L’art. 598 c.p. disciplina la non punibilità delle offese contenute negli scritti o nei discorsi pronunciati dalle parti o dai loro patrocinatori nei procedimenti dinnanzi all’autorità giudiziaria, ovvero dinnanzi all’autorità amministrativa, quando le offese concernono l’oggetto della causa o del ricorso amministrativo; ciò significa che l’impiego di un termine offensivo costituisce il presupposto per l’applicazione...
Categoria: Corte di Cassazione
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 18 luglio 2017, n.35145
In tema di violenza sessuale, la persona offesa non deve versare necessariamente in uno stato di conclamata psicopatologia ma anche in una semplice condizione di menomazione dovuta sia a fenomeni patologici, permanenti o passeggeri di carattere organico e funzionale, e sia a traumi e fattori ambientali tali da incidere negativamente sulla formazione della personalità dell’individuo....
Corte di Cassazione, sezione feriale penale, sentenza 04 settembre 2017, n. 39878
In tema di corse clandestine di cavalli. Sentenza 04 settembre 2017, n. 39878 udienza 29 agosto 2017 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE FERIALE PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI TOMASSI Mariastefania – Presidente – Dott. SCARLINI Enrico V. S. – Consigliere – Dott. RECCHIONE Sandra...
Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 28 agosto 2017, n. 39443
Il reato proprio di cui all’art. 2625, cod. civ. non riguarda la partecipazione del socio e l’esercizio dei relativi diritti in riferimento a tutti gli aspetti della vita societaria, comprese le deliberazioni della società, ma intende garantire soltanto le funzioni di controllo esercitabili sulla gestione ed amministrazione della società, con la conseguenza che non ogni...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 7 settembre 2017, n. 40839
In tema di false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri è necessario tenere in adeguata considerazione la natura “formale” del reato di cui all’art. 496 c.p., sicché la possibilità che una dichiarazione “implicita” integri la previsione in oggetto deve essere circoscritta, onde non violare il principio di legalità di cui...
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 11 settembre 2017, n. 21050
Il diritto di prelazione e di riscatto previsto dall’art. 732 cod. civ. a favore del coerede dell’alienante sussiste soltanto in ipotesi di alienazione, sia pure parziale, della quota ereditaria (intesa come porzione ideale dell’universum ius defuncti), che implica, per la sua efficacia reale, l’ingresso dell’estraneo nella comunione ereditaria che la norma citata tende ad impedire....
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 8 settembre 2017, n. 21003
La produzione dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia dell’atto processuale spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale, ai sensi dell’art. 149 c.p.c., richiesta dalla legge in funzione della prova dell’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio, può avvenire anche mediante l’allegazione di fotocopie non autenticate, ove manchi contestazione in proposito, poiché la...
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 25 agosto 2017, n. 20395
La decorrenza della decisione di condanna del marito a corrispondere alla moglie un assegno di divorzio va correlata al momento in cui sono cambiate le condizioni, la cui prova però deve essere fornita dal ricorrente. Sentenza 25 agosto 2017, n. 20395 Data udienza 29 maggio 2017 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE...
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 25 agosto 2017, n. 20394
In base al Decreto Ministeriale 26 luglio 1985, articolo 4, le anticipazioni effettuate agli enti ed organismi pubblici dai tesorieri, in mancanza di disponibilita’ non vincolate nelle contabilita’ speciali in essere presso le sezioni di tesoreria provinciale dello Stato, devono essere estinte, a cura dei tesorieri, non appena siano acquisiti introiti non soggetti a vincolo...
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 25 agosto 2017, n. 20393
Le banche non in grado di compiere un’adeguata verifica della clientela possono comunicare il recesso alla società finanziaria, liquidare il patrimonio mobiliare detenuto dalla stessa trasferendone il ricavato. Sentenza 25 agosto 2017, n. 20393 Data udienza 12 aprile 2017 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta...







