Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 28 gennaio 2014, n. 3717 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SQUASSONI Claudia – Presidente Dott. RAMACCI Luca – Consigliere Dott. GAZZARA Santi – Consigliere Dott. SCARCELLA Alessio – rel. Consigliere Dott. ANDRONIO...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 3 febbraio 2014, n. 5227. “Mia suocera come una vipera”: una frase che, se pronunciata in un «contesto di rapporti tesi» ma senza ledere «l’onore e il decoro» altrui, non può giustificare una condanna per ingiuria
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 3 febbraio 2014, n. 5227 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 02/10/2012 il Tribunale di Nicosia ha confermato la decisione di primo grado che aveva condannato alla pena ritenuta di giustizia e al risarcimento dei danni in favore della parte civile, D.M. , avendolo ritenuto responsabile del...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 3 febbraio 2014, n. 5271. Responsabile dei reati di interruzione di pubblico servizio e di lesioni aggravate dall’uso di un bastone, per aver aggredito il conducente di un autobus, che gli aveva rimproverato il parcheggio in doppia fila, così interrompendo il servizio di linea
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 3 febbraio 2014, n. 5271 Ritenuto in fatto 1. M.M. ricorre avverso la sentenza in data 14-2-2013 con la quale la Corte d’Appello di Catania, confermando sostanzialmente quella del Tribunale della stessa sede emessa il 15-7-2008, che riformava solo in punto di concessione del beneficio della non menzione...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 29 gennaio 2014, n. 1908. Gli orientamenti richiamati dalla parte ricorrente in ordine all’insussistenza del potere del giudice delegato e del tribunale in sede di reclamo di disporre nella specie la riduzione oltre i minimi degli onorari sulla base della qualita’ e corrispondenza all’interesse del fallimento dell’attivita’ defensionale prestata, non risultano applicabili alla fattispecie, in quanto il procedimento in questione non e’ equiparabile, come gia’ osservato ne’ alle controversie relative alla determinazione e liquidazione degli onorari ne’ all’impugnazione di una statuizione giudiziale relativa alla liquidazione delle spese processuali sulla base della soccombenza in un ordinario giudizio di cognizione, trattandosi dell’esercizio di un potere determinativo che deve essere svolto sulla base dell’integrita’ dei parametri normativi applicabili
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 29 gennaio 2014, n. 1908 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI PALMA Salvatore – Presidente Dott. MACIOCE Luigi – Consigliere Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 3 febbraio 2014, n. 5272. Il reato di minaccia è un reato formale di pericolo, per la cui integrazione non è richiesto che il bene tutelato sia realmente leso – ossia non è necessario che uno stato di intimidazione si verifichi in concreto – bastando che il male prospettato possa incutere timore nel soggetto passivo, menomandone la sfera della libertà morale; la valutazione dell’idoneità della minaccia a realizzare tale finalità va fatta avendo di mira un criterio di medialità che rispecchi le reazioni dell’uomo comune
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 3 febbraio 2014, n. 5272 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 19/04/2012 il Giudice di Pace di Salò ha assolto C.A. dal reato di cui all’art. 612 cod. pen., contestatogli per aver detto a N.G. che, se gli fosse arrivata una lettera di lamentele, in relazione ai...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 29 gennaio 2014, n. 1985. Se l’opposizione alla cartella esattoriale e’ finalizzata a recuperare “il momento di garanzia di cui l’interessato sostiene di non essersi potuto avvalere nella fase di formazione del titolo per mancata notifica dell’ordinanza ingiunzione”, ovvero per mancata notifica del verbale di accertamento – com’e’ avvenuto nel caso oggi in esame – il procedimento da seguire non e’ quello dell’opposizione all’esecuzione, bensi’ quello previsto dalla Legge n. 689 del 1981, articoli 22 e 23, applicabili alla fattispecie ratione temporis
Suprema Corte di Cassazione sezione III Sentenza 29 gennaio 2014, n. 1985 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. AMATUCCI Alfonso – Presidente Dott. CARLEO Giovanni – Consigliere Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere Dott. CIRILLO Francesco...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 3 febbraio 2014, n. 5277. Ai fini della configurabilità dell’elemento soggettivo del delitto di abuso d’ufficio
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 3 febbraio 2014, n. 5277 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 27/11/2012, il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Grosseto pronunciava il non luogo a procedere nei confronti di A.F. , B.M. e L.M. (disponendo contestualmente, con separato decreto ex art. 429 cod. proc. pen., il rinvio...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 24 gennaio 2014, n. 3579. In tema di circonvenzione di incapace l’attività di induzione può essere desunta in via presuntiva quando la persona offesa sia affetta da una malattia che la privi gravemente della capacità di discernimento, di volizione e di autodeterminazione, ed il soggetto attivo non abbia nei suoi confronti alcuna particolare ragione di credito, potendo l’induzione consistere anche in un qualsiasi comportamento o attività – come una semplice richiesta – cui la vittima, per le sue minorate condizioni, non sia capace di opporsi, e che la porti quindi a compiere atti privi di alcuna causale, che essa in condizioni normali non avrebbe compiuto, e che siano a lei pregiudizievoli e favorevoli all’agente
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 24 gennaio 2014, n. 3579 omissis Motivi della decisione B.P. , tramite il difensore ricorre per Cassazione avverso la sentenza 22.1.2013 con la quale la Corte d’Appello di Milano l’ha condannata alla pena di anni due di reclusione e 500,00 Euro di multa per la violazione degli artt....
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 4 febbraio 2014, n. 2370. Non riconsociuto il danno per l’illegittimo fermo amministrativo poichè da un lato, non veniva allegato (tantomeno dimostrato) di avere offerto in sede di merito elementi idonei ad apprezzare, sia pure con una valutazione equitativa, il danno patrimoniale asseritamente subito e, dall’altro, descritto il danno non patrimoniale, in termini insuscettibili di essere monetizzati, siccome inquadrabili in quegli sconvolgimenti di quotidianità «consistenti in disagi, fastidi, disappunti, ansie ed in ogni altro di insoddisfazione» (c.d. bagatellari) ritenuti dalle SS.UU. non meritevoli di tutela risarcitoria
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 4 febbraio 2014, n. 2370 Svolgimento del processo e motivi della decisione E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione: «1. Con sentenza n. 318/2009 il Giudice di pace di Vibo Valentia ha dichiarato il difetto di giurisdizione relativamente alla domanda proposta da A.G. nei confronti di Equitalia E.T.R....
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 3 febbraio 2014, n. 2290. Le controversie attinenti ad una procedura di selezione “idoneativa” e “non concorsuale” avviata da una ASL per il conferimento di un incarico dirigenziale (nella specie, di dirigente di struttura complessa), aventi ad oggetto atti adottati in base alla capacità ed ai poteri propri del datore di lavoro privato, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario. Allorquando, però, la controversia, esuli dalla procedura avviata e dai relativi atti ed investa direttamente una scelta discrezionale ulteriore, come quella della indizione di una nuova procedura selettiva, la cognizione non può che appartenere al giudice amministrativo, in ragione della situazione soggettiva vantata nei confronti di tale scelta discrezionale della pubblica amministrazione
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE SENTENZA 3 febbraio 2014, n. 2290 Ritenuto in fatto Con avviso pubblico n. 775 del 2-4-2008 l’ASL di Bari indisse una procedura selettiva per il conferimento dell’incarico di direttore della struttura complessa di Chirurgia generale presso l’Ospedale (omissis). All’esito della procedura la Commissione esaminatrice individuò la terna di candidati...