processo telematico

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Le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES, sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni “.p7m” e “.pdf”, e devono, quindi, essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna

Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 27 aprile 2018, n. 10266. Secondo il diritto dell'UE e le norme, anche tecniche, di diritto interno, le firme digitali di tipo CAdES [...]

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 25 settembre 2017, n. 22320. In tema di notificazione telematica degli atti del processo

In tema di notificazione telematica degli atti del processo, quando ad essa e' poi corrisposto il mancato assolvimento di un preciso onere di autodotazione di strumenti di decodifica o lettura [...]

Corte di Cassazione, sezione Vi civile, ordinanza 31 agosto 2017, n. 20672

Va rimessa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, ritenuta di massima di particolare importanza, riguardante gli effetti della violazione delle disposizioni tecniche specifiche sulla forma [...]

Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 20 luglio 2016, n. 14827

In merito alla questione dell’ammissibilità del formato pdf.zip tra i formati elettronici utilizzabili per le comunicazioni telematiche della Cancelleria. Il formato pdf.zip non muta il contenuto del documento, ma serve [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 22 febbraio 2016, n. 3386. La copia del provvedimento trasmessa a mezzo Pec dalla cancelleria del tribunale equivale all’originale e dunque può considerarsi copia autentica anche ai fini dell’impugnazione

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 22 febbraio 2016, n. 3386 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 3 Composta [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 9 luglio 2015, n. 14368. La concreta applicabilità ed utilizzabilità della norma dell’art. 3-bis della 1. n. 53/1994 si è verificata soltanto a far tempo dal 15 maggio 2014, data di efficacia delle norme regolamentari cui allude il comma 1 della norma. Una notificazione eseguita dall’avvocato ai sensi dell’art. 3 -bis anteriormente alla data del 15 maggio 2014 si deve, dunque, reputare nulla e tale da giustificare, in mancanza di costituzione del convenuto, un ordine di rinnovo della notificazione

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 9 luglio 2015, n. 14368 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 3 Composta [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 4 dicembre 2014, n. 25662. La comunicazione telematica di cancelleria non è equipollente alla notificazione d’ufficio

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 4 dicembre 2014, n. 25662   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli [...]

Corte di Casaszione, sezione VI, sentenza 27 novembre 2014, n. 25215. Ai fini della obbligatoria adozione della forma telematica di notificazione, non è idoneo a soddisfare il requisito dell’indicazione dell’indirizzo della posta elettronica certificata nel ricorso per cassazione il riferimento alla P.E.C. fatto nell’intestazione del ricorso medesimo ai soli fini delle comunicazioni di cancelleria