risarcimento...