Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 31 ottobre 2014, n. 23149 Svolgimento del processo Il 25.1.2002, si verificava -in Gela- un sinistro stradale che vedeva coinvolti l’autovettura Fiat Uno -di proprietà di C.P.- condotta da C.F. ed un ciclomotore -di proprietà di B.C.- condotto da B.V.. Quest’ultimo adiva il Tribunale di Gela per ottenere...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 7 novembre 2014, n. 23778. Il grado di invalidità permanente espresso da un baréme medico legale individua la misura in cui il pregiudizio alla salute incide su tutti gli aspetti della vita quotidiana della vittima. Pertanto, una volta liquidato il danno biologico convertendo in denaro il grado di invalidità permanente, una liquidazione separata del danno estetico, alla vita di relazione, alla vita sessuale, è possibile soltanto in presenza di circostanze specifiche ed eccezionali, le quali rendano il danno concreto più grave, sotto gli aspetti indicati, rispetto alle conseguenze ordinariamente derivanti dai pregiudizi dello stesso grado sofferti da persone della stessa età. Tali circostanze debbono essere tempestivamente allegate dal danneggiato, ed analiticamente indicate nella motivazione, senza rifugiarsi in formule di stile o stereotipe del tipo "tenuto conto della gravità delle lesioni
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III CIVILE SENTENZA 7 novembre 2014, n. 23778 RITENUTO IN FATTO Il (omissis) , a (omissis) , si verificò un sinistro stradale che coinvolse tre autovetture: – una Renault, condotta da B.F. ; – una Regata, condotta da N.A. , di proprietà di M.A. ed assicurata contro i rischi...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 3 novembre 2014, n. 23371. Ai fini della configurabilità del legato in sostituzione di legittima, occorre che risulti l'intenzione del testatore di soddisfare il legittimario con l'attribuzione di beni determinati senza chiamarlo all'eredità; tale intenzione non richiede formule sacramentali, ma può desumersi dal complessivo contenuto dell'atto, in forza di un apprezzamento compiuto dal giudice di merito, insindacabile in sede di legittimità se correttamente motivato
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 3 novembre 2014, n. 23371 Svolgimento del processo Con atto di citazione del 5-5-2004 P.G. conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Agrigento i figli N.M. , Nu.Ma. ed N.A. esponendo: – con atto ricevuto il 10-3-2000 dal notaio Comparato di Agrigento Nu.Ar. (deceduto nell’agosto di quell’anno), coniuge...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 24 ottobre 2014, n. 22628. In tema di IRAP, l'attività prestata dal collaboratore nell'impresa familiare, remunerata con cospicui compensi di poco inferiori a quelli integranti il reddito del titolare, è potenzialmente idonea a determinare l'ampliamento delle capacità personali di quest'ultimo e, quindi, a contribuire alla sussistenza del requisito dell'autonoma organizzazione quale presupposto impositivo del tributo
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 24 ottobre 2014, n. 22628 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE T Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BOGNANNI Salvatore – Presidente Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere Dott....
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 5 novembre 2014, n. 5463. L'impugnazione del bando e/o dell'esclusione da un concorso o da una procedura ad evidenza pubblica, deve necessariamente essere seguita, pena l'improcedibilità del ricorso avverso l'atto presupposto, dalla impugnazione dell'atto conclusivo del procedimento nel frattempo intervenuto. In merito deve, invero, rilevarsi che l'impugnazione dell'atto finale non necessaria quando sia stato già contestato quello preparatorio, opera unicamente quando tra i due atti vi sia un rapporto di presupposizione-consequenzialità immediata, diretta e necessaria, nel senso che l'atto successivo si pone quale inevitabile conseguenza di quello precedente, perché non vi sono nuove ed autonome valutazioni di interessi, né del destinatario dell'atto presupposto, né di altri soggetti. Diversamente, quando l'atto finale, pur partecipando della medesima sequenza procedimentale in cui si colloca l'atto preparatorio, non ne costituisce conseguenza inevitabile, perché la sua adozione implica nuove ed ulteriori valutazioni di interessi, l'immediata impugnazione dell'atto preparatorio non fa venir meno la necessità di impugnare l'atto finale
Consiglio di Stato sezione V sentenza 5 novembre 2014, n. 5463 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA ex artt. 38 e 60 cod. proc. amm. sul ricorso numero di registro generale 7413 del 2014, proposto da: Regione Puglia, in persona...
