Risponde del reato di rifiuto di atti d’ufficio (art. 328 cod. pen.) il collaboratore scolastico che non provveda alla cura di un minore disabile in una situazione di necessità ed urgenza, al di là delle mansioni specifiche attribuite, attesa la doverosità e indifferibilità dell’atto richiesto al collaboratore scolastico che emerge dal Contratto collettivo nazionale di...
Categoria: Corte di Cassazione
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 30 maggio 2016, n. 22719
Qualora la sentenza emessa dal giudice collegiale venga sottoscritta solo dall’estensore e non anche dal presidente, si è di fronte ad un’ipotesi di nullità relativa della sentenza, che deve essere tempestivamente eccepita, atteso che l’apposizione della firma del presidente del collegio ha una funzione di garanzia dal momento che attesta l’avvenuto controllo della conformità della...
Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 30 maggio 2016, n. 22717
L’apprendimento insorgente da fatto del lavoratore medesimo e la socializzazione delle esperienze e della prassi di lavoro non si identificano e tanto meno valgono a surrogare le attività di informazione e di formazione prevista dalla legge Suprema Corte di Cassazione sezione IV penale sentenza 30 maggio 2016, n. 22717 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 27 maggio 2016, n. 22548
L’idoneità degli atti, richiesta per la configurabilità del reato tentato, deve essere valutata con giudizio ex ante, tenendo conto delle circostanze in cui opera l’agente e delle modalità dell’azione, la desistenza volontaria presuppone la costanza della possibilità di consumazione del delitto, per cui, qualora tale possibilità non vi sia più, ricorre, sussistendone i presupposti, l’ipotesi...
Corte di Cassazione, sezioni uniti civili, sentenza 13 giugno 2016, n. 12084
La notifica di un primo atto di appello (o ricorso per cassazione) avvia una dinamica impugnatoria al fine di pervenire alla definizione della lite e dimostra conoscenza legale della sentenza da parte dell’impugnante. Ne consegue che qualora questi, prima che sia giunta declaratoria di inammissibilità o di improcedibilità, notifichi una seconda impugnazione, quest’ultima deve risultare...
Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 10 giugno 2016, n. 11957
In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la “contabilità in nero”, per il suo valore probatorio, legittima di per sé, ed a prescindere dalla sussistenza di qualsivoglia altro elemento, il ricorso all’accertamento induttivo, incombendo al contribuente l’onere di fornire la prova contraria, al fine di contestare l’atto impositivo notificatogli Suprema Corte di Cassazione...
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 10 giugno 2016, n. 11912
Ha diritto al risarcimento del danno la parte che dimostri di avere subito interruzioni periodiche e costanti dei programmi televisivi a causa delle interferenze del segnale satellitare provocate dai lavori di ammodernamento di una funivia Suprema Corte di Cassazione sezione III civile sentenza 10 giugno 2016, n. 11912 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 9 giugno 2016, n. 11832
L’affidamento a un commercialista del mandato a trasmettere per via telematica la dichiarazione alla competente Agenzia delle Entrate non esonera il soggetto obbligato alla dichiarazione fiscale a vigilare affinché tale mandato sia puntualmente adempiuto Suprema Corte di Cassazione sezione VI civile ordinanza 9 giugno 2016, n. 11832 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO...
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 9 giugno 2016, n. 11794
L’estratto di ruolo è una riproduzione fedele ed integrale degli elementi essenziali contenuti nella cartella esattoriale ed è, di conseguenza, valido ai fini probatori e, in particolare, consente di individuare a tutela di quale tipo di credito agisca l’amministrazione Suprema Corte di Cassazione sezione III civile sentenza 9 giugno 2016, n. 11794 REPUBBLICA ITALIANA IN...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 8 giugno 2016, n. 11788
L’autorizzazione temporanea alla permanenza in Italia del familiare del minore può essere rilasciata in presenza di qualsiasi danno effettivo, concreto, percepibile o obiettivamente grave che, in considerazione dell’età o delle condizioni di salute, ricollegabili al complessivo equilibrio psico-fisico, deriva o deriverà certamente al minore dall’allontanamento del familiare Suprema Corte di Cassazione sezione VI civile ordinanza...





