Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 31 marzo 2016, n. 6230 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. AMBROSIO Annamaria – Presidente Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere Dott. DE STEFANO Franco – rel. Consigliere Dott. RUBINO Lina – Consigliere Dott....
Categoria: Corte di Cassazione
Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 13 aprile 2016, n. 15427. In caso di rinvio su richiesta dell’imputato o del suo difensore, dunque, ai fini della sospensione dei termini di prescrizione operano i principi generali stabiliti dal codice di rito, i quali, peraltro, avranno effetto, a differenza di quanto avviene con riguardo alla sospensione prevista dal combinato disposto degli artt. 36 e 45 d.P.R. n. 380/2001, anche con riferimento ai reati eventualmente concorrenti con la contravvenzione di cui all’art. 44 del medesimo decreto
Suprema Corte di Cassazione S.U.P sentenza 13 aprile 2016, n. 15427 Ritenuto in fatto 1. La Corte di appello di Lecce, con sentenza del 9 gennaio 2015, ha confermato la decisione con la quale, in data 29 gennaio 2014, il Tribunale di Brindisi aveva affermato la responsabilità penale di C.F. per il reato di cui...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 12 aprile 2016, n. 15113. La tematica della natura pubblica della gestione dell’infrastruttura e quantomeno di taluni dei servizi di trasporto ferroviario di interesse nazionale, o regionale e locale, non risulta affatto assorbita, o dissolta, dal regime concorrenziale che deve caratterizzare l’individuazione di gestore e operatori.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 12 aprile 2016, n. 15113 Ritenuto in fatto 1. Avverso la sentenza del 08.03-20.05.13 con cui la Corte d’appello di Perugia ha confermato la condanna di D.T. (solo in motivazione riqualificando il reato ascritto ex art. 336 cod. pen. ai sensi dell’art. 337), ricorre l’imputato a mezzo del...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 8 aprile 2016, n. 6838. La morte dell’unico difensore della parte costituita, che intervenga nel corso del giudizio, determina automaticamente l’interruzione del processo, anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza, e preclude ogni ulteriore attività processuale, con la conseguente nullità degli atti successivi e della sentenza eventualmente pronunciata; l’irrituale prosecuzione del processo, nonostante il verificarsi dell’evento interruttivo, può essere dedotta e provata in sede di legittimità, ai sensi dell’art. 372 cod. proc. civ., mediante la produzione dei documenti all’uopo necessari, ma solo dalla parte colpita dal predetto evento, a tutela della quale sono poste le norme che disciplinano l’interruzione, non potendo quest’ultima essere rilevata d’ufficio dal giudice, né eccepita dalla controparte come motivo di nullità della sentenza
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 8 aprile 2016, n. 6838 Svolgimento del processo 1. Nel 1997, la signora C.A. (insieme al signor B.R. ) propose opposizione avverso un decreto ingiuntivo emesso dal Presidente del Tribunale di Roma su istanza della Banca di Roma S.p.a. (poi Capitalia S.p.a.), con il quale le era stato...
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 13 aprile 2016, n. 7291. E’ escluso che l’attività della medicina di gruppo sia riconducibile ad uno dei tipi di società o enti di cui agli artt. 2 e 3 del d. lgs. n. 446 del 1997, e che quindi costituisca ex lege presupposto d’imposta
Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 13 aprile 2016, n. 7291 Svolgimento del processo L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, con un motivo, nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Veneto che, accogliendo 1 appello di B.C. , medico di medicina generale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, gli ha riconosciuto...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 7 marzo 2016, n. 9229. In merito al Trust ed il relativo sequestro preventivo finalizzato alla confisca: 1) la struttura: Il trust familiare è costituito dall’indagato con un semplice atto unilaterale non recettizio di natura gratuita a favore di stretti familiari, senza pertanto, una reale uscita del patrimonio dall’orbita di interesse del soggetto disponente; 2) l’effetto giuridico: il trust rientra fra i negozi fiduciari, così come l’interposizione reale in cui l’interposto – e cioè una terza persona – a seguito di un accordo fiduciario, amministra e gestisce i beni dell’indagato: l’analogia, mutatis mutandis, fra l’interposizione reale, per la quale è pacifica l’ammissibilità del sequestro dei beni amministrati dall’interposto, con l’effetto segregativo del trust, è evidente; 3) le conseguenza pratiche e fattuali: a seguito della costituzione del trust familiare, i beni dell’indagato restano comunque in ambito familiare, sicché, come già sopra segnalato, essi continuano a rimanere nella sua disponibilità da intendersi in senso lato, non potendo su di essa far velo l’effetto giuridico creato dallo stesso indagato, che si limita a spogliarsi del potere dispositivo sui beni. Si rammenti, infatti, che, da sempre (sia nei processi civili che nei procedimenti di sequestro penali), l’atto gratuito a favore dei congiunti – tanto più se effettuato in tempi sospetti – è considerato l’elemento indiziario più significativo e di per sé sufficiente a fare ritenere la simulazione dell’atto, così come, nessuno mette in dubbio che anche l’interposizione reale (ossia un negozio fiduciario così come lo è il trust), una volta provata, rientri fra i casi in cui è ammessa la confisca
