Il testo integrale[1] Convalidando il verdetto del giudice di pace, la Cassazione ha sottolineato che l’ingiustizia percepita dalla signora non deve essere valutata con criteri restrittivi, cioè limitatamente a un fatto che abbia un’intrinseca illegittimità ma con criteri più ampi, anche quando cioè esso sia lesivo di regole comunemente accettate nella civile convivenza. Nel caso...
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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 26 novembre 2013, n. 26423. L’assegno di mantenimento e la relativa entità devono essere valutati in forza del tenore della vita coniugale, le condizioni personali ed economiche dei coniugi, l’inadeguatezza delle condizioni del coniuge beneficiario e le circostanze del caso, ivi compresa la durata del matrimonio, il tutto irreprensibilmente valutando le risultanze probatorie e valorizzando come fonti di presunzioni emersi elementi di fatto, nel rispetto dei principi che regolano la prova presuntiva. L’esercizio del potere di disporre indagini patrimoniali avvalendosi della polizia tributaria, che costituisce una deroga alle regole generali sull’onere della prova, non è doveroso ma rientra nella discrezionalità del giudice di merito, che ben può non darvi corso a fronte dell’apprezzata sufficienza dei dati istruttori acquisiti
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 26 novembre 2013, n. 26423 Svolgimento del processo Con sentenza del 26.07-8.09.2005 il Tribunale di Catania pronunciava la separazione personale dei coniugi R..R. e D.R. , fissando in Euro 1.032,00, oltre rivalutazione annuale e con decorrenza dal marzo 2001, l’assegno mensile che il D. doveva versare mensilmente alla...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 27 novembre 2013 n. 26491. L’assegno divorzile ha carattere “esclusivamente assistenziale” per cui non deve essere disposto laddove non ve ne sia l’esigenza, come nel caso in cui un accordo transattivo tra i coniugi abbia ripristinato il precedente tenore familiare
Il testo integrale [1] L’assegno periodico di divorzio, nella disciplina introdotta dall’art. 10 della legge 6 marzo 1987 n. 74, modificativo dell’art. 5 della legge 1 dicembre 1970 n. 898, ha carattere esclusivamente assistenziale, atteso che la sua attribuzione trova presupposto nell’inadeguatezza dei mezzi del coniuge istante, da intendersi come insufficienza dei medesimi, comprensivi di...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 18 novembre 2013, n. 25845. In tema di diritto alla corresponsione dell’assegno di divorzio in caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio, il parametro dell’adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale da uno dei coniugi viene meno di fronte alla instaurazione, da parte di questi, di una famiglia, ancorché di fatto, la quale rescinde, quand’anche non definitivamente, ogni connessione con il livello ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale e, conseguentemente, ogni presupposto per la riconoscibilità di un assegno divorzile
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 18 novembre 2013, n. 25845 Svolgimento del processo Il Tribunale di Reggio Calabria, pronunciato con sentenza non definitiva il divorzio tra i coniugi C.S.F. , ricorrente, e G.M.A. , sposatisi il (omissis) , con successiva sentenza definitiva n. 290/07 del 2 marzo 2007 imponeva al primo di contribuire...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 18 novembre 2013 n.25843. Addebitata la separazione alla moglie affetta da shopping compulsivo
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 18 novembre 2013 n.25843 [1] La Ctu disposta nel giudizio di merito aveva, infatti, accertato che l’utilizzo da parte della donna di denaro sottratto ai familiari ed ai terzi, per soddisfare la propria esigenza di effettuare acquisti sempre più frequenti e dispendiosi di beni mobili,...
Corte di Cassazione, sezione feriale, sentenza 18 novembre 2013 n. 46153. Non può essere contestato il reato di appropriazione indebita al coniuge il trasporto degli arredi e del mobilio in generale in una località ignota all’altro coniuge non legalmente separato
Il testo integrale [1] Con tale sentenza è stato accolto il ricorso di un marito condannato dalla Corte d’appello di Palermo per essersi fatto arbitrariamente ragione da sé (art. 392 Cp), in quanto al fine di esercitare un preteso diritto e potendo ricorrere al giudice, aveva svuotato la casa coniugale di gran parte dei mobili...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 12 novembre 2013, n. 25415. Se è vero che lo status di separato – connettendosi alla sua non definitività e alla possibile ripresa della comunione familiare, oltre che, comunque, alla pregressa esistenza di un rapporto di coniugio nei suoi aspetti spirituali e materiali, e alla eventuale esistenza di figli – non è in astratto incompatibile con la posizione di danneggiato secondario ; è altrettanto vero che, nella richiesta del danno, quale “danno conseguenza” subito da un danneggiato secondario, l’allegazione e prova dello status di separato è essenziale e caratterizza la stessa domanda dei danni patiti.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 12 novembre 2013, n. 25415 Svolgimento del processo 1. S..B.S. e M..S. ricorrono per cassazione, con due motivi, esplicati da memoria, avverso la sentenza della Corte di appello di Trento (del 12 luglio 2007), resa in controversia relativa al danno da sinistro stradale, nel quale aveva perduto la...
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 13 novembre 2013, n. 25456. In caso di morte dell’ex coniuge ed in assenza di un coniuge superstite di questi avente i requisiti per la pensione di reversibilità, il diritto del coniuge divorziato e tale pensione, definisce la natura della prestazione dovuta a quest’ultimo soggetto, escludendo che possa assimilarsi a detto assegno e, di conseguenza, implicitamente, sottrae alla giurisdizione ordinaria, per devolverla a quella della Corte dei conti in materia di pensione, la controversia afferente all’erogazione della prestazione stessa, allorché il relativo trattamento sia a carico dello Stato e tanto diversamente dall’ipotesi del concorso trai più coniugi succedutesi nel tempo, espressamente attribuita al giudice ordinario
Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 13 novembre 2013, n. 25456 Svolgimento del processo Il Tribunale di Civitavecchia, con sentenza n. 654 del 2008, pronunciando sulla domanda proposta da B.M. diretta ad ottenere l’accertamento, quale ex coniuge superstite del deceduto marito DS. e titolare di assegno di mantenimento, del proprio diritto ad una parte...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 30 ottobre 2013, n. 24515. In tema di richiesta di eliminazione o riduzione dell’assegno a titolo di contributo al mantenimento delle figlie maggiorenni e di revoca dell’assegnazione della casa coniugale
Suprema Corte di Cassazione sezione VI Ordinanza 30 ottobre 2013, n. 24515 Integrale FAMIGLIA MATERNITA’ ED INFANZIA – DIVORZIO – ASSEGNO REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI PALMA Salvatore – Presidente Dott. BERNABAI Renato – Consigliere Dott. DOGLIOTTI...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 4 novembre 2013 n. 24683. È legittimo il divieto imposto al padre separato di portare i figli minori, cresciuti in base ai dettami cattolici, alle celebrazioni della nuova fede abbracciata, quella dei Testimoni di Geova
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 4 novembre 2013 n. 24683[1] La S.C. ha condiviso la sentenza di secondo grado, che lungi dal negare e comprimere il diritto di professare la propria fede religiosa, come richiesto dal ricorrente, ha piuttosto adottato le prescrizioni più idonee per assicurare la corretta formazione...