Il creditore assistito da garanzia reale non e’ legittimato a chiedere la revoca del sequestro preventivo finalizzato alla confisca mentre il processo e’ pendente, in quanto il diritto di sequela, in cui la sua posizione consiste, non esclude l’assoggettabilita’ del bene a vincolo, ha allo stesso tempo chiaramente distinto da tale situazione quella in cui...
Categoria: Corte di Cassazione
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 11 luglio 2016, n. 14103
La gravità dell’inadempimento del lavoratore deve essere valutata nel rispetto della regola generale della “non scarsa importanza” di cui all’art. 1455 c.c., sicché l’irrogazione della massima sanzione disciplinare risulta giustificata solamente in presenza di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali, tale, cioè, da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro per essersi irrimediabilmente incrinato...
Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 8 luglio 2016, n. 14039
L’avvocato che al termine di un procedimento disciplinare –su segnalazione del Pm di un procedimento penale per concorso in bancarotta fraudolenta – ha subito la sospensione dall’esercizio della professione per sei mesi non può chiedere l’applicazione dell’indulto in quanto esso, salvo diverse previsioni non estingue le pene accessorie Suprema Corte di Cassazione sezioni unite civili...
Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 8 luglio 2016, n. 14038
Le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione del provvedimento d’iscrizione di ipoteca sugli immobili per crediti di natura non tributaria sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di provvedimento preordinato all’espropriazione forzata, in relazione al quale la tutela giudiziaria, esperibile nelle forme dell’opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi, non può realizzarsi né dinanzi al giudice...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 22 luglio 2016, n. 15137
La Corte di cassazione è competente ad ordinare, ai sensi dell’ars. 89 cod. proc. civ., la cancellazione delle espressioni sconvenienti ed offensive contenute nei soli scritti ad essa diretti, con la conseguenza che è inammissibile il motivo del ricorso per cassazione con cui si chieda la cancellazione delle frasi del suddetto tenore contenute nelle fasi...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 18 luglio 2016, n. 14633
Nel regime dei lavoro pubblico contrattualizzato, in caso di abusivo ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una P.A., il dipendente, esclusa la possibilità di conversione del rapporto, ha diritto al risarcimento del danno per l’illegittima precarizzazione nella misura e nei limiti di cui all’art. 32, comma 5, della I. n....
Corte di Cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 22 luglio 2016, n. 15208
In tema di interpretazione dell’art. 18, della legge n. 247 del 2012, il quale, sotto la rubrica “Incompatibilità”, dispone: “1. La professione di avvocato è incompatibile: a) con qualsiasi altra attività di lavoro autonomo svolta continuativamente o professionalmente, escluse quelle di carattere scientifico, letterario, artistico e culturale, e con l’esercizio dell’attività di notaio. è consentita...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 19 luglio 2016, n. 30479
Ai fini della configurabilità del delitto di violenza sessuale, la rilevanza di tutti quegli atti che, in quanto non direttamente indirizzati a zone chiaramente definibili come erogene, possono essere rivolti al soggetto passivo, anche con finalità del tutto diverse, come i baci o gli abbracci, costituisce oggetto di accertamento da parte del giudice del merito,...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 15 luglio 2016, n.30340
Alla luce del nuovo art. 61, n. 5, cod. pen., l’età avanzata della vittima del reato rileva in misura maggiore, attribuendo al giudice di verificare, allorché il reato sia commesso in danno dì persona anziana, se la condotta criminosa posta in essere sia stata agevolata dalla scarsa lucidità o incapacità di orientarsi da parte della...
Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 15 luglio 2016, n. 30219
In sede di sequestro e confisca di prevenzione non può ritenersi idonea dimostrazione della legittima provenienza dei beni, e non può congruamente incidere sulla constatata sproporzione tra redditi e investimenti, l’allegazione da parte del soggetto destinatario della ablazione di una plusvalenza, derivante dalla operazione commerciale di vendita di un immobile, lì dove manchi la giustificazione...






