In ordine a quanto disposto dall’articolo 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale, introdotto dalla legge 23 giugno 2017 n. 103
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In ordine a quanto disposto dall’articolo 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale, introdotto dalla legge 23 giugno 2017 n. 103

Corte di Cassazione, sezione quarta penale, Ordinanza 8 agosto 2018, n. 38235. La massima estrapolata: A norma di quanto disposto dall’articolo 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale, introdotto dalla legge 23 giugno 2017 n. 103, secondo cui il pubblico ministero e l’imputato possono proporre ricorso per cassazione contro la sentenza di patteggiamento «solo...

Al fine della configurazione del reato di cui all’art. 633 del codice penale (invasione di terreni o edifici)
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Al fine della configurazione del reato di cui all’art. 633 del codice penale (invasione di terreni o edifici)

Corte di Cassazione, sezione seconda penale, Sentenza 10 agosto 2018, n. 38483. La massima estrapolata: Al fine della configurazione del reato di cui all’art. 633 del codice penale (invasione di terreni o edifici) resta escluso il fumus (anche in relazione all’elemento soggettivo) laddove il proprietario dell’immobile de quo presti de facto acquiescenza all’occupazione di cui...

Il possesso di un minimo reddito lecito costituisce infatti condizione soggettiva non eludibile ai fini del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno all’extracomunitario
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Il possesso di un minimo reddito lecito costituisce infatti condizione soggettiva non eludibile ai fini del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno all’extracomunitario

Consiglio di Stato, sezione terza, Sentenza 14 settembre 2018, n. 5409. La massima estrapolata: Il possesso di un minimo reddito lecito costituisce infatti condizione soggettiva non eludibile ai fini del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno all’extracomunitario, in quanto attiene alla sostenibilità dello straniero nella comunità nazionale. La dimostrazione del possesso di un...

La professione di avvocato può essere esercitata anche senza la partecipazione a udienze o il conferimento di mandati ad litem
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La professione di avvocato può essere esercitata anche senza la partecipazione a udienze o il conferimento di mandati ad litem

Consiglio di Stato, sezione quarta, Sentenza 14 settembre 2018, n. 5413. La massima estrapolata: La professione di avvocato può essere esercitata anche senza la partecipazione a udienze o il conferimento di mandati ad litem, perché l’iscrizione all’albo è già di per sé un atto (sia pure preliminare e propedeutico) di esercizio della professione. Sentenza 14...

L’Amministrazione dispone di una discrezionalità ben ampia in ordine alla scelta se procedere a verifica facoltativa della congruità dell’offerta
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L’Amministrazione dispone di una discrezionalità ben ampia in ordine alla scelta se procedere a verifica facoltativa della congruità dell’offerta

Consiglio di Stato, sezione quinta, Sentenza 17 settembre 2018, n. 5423. La massima estrapolata: L’Amministrazione dispone di una discrezionalità ben ampia in ordine alla scelta se procedere a verifica facoltativa della congruità dell’offerta, il cui esercizio, o mancato esercizio, non necessita di una particolare motivazione e può essere sindacato solo in caso di macroscopica irragionevolezza...

A seguito dell’accertamento della nullità del termine e dell’ordine di ripristino, il lavoratore ha diritto alle retribuzioni dalla data di costituzione in mora
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A seguito dell’accertamento della nullità del termine e dell’ordine di ripristino, il lavoratore ha diritto alle retribuzioni dalla data di costituzione in mora

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, Ordinanza 10 settembre 2018, n. 21947. La massima estrapolata: A seguito dell’accertamento della nullità del termine e dell’ordine di ripristino, il lavoratore ha diritto alle retribuzioni dalla data di costituzione in mora, e tale diritto comporta anche la maturazione del Tfr. Ordinanza 10 settembre 2018, n. 21947 Data udienza...

In caso di licenziamenti collettivi, l’obbligo di valutare in concorso i criteri di legge non impedisce al datore di accordare prevalenza ad uno di essi
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In caso di licenziamenti collettivi, l’obbligo di valutare in concorso i criteri di legge non impedisce al datore di accordare prevalenza ad uno di essi

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 10 settembre 2018, n. 21964. La massima estrapolata: In caso di licenziamenti collettivi, l’obbligo di valutare in concorso i criteri di legge non impedisce al datore di accordare prevalenza ad uno di essi, in particolare alle esigenze tecnico produttive. Sentenza 10 settembre 2018, n. 21964 Data udienza 11 aprile...

Non costituisce condotta diffamatoria l’utilizzo di una chat riservata ai componenti di una organizzazione sindacale su Facebook per scambiare valutazioni e giudizi di contenuto anche pesantemente negativo relativi alla società
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Non costituisce condotta diffamatoria l’utilizzo di una chat riservata ai componenti di una organizzazione sindacale su Facebook per scambiare valutazioni e giudizi di contenuto anche pesantemente negativo relativi alla società

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 10 settembre 2018, n. 21965. La massima estrapolata: Non costituisce condotta diffamatoria l’utilizzo di una chat riservata ai componenti di una organizzazione sindacale su Facebook per scambiare valutazioni e giudizi di contenuto anche pesantemente negativo relativi alla società a cui i lavoratori appartengono e al suo amministratore. Ordinanza 10...

La violazione dell’obbligo di astensione del magistrato nei casi stabiliti legislativamente comporta per lo stesso una condanna disciplinare a prescindere dalla prova di un suo intento trasgressivo
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La violazione dell’obbligo di astensione del magistrato nei casi stabiliti legislativamente comporta per lo stesso una condanna disciplinare a prescindere dalla prova di un suo intento trasgressivo

Corte di Cassazione, sezioni unite civili, Sentenza 10 settembre 2018, n. 21974. La massima estrapolata: La violazione dell’obbligo di astensione del magistrato nei casi stabiliti legislativamente comporta per lo stesso una condanna disciplinare a prescindere dalla prova di un suo intento trasgressivo volto a favorire o danneggiare una delle parti, essendo sufficiente che sia consapevole...

Il Magistrato, condannato dalla Sezione disciplinare del C.S.M. per gravi e reiterati ritardi, anche ultra annuali, relativi al deposito dei provvedimenti dovuti in relazione all’esercizio delle proprie funzioni di giudice
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Il Magistrato, condannato dalla Sezione disciplinare del C.S.M. per gravi e reiterati ritardi, anche ultra annuali, relativi al deposito dei provvedimenti dovuti in relazione all’esercizio delle proprie funzioni di giudice

Corte di Cassazione, sezioni unite civili, Sentenza 10 settembre 2018, n. 21975. La massima estrapolata: Il Magistrato, condannato dalla Sezione disciplinare del C.S.M. per gravi e reiterati ritardi, anche ultra annuali, relativi al deposito dei provvedimenti dovuti in relazione all’esercizio delle proprie funzioni di giudice, ha diritto a una valutazione complessiva e razionale del suo...