Relatore POSITANO Gabriel

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In tema di responsabilita’ per colpa di cui all’articolo 2043 c.c., non e’ sufficiente – per affermarne la responsabilita’ in caso di danni provocati da un animale randagio – individuare semplicemente l’ente preposto alla cattura dei randagi ed alla custodia degli stessi

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, Ordinanza 14 maggio 2018, n. 11591. La massima estrapolata: Ai fini dell'affermazione della responsabilita' degli enti evocati in giudizio e' necessaria la precisa individuazione [...]

In ordine alle competenze professionali avvocato, il codice del consumo in caso di controversie va interpretato nel senso che la residenza del consumatore è quella che lo stesso ha al momento della domanda e non quella che aveva nel momento in cui ha concluso il contratto

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, Ordinanza 11 maggio 2018, n. 11389. La massima estrapolata: In ordine alle competenze professionali avvocato, il codice del consumo in caso di controversie va [...]

La responsabilita’ della banca per fatto illecito dei propri dipendenti scatta ogniqualvolta il fatto lesivo sia stato prodotto, o quanto meno agevolato, da un comportamento riconducibile all’attivita’ lavorativa del dipendente

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 23 marzo 2018, n. 7241. La responsabilita' della banca per fatto illecito dei propri dipendenti scatta ogniqualvolta il fatto lesivo sia stato prodotto, [...]

L’accertamento circa la natura diffamatorio o meno dell’espressione utilizzata resta prerogativa del giudice di merito ed il relativo giudizio sfugge al controllo di legittimita’ se congruamente e logicamente motivato.

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 23 marzo 2018, n. 7242. L'accertamento circa la natura diffamatorio o meno dell'espressione utilizzata resta prerogativa del giudice di merito ed il relativo [...]

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 12 ottobre 2017, n. 23941. L’esercizio del potere, previsto dall’art. 213 c.p.c., di richiedere d’ufficio alla P.A.

L'esercizio del potere, previsto dall'art. 213 c.p.c., di richiedere d'ufficio alla P.A. le informazioni relative ad atti e documenti della stessa che sia necessario acquisire al processo non può risolversi [...]

Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 28 marzo 2017, n. 7884

La polizza fideiussoria di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, articolo 38-bis, stipulata al fine di garantire, in favore dell'Amministrazione finanziaria, la restituzione delle somme [...]

Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 19 gennaio 2017, n. 1289

Nel caso in cui il conducente che sarebbe stato favorito dalla segnaletica che si assume mancante ritenga di aver diritto alla precedenza, non si verifica una situazione di insidia, in [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 22 settembre 2015, n. 38438. Il delitto di uso di atto falso di cui al 489 c.p. è un reato istantaneo e non permanente, giacché la consumazione di esso si esaurisce con l’uso, essendo la protrazione nel tempo dei suoi effetti il risultato dell’azione cosi come compiuta. Qualora, peraltro, dello stesso documento falso venga successivamente reiterato l’impiego, la nuova attività dà luogo ad altro e distinto delitto di uso di atto falso. Infine, la condotta tipica è integrata dall’uso dell’atto falso, sorretto dalla consapevolezza, da parte del reo, della falsità dello stesso e dal dolo specifico di procurare a se’ un vantaggio

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE V SENTENZA 22 settembre 2015, n. 38438 RITENUTO IN FATTO Il difensore di M.V. propone ricorso per cassazione contro la sentenza pronunciata dalla Corte d'Appello [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 22 ottobre 2015, n. 42579. Per la configurabilità del reato di «impiego di denaro di provenienza illecita», previsto dall’articolo 648-ter del codice penale, non è necessario che la condotta abbia anche connotazioni dissimulatorie, necessarie invece per contestare il reato di riciclaggio

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 22 ottobre 2015, n. 42579 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 21 ottobre 2015, n. 42395. Integra il delitto di furto tentato e non consumato la condotta avvenuta sotto il costante controllo del personale incaricato della sorveglianza, poiché in tal caso non può ritenersi realizzata la sottrazione della cosa, conservando il possessore originario una relazione con il bene e potendo il medesimo in ogni momento interrompere l’azione delittuosa

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza  21 ottobre 2015, n. 42395 Ritenuto in fatto 1. II difensore di M.A. propone ricorso per cassazione contro la sentenza pronunciata Corte d'Appello [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 25 settembre 2015, n. 38946. L’elemento soggettivo del delitto di omicidio preterintenzionale (art. 584 c.p.) non è costituito da dolo misto a colpa, ma unicamente dalla volontà di infliggere percosse o provocare lesioni, a condizione che la morte dell’aggredito sia causalmente conseguente alla condotta dell’agente, il quale, pertanto, risponde per fatto proprio, sia pure per un evento più grave di quello effettivamente voluto che, per esplicita previsione legislativa, aggrava il trattamento sanzionatorio

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE V SENTENZA 25 settembre 2015, n. 38946 Ritenuto in fatto Il difensore di M.S. propone ricorso per cassazione contro la sentenza pronunciata dalla Corte d'Assise [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 27 febbraio 2015, n. 8864. Per la determinazione del possesso della qualifica di amministratore di fatto, occorre avere riguardo al disposto dell’articolo 2639 del codice civile, secondo cui tale nozione postula l’esercizio in modo continuativo e significativo dei poteri tipici inerenti alla qualifica o alla funzione, anche se «significatività» e «continuità» non comportano necessariamente l’esercizio di tutti i poteri propri dell’organo di gestione, ma richiedono l’esercizio di un’apprezzabile attività gestoria, svolta in modo «non episodico od occasionale»

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 27 febbraio 2015, n. 8864 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

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