Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 25 febbraio 2016, n. 3727 Svolgimento del processo Il (omissis) il quotidiano (omissis) pubblicò un articolo dal titolo “Ora il dovere della chiarezza”. L’elaborato, a firma di D.G. , traeva spunto dall’avviso di conclusione delle indagini effettuate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano in ordine...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 19 gennaio 2016, n. 801. Si intendono usurari gli interessi che superano il tasso soglia previsto dalla legge nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, indipendentemente dal momento del loro pagamento
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I sentenza 19 gennaio 2016, n. 801 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FORTE Fabrizio – Presidente – Dott. DIDONE Antonio – Consigliere – Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere – Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere – Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere – ha pronunciato la seguente: sentenza sul...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 2 marzo 2016, n. 8616. In caso di appalto acquisito a seguito di corruzione, non può definirsi illecito e dunque confiscabile il profitto conseguente da un’effettiva e corretta esecuzione delle prestazioni svolte in favore della controparte, pur in virtù di un contratto instaurato illegalmente; in tal caso il profitto confiscabile non va identificato con l’intero valore del rapporto sinallagmatico instaurato con la P.A., dovendosi in proposito distinguere il profitto direttamente derivato dall’illecito penale dal corrispettivo conseguito per l’effettiva e corretta erogazione delle prestazioni svolte in favore della stessa amministrazione, le quali non possono considerarsi automaticamente illecite in ragione dell’illiceità della causa remota
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 2 marzo 2016, n. 8616 Ritenuto in fatto Con il provvedimento in epigrafe, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano ha applicato, ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., nei confronti di M.M. la pena di anni uno e mesi otto di reclusione, con pena...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 1 marzo 2016, n. 8328. La condotta di postare un commento sulla bacheca facebook realizza la pubblicizzazione e la diffusione di esso, per la idoneità del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del commento tra un gruppo di persone, comunque, apprezzabile per composizione numerica, di guisa che, se offensivo tale commento, la relativa condotta rientra nella tipizzazione codicistica descritta dall’art. 595 c.p.p., comma 1 e 3
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE V SENTENZA 1 marzo 2016, n. 8328 Ritenuto in fatto 1.Con sentenza in data 18.12.2013 il G.U.P. del Tribunale di Palermo -revocato il decreto penale di condanna emesso nei confronti di M.M. in data 3.8.2012 – lo condannava alla pena di euro 1.500,00 di multa, con la diminuente del rito...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 7 marzo 2016, n. 4445. In materia di successione necessaria, per la determinazione della porzione disponibile e delle quote riservate ai legittimari, è necessario prendere in considerazione la massa composta da tutti i beni appartenenti al de cuius, al momento della morte. Dalla massa di beni così costituita devono essere sottratti i debiti e aggiunto il valore dei beni donati in vita dal defunto; non è possibile, pertanto, distinguere tra donazioni anteriori o posteriori al sorgere del rapporto da cui deriva la qualità di legittimario
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 7 marzo 2016, n. 4445 Ritenuto in fatto R.M. convenne in giudizio C.F. e C.M. , figli di prime nozze del suo defunto marito C.G. , esponendo che il de cuius, con testamento, aveva nominato unici suoi eredi universali i convenuti, già destinatari di donazioni e di liberalità...
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 29 febbraio 2016, n. 849. E’ inammissibile il ricorso proposto per l’annullamento in parte qua del piano regolatore generale, che sia stato notificato solo al Comune e non anche alla Regione che lo ha approvato, né tale omissione può essere sanata dal giudice adito con l’ordine rivolto al ricorrente di procedere all’integrazione del contraddittorio, atteso che questa può essere disposta nei confronti dei controinteressati e a condizione che almeno uno di essi sia stato ritualmente evocato in giudizio, e non anche dell’ Autorità emanante, che è parte principale ed essenziale del giudizio
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 29 febbraio 2016, n. 849 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quarta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 7952 del 2011, proposto da: Regione Puglia, in persona del legale rappresentante in carica rappresentato e...
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 29 febbraio 2016, n. 859. In materia di concessione di servizi tra i principi generali rientra quello del c.d. “soccorso istruttorio” o, il che è lo stesso, della residualità della esclusione per vizii formali
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 29 febbraio 2016, n. 859 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quarta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso iscritto in appello al numero di registro generale 6846 del 2015, proposto da: La Ma. S.r.l., in persona del legale rappresentante...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 1 marzo 2016, n. 870. In assenza di prove certe e dell’individuazione dei soggetti che hanno reso false dichiarazioni o dei pubblici ufficiali che hanno alterato i dati sul patrimonio bovino per farli “quadrare” con quelli stimati della produzione lattiera, non possono essere annullate le operazioni di stima e gli accertamenti consecutivi svolti
Consiglio di Stato sezione III sentenza 1 marzo 2016, n. 870 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Terza ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 7674 del 2015, proposto da: AGEA – Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, in persona del Presidente...
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 3 marzo 2016, n. 876. La ratio sottesa all’art. 143, d.lgs 18 agosto 2000 n. 267 è quella di offrire uno strumento di tutela avanzata in particolari situazioni ambientali nei confronti del controllo ed ingerenza delle organizzazioni criminali sull’azione amministrativa degli enti locali, in presenza anche di situazioni estranee all’area propria dell’intervento penalistico o preventivo. Ciò nell’evidente consapevolezza della scarsa percepibilità, in tempi brevi, delle varie concrete forme di connessione o di contiguità – e dunque di condizionamento – fra organizzazioni criminali e sfera pubblica, e della necessità di evitare con immediatezza che l’amministrazione dell’ente locale rimanga permeabile all’influenza della criminalità organizzata
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 3 marzo 2016, n. 876 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quarta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 7117 del 2015, proposto da: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Interno, rappresentati e difesi per legge...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 15 febbraio 2016, n. 6245. La nullità di un atto emesso dal giudice di cui si chiede la ricusazione non è elemento sufficiente per ritenere integrata una manifestazione indebita di convincimento sui fatti oggetto dell’imputazione, ai sensi dell’art. 37 c.p.p. A tal fine si richiede, infatti, un dato oggettivo e non solo una “sensazione soggettiva della parte interessata alla ricusazione”.
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 15 febbraio 2016, n. 6245 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MARASCA Gennaro – Presidente Dott. GORJAN Sergio – Consigliere Dott. MORELLI Francesca – Consigliere Dott. DE GREGORIO Eduardo – rel. Consigliere Dott....