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III sentenza 7 marzo 2016, n. 9229 Ritenuto in fatto Il Tribunale di Cremona, con ordinanza resa in data 9 gennaio 2015, ha accolto la richiesta di riesame, presentata da C.C. , in qualità di legale rappresentante pro tempore di MPO & Partners Professional Trustee Spa, avverso il sequestro preventivo...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 12 aprile 2016, n. 7161. Nei procedimenti di cui agli artt. 330 e 333 cod. civ., l’attribuzione della competenza territoriale al tribunale per i minorenni del luogo nel quale si trovi la residenza o la dimora abituale del minore al momento dell’instaurazione del procedimento rimane ferma anche qualora si verifichi lo spostamento in corso di causa della residenza anagrafica o del domicilio del minore, derivante dal trasferimento del genitore con il quale egli convive, trovando applicazione anche in tal caso il principio generale della perpetuatio jurisdictionis, il quale risponde ad ineliminabili esigenze di certezza ed effettività della tutela giurisdizionale, e prevale pertanto su quello di prossimità, tutte le volte in cui il provvedimento in relazione al quale occorre individuare il giudice competente sia lo stesso richiesto con il ricorso introduttivo o con altra istanza che s’inserisca incidentalmente nella medesima procedura
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI ORDINANZA 12 aprile 2016, n. 7161 Fatto Con decreto del 2 marzo 2015, il Tribunale per i minorenni di Bologna ha dichiarato la propria incompetenza funzionale in ordine al ricorso proposto dal Pubblico Ministero nell’interesse delle minori S.V. ed A. , rilevando che nel corso del procedimento la madre...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 31 marzo 2016, n. 13057. L’accesso abusivo all’altrui casella di posta elettronica configura il reato di cui all’art. 615 ter cod. pen. essendo detta casella uno “spazio di memoria”, ossia una porzione della complessa apparecchiatura – fisica e astratta – destinata alla memorizzazione delle informazioni, protetto mediante apposizione di una password in modo tale da rivelare la chiara volontà dell’utente di farne uno spazio a sé riservato, e nella disponibilità del suo titolare, identificato da un account registrato presso un provider del servizio
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 31 marzo 2016, n. 13057 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LAPALORCIA Grazia – Presidente Dott. SETTEMBRE A. – rel. Consigliere Dott. MICHELI Paolo – Consigliere Dott. PISTORELLI Luca – Consigliere Dott. DEMARCHI...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 31 marzo 2016, n. 12942. Costituisce motivazione apparente l’affermazione di principi senza disamina della fattispecie concreta e senza valutazione delle doglianze proposte in sede di reclamo da parte del Tribunale di Sorveglianza chiamato a decidere in merito al rigetto parziale della richiesta di liberazione anticipata
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 31 marzo 2016, n. 12942 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CORTESE Arturo – Presidente Dott. SARACENO Rosa Anna – Consigliere Dott. BONI Monica – Consigliere Dott. DI GIURO Gaetano – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 30 marzo 2016, n. 12840. In ordine al reato di illecita invasione di terreni o edifici di cui all’art. 633 c.p., la scriminante dello stato di necessità, che presuppone l’attualità del pericolo, richiede che nel momento in cui l’agente agisce contra ius – al fine di evitare «un danno grave alla persona» – il pericolo deve essere imminente e, quindi, circoscritto nel tempo e nello spazio. Non può, invero, parlarsi di attualità del pericolo in tutte quelle situazioni di pericolo non contingenti, caratterizzate da cronicità, quale l’esigenza di una soluzione abitativa, considerando che l’edilizia popolare è destinata a risolvere le esigenze dei non abbienti, attraverso procedure pubbliche e regolamentate, e non certamente arbitrarie
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 30 marzo 2016, n. 12840 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PRESTIPINO Antonio – Presidente Dott. TADDEI M.B. – Consigliere Dott. VERGA G. – rel. Consigliere Dott. CARRELLI PALOMBI Roberto – Consigliere Dott....