Il sopravvenuto difetto di interesse all’impugnazione e’ una causa di inammissibilita’ che prevale su quella della rinuncia all’impugnazione, eventualmente concorrente, perche’ piu’ favorevole, non comportando la condanna al pagamento delle spese: infatti, il venir meno dell’interesse, sopraggiunto alla proposizione del ricorso, non configura un’ipotesi di soccombenza e pertanto il ricorrente non deve essere condannato ne’...
Categoria: Corte di Cassazione
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 24 maggio 2016, n. 10701
Non è ravvisabile la responsabilità di due architetti che per mancato accordo con il committente non avevano apportato delle integrazioni richieste provocando il parere negativo dell’ufficio e l’archiviazione della pratica Corte di Cassazione sezione III civile sentenza 24 maggio 2016, n. 10701 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI...
Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 25 maggio 2016, n. 10793
Esclusa la doppia imposizione nel caso di utili extrabilancio corrisposti da una società di capitali, le cui imposte non sono state pagate Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 25 maggio 2016, n. 10793 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott....
Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 25 maggio 2016, n. 10798
Il contribuente che presenta una dichiarazione cumulativa per più cespiti e intenda avvalersi dell’accertamento della stima dei beni con criterio automatico deve indicare analiticamente il valore della donazione Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 25 maggio 2016, n. 10798 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Composta...
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 25 maggio 2016, n. 10817
Esclusa la sottrazione internazionale del minore a carico del padre che trattiene i figli in Italia e non li fa rientrare in Ungheria dalla madre luogo di residenza abituale. Valorizzato l’interesse prevalente del minore, e , nel caso esaminato, i ragazzi si erano opposti perché in Italia erano ben curati mentre la madre aveva nei loro...
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 25 maggio 2016, n. 10826
Il segno distintivo costituito dal nome anagrafico e validamente registrato, non può essere di regola adottato in settori affini salvo il suo impiego limitato secondo principi di correttezza professionale, neppure dalla persona che legittimamente porti quel nome. L’inserimento nel marchio di un patronimico coincidente con il nome della persona che in precedenza l’ha incluso in...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 7 giugno 2016, n. 23601
L’esimente di cui all’art. 598 c.p. – per il quale non sono punibili le offese contenute negli scritti e nei discorsi pronunciati dinanzi alle autorità giudiziarie e amministrative – non si applica alle accuse calunniose contenute in tali atti, considerato che la predetta diposizione si riferisce esclusivamente alle offese e non può, pertanto, estendersi alle...
Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 1 giugno 2016, n.23171
Il committente è titolare di una autonoma posizione di garanzia e può essere chiamato a rispondere dell’infortunio subito dal lavoratore qualora l’evento si colleghi causalmente ad una sua colpevole omissione, specie nel caso in cui la mancata adozione o l’inadeguatezza delle misure precauzionali sia immediatamente percepibile senza particolari indagini SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV...
Corte di Cassazione, sezione VI penale, 31 maggio 2016, n.23010
In tema di mancato versamento dell’assegno di mantenimento, un effettivo stato di bisogno dei destinatari dei versamenti va tenuto distinto dall’obbligo di mantenimento ed individuato in quanto è necessario per la sopravvivenza, sia pure con la valutazione di altre complementari esigenze quali abbigliamento, istruzione, abitazione, mezzi di trasporto e simili SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE...
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 7 giugno 2016, n.11638
Il divieto di anatocismo si applica anche alle modalità di calcolo degli interessi applicati ai mutui fondiari contratti nella vigenza del T.U.B. (d.lgs. 385/1993), posto che con l’entrata in vigore di tale ultima normativa, la struttura del credito fondiario ha perso quelle peculiarità nelle quali risiedevano le ragioni della sua sottrazione al divieto di cui...