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 5 novembre 2014, n. 5465. La mancata opposizione delle parti, ritualmente avvisate dal Tribunale Amministrativo Regionale, in ordine alla definizione del giudizio con sentenza breve, non consente alle stesse di utilizzare lo strumento dell'appello per introdurre tardivamente motivi di opposizione non palesati dinanzi al giudice di prime cure
Consiglio di Stato sezione V sentenza 5 novembre 2014, n. 5465 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA ex artt. 38 e 60 cod. proc. amm. sul ricorso numero di registro generale 8172 del 2014, proposto da: Comune di Alberobello, in...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 21 ottobre 2014, n. 43836. La mera sollecitazione all'uso dei DPI da parte del direttore tecnico capocantiere non è di per sé fonte di una colpa per assunzione, non essendo tale comportamento di per sé solo sufficiente ad integrare quell'ingerenza che la giurisprudenza di legittimità riconosce poter essere fonte di obblighi prevenzionistici, ossia quella che segnala l'assunzione di poteri decisionali, ai quali sempre si associano le connesse responsabilità
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 21 ottobre 2014, n. 43836 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BRUSCO Carlo Giuseppe – Presidente Dott. CIAMPI Francesco Mari – Consigliere Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere Dott. DOVERE Salvatore – rel. Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 21 ottobre 2014, n. 43807. I verbali degli ispettori del lavoro non costituiscono mera informativa di reato, ai sensi dell'art. 347 c.p.p., poiché contengono l'accertamento o la descrizione di una situazione di fatto suscettibile di modifica nel tempo, per effetto di comportamenti umani o di eventi naturali. Essi vanno, pertanto, annoverati tra gli atti non ripetibili compiuti dalla polizia giudiziaria, ai sensi dell'art. 431, lett. b) c.p.p.; come tali, vanno inseriti nel fascicolo per il dibattimento e ne va data lettura a richiesta di parte o su iniziativa del giudice, essendo utilizzabili come fonti di prova
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 21 ottobre 2014, n. 43807 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MANNINO Saverio – Presidente Dott. ORILIA Lorenzo – rel. Consigliere Dott. DI NICOLA Vito – Consigliere Dott. GAZZARA Santi – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 20 ottobre 2014, n. 43594. Opposizione contro la revoca del gratuito patrocinio: l'Ufficio finanziario è parte necessaria Parte attiva e necessaria del procedimento di ammissione al patrocinio a spese dello Stato è l'Ufficio finanziario, essendogli demandato il riscontro del requisito di reddito per la concessione del beneficio medesimo ed essendogli attribuito il potere di chiederne la revoca, ai sensi dell'art. 112, D.P.R. n. 115/2002, derivando da tali peculiari attribuzioni il ruolo di parte nel procedimento di opposizione al diniego o alla revoca del beneficio
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 20 ottobre 2014, n. 43594 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROMIS Vincenzo – Presidente Dott. MARINELLI Felicetta – Consigliere Dott. BLAIOTTA Rocco Marco – Consigliere Dott. DOVERE Salvatore – Consigliere Dott. SERRAO...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 5 novembre 2014, n. 45844. L’omissione di ricovero, legata ad una situazione di indifferibilità, in cui l’urgenza sia effettiva e reale, per il pericolo di conseguenze dannose alla salute della persona, pericolo da valutare in base alle indicazioni fornite dall’esperienza medica, tenendo conto delle peculiari caratteristiche e delle specificità del caso concreto, integra il reato di rifiuto di atti d’ufficio
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 5 novembre 2014, n. 45844 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 28 ottobre 2013 la Corte d’appello di Reggio Calabria ha confermato la sentenza emessa dal Tribunale di Reggio Calabria in data 15 giugno 2011, che dichiarava G.B.F.M. colpevole del reato di cui all’art. 328, comma 1,...