sequestro di persona

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 10 marzo 2016, n.9937. In tema di rapporti tra il reato di violenza sessuale e sequestro di persona l’unica possibilità di assorbimento del secondo reato nel primo è collegata al dato temporale dell’assoluta contestualità delle due condotte e al rapporto di strumentalità esistente tra di esse, nel senso che la limitazione della libertà di movimento della vittima è funzionale al compimento degli atti di costrizione attraverso cui si realizza la violenza sessuale, nei casi in cui sia perpetrata con violenza e non con minaccia. Ne consegue che il trasporto forzato della vittima nel luogo appartato in cui si consuma la violenza sessuale, sebbene preparatorio della stessa, costituisce lesione di un bene giuridico diverso e non sovrapponibile a quello della libertà sessuale, ossia la libertà di movimento, lesione suscettibile di concorrere con la violenza sessuale

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 10 marzo 2016, n.9937 Ritenuto in fatto Con sentenza emessa in data 21/01/2015, depositata in data 13/05/2015, la Corte d'appello di GENOVA, confermava [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 6 febbraio 2015, n. 5643. Le norme disciplinanti il sequestro di persona e la sottrazione di minore sono tra loro alternative, perché tutelano beni giuridici e diritti soggettivi diversi, ossia la libertà fisica nel caso del sequestro di persona e il diritto dell’affidatario dell’incapace a mantenere il bambino sotto la propria custodia per quanto riguarda il delitto di sottrazione di persone incapaci. Ne consegue che nel caso di sottrazione di un minore con modalità clandestine contro la volontà del genitore affidatario può configurarsi il delitto di cui all’art. 605 c.p.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE V SENTENZA 6 febbraio 2015, n. 5643 Ritenuto in fatto   1. Il Tribunale di Palermo, Sezione per il riesame dei provvedimenti cautelari, con ordinanza [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 26 gennaio 2015, n. 3417. La ritrattazione della persona offesa non costituisce tecnicamente una nuova prova idonea a giustificare l’accoglimento di un’istanza di revisione di una sentenza penale da parte del giudice. Tali dichiarazioni, infatti, hanno la natura di semplici elementi di prova non bastevoli da soli ad assumere valore probatorio

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 26 gennaio 2015, n. 3417   REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 20 novembre 2014, n. 48339. Sequestro di persona per la maestra che chiude la bambina nell’antibagno

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 20 novembre 2014, n. 48339 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 16 ottobre 2014, n. 43341. L’esclusione dell’esimente per i delitti contro il patrimonio in danno di congiunti si riferisce, nel fare menzione dei delitti di rapina, estorsione e sequestro di persona a scopo di estorsione, alle sole forme consumate e non anche a quelle tentate

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 16 ottobre 2014, n. 43341   Ritenuto in fatto   Con sentenza del Tribunale di Avellino, in composizione monocratica, in data 01.10.2012, S.F. [...]

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