Relatore GARRI Fabrizia

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 22 febbraio 2018, n. 4342. Per l’esercizio della professione in Italia da parte dello straniero (nel caso un’infermiera) è necessario possedere il titolo abilitante legalmente riconosciuto sul territorio, ed essere iscritti all’ordine o al collegio professionale.

Per l'esercizio della professione in Italia da parte dello straniero (nel caso un'infermiera) è necessario possedere il titolo abilitante legalmente riconosciuto sul territorio, ed essere iscritti all'ordine o al collegio [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 18 gennaio 2018, n. 1173. In tema di licenziamento per giusta causa

In tema di licenziamento per giusta causa, la condotta del lavoratore, che, in ottemperanza delle prescrizioni del medico curante, si sia allontanato dalla propria abitazione e abbia ripreso a compiere [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 24 ottobre 2017, n. 25151. La riconosciuta dipendenza della malattia da una causa di servizio non implica necessariamente, né può far presumere, che l’evento dannoso sia derivato dalle condizioni di insicurezza dell’ambiente di lavoro

La riconosciuta dipendenza della malattia da una causa di servizio non implica necessariamente, né può far presumere, che l’evento dannoso sia derivato dalle condizioni di insicurezza dell’ambiente di lavoro, essendo [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 1 agosto 2017, n. 19092

I compensi connessi alla particolare modalità di svolgimento della prestazione (cosiddetti modali) non possono essere inclusi nella retribuzione da utilizzare come parametro per il demansionamento Ordinanza 1 agosto 2017, n. [...]

Corte di Cassazione, sezione VI civile, sentenza del 19 luglio 2016, n. 14722

Il diritto dei ciechi civili alla cosiddetta pensione non reversibile (avente una funzione assistenziale), introdotto dalla L. 10 febbraio 1962, n. 66, è rimasto subordinato, diversamente da quello all'indennità di [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 26 novembre 2015, n. 24128. In tema di determinazione del compenso spettante al difensore nel caso di successione di tariffe professionali nel corso del processo, gli onorari di avvocato devono essere liquidati in base alla tariffa vigente al momento in cui l’opera complessiva è stata condotta a termine con l’esaurimento o la cessazione dell’incarico professionale, mentre i diritti di procuratore vanno liquidati alla stregua delle tariffe vigenti al momento delle singole prestazioni

  Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza  26 novembre 2015, n. 24128 Fatto e Diritto La Corte d'appello di Catanzaro con sentenza del 26 marzo 2012, decidendo in sede [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 29 settembre 2015, n. 19331. L’indennità prevista dall’art. 32, comma 5, Legge n. 183/2010 ristora in generale il danno subito dal lavoratore per l’allontanamento dal lavoro, tanto se questo sia stato unico, quanto se sia stato ripetuto. Per tali periodi di non lavoro, mentre prima il lavoratore aveva diritto ad essere comunque retribuito a decorrere dalla messa a disposizione delle energie lavorative, pur non avendo lavorato, oggi è prevista solo la predetta indennità risarcitoria

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 29 settembre 2015, n. 19331 Fatto e diritto Il Tribunale di Tempio Pausania, in parziale accoglimento della domanda proposta da N.V. nei confronti [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 17 giugno 2015, n. 12464. L’art. 2087 cod. civ. non configura un’ipotesi di responsabilità oggettiva, in quanto la responsabilità del datore di lavoro va collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento. Incombe sul lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell’attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l’onere di provare l’esistenza di tale danno, come pure la nocività dell’ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l’uno e l’altro. Solo se il lavoratore abbia fornito la prova di tali circostanze sussiste per il datore di lavoro l’onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno e che la malattia del dipendente non è ricollegabile alla inosservanza di tali obblighi

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 17 giugno 2015, n. 12464 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L Composta [...]