reati fiscali

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 29 ottobre 2015, n. 43599. La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131-bis cod. pen. non può trovare applicazione in quei casi, come quello oggetto di esame, in cui non sussistono i presupposti necessari per la configurabilità della medesima, in considerazione dell’entità degli importi non versati all’Erario (nel caso di specie la somma non versata era pari ad oltre 240mila euro, importo che la Corte ha ritenuto insuscettibile di essere valutata in termini di particolare tenuità, non essendo alla data della decisione ancora entrata in vigore la riforma del sistema penale tributario che, com’è noto, dopo il 22.10.2015 per effetto del D. Lgs. 24 settembre 2015, n. 158, per la fattispecie di omesso versamento IVA, ha elevato la soglia di punibilità da 50.000 a 250.000 euro.

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 29 ottobre 2015, n. 43599 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 19 dicembre 2014, n. 52752. Tutti i comportamenti tenuti dall’agente prima della presentazione della dichiarazione annuale sono irrilevanti ai fini penali e non possono dare luogo nemmeno ad una forma di tentativo punibile ex art. 3 d.lgs. 10.3.2000, n. 74, in quanto per la configurabilità del reato è indispensabile la presentazione della dichiarazione e l’effettivo inserimento nella stessa degli elementi fittizi. Secondo la sentenza n. 52752/2014, l’imputato nel processo penale può essere condannato al risarcimento del danno consistente nel tributo evaso soltanto quando l’amministrazione, costituitasi parte civile, fornisca la concreta, puntuale e specifica prova che tale danno si sia concretamente verificato, ossia che in conseguenza del reato l’amministrazione stessa non abbia più la possibilità di recuperare, nemmeno coattivamente, il credito erariale del contribuente

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 19 dicembre 2014, n. 52752 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 14 ottobre 2014, n. 42899. Del reato di frode fiscale risponde anche l’ex consigliere qualora abbia partecipato scientemente all’organizzazione dell’illecito ancorchè non investito di alcun potere decisionale. E’ ininfluente, a tali fini, la circostanza che al momento della presentazione della dichiarazione non rivestiva la carica consiliare. Ritenuto sussistente la fattispecie del concorso in reato, ex art. 2 del D.Lgs. 74/2000, anche nei confronti dell’ex consigliere per avere la società indicato nella dichiarazione dei redditi e dell’IVA componenti negativi inesistenti.

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 14 ottobre 2014, n. 42899   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 23 settembre 2014, n. 38687. Colui che assume la carica di liquidatore si espone volontariamente a tutte le conseguenze che possono derivare da pregresse inadempienze, sicchè risponde del delitto di omesso versamento IVA

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 23 settembre 2014, n. 38687   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 17 gennaio 2014, n. 1811. I criteri per la determinazione della residenza fiscale per le societa’ di capitali e gli enti sono stabiliti dall’articolo 73 TUIR, il quale dispone che: “Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le societa’ e gli enti che per la maggior parte del periodo di imposta hanno la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato. L’oggetto principale non rappresenta un criterio formale, ma un dato “sostanziale”, che si allinea ai criteri di individuazione dell’effective place of management and control elaborati in ambito internazionale dall’articolo 4 del Modello OCSE, anche se pero’ non vi e’ una perfetta sovrapposizione di concetti, in quanto il requisito di effettivita’ – che impone una ricerca del luogo di residenza in concreto – nella norma nazionale di cui all’articolo 73 TUIR si riferisce alla attivita’ esercitata, mentre nell’articolo 4 del Modello OCSE, al luogo di gestione effettiva, cioe’ il luogo in cui sono prese in sostanza le decisioni importanti di gestione (key management) e quelle commerciali, necessarie per l’andamento dell’ente commerciale nel suo complesso. Nel caso di specie il dato formale della “nazionalita’” della concessione o del mercato di riferimento non si concilia con la definizione di oggetto principale desumibile dal dettato della norma e dalla sua interpretazione giurisprudenziale

Suprema Corte di Cassazione sezione III Sentenza 17 gennaio 2014, n. 1811 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 46165 del 18 novembre 2013. Evasione fiscale quando c’è uno scostamento del prezzo di compravendita dell’immobile dai dati Omi

Suprema Corte di Cassazione  sezione III sentenza n. 46165 del 18 novembre 2013 RITENUTO IN FATTO 1. - Con sentenza del 21 novembre 2012, la Corte d'appello di Brescia ha [...]

Corte di Casaszione, sezione III, sentenza 8 aprile 2013, n. 16001. Quando l’impresa ha sede all’estero, ma la maggior parte dell’attività si svolge in Italia, la dichiarazione dei redditi va fatta in Italia, altrimenti si configura evasione fiscale

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III PENALE Sentenza 8 aprile 2013, n. 16001 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 25774 del 4 luglio 2012. I beni delle società non sono confiscabili salva l’ipotesi in cui la struttura societaria costituisca un apparato fittizio, utilizzato dal reo proprio per porre in essere i reati di frode fiscale o altri illeciti, sicchè ogni cosa fittiziamente intestata alla società sia immediatamente riconducibile alla disponibilità dell’autore del reato.

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza n. 25774 del 4 luglio 2012 Svolgimento del processo 1. Con la impugnata ordinanza il Tribunale di Salerno, in funzione di giudice del [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 17 gennaio 2012, n. 1376. Reati tributari: nelle ipotesi di false fatture, per evasioni di imposta che siano superiori ad € 150.000, devono essere applicate anche le pene accessorie.

  SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III PENALE Sentenza 17 gennaio 2012, n. 1376 Svolgimento del processo Con sentenza del 22 ottobre 2010 il G.I.P. presso il Tribunale di Roma, [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza n. 20559 del 28 maggio 2012. Possibile l’applicazione di misure alternative al carcere anche per chi è condannato per il reato di evasione

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza n. 20559 del 28 maggio 2012 Svolgimento del processo 1. Con decreto emesso de plano l'11 luglio 2011 il Presidente del Tribunale di [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 15 dicembre 2011 n.46591. Nella frode fiscale il reato scatta solo al momento della dichiarazione

Corte di Cassazione, Sezione II penale, Sentenza 29 settembre-15 dicembre 2011 n.46591. Nella frode fiscale il reato scatta solo al momento della dichiarazione Il testo integrale[1] Corte di cassazione - [...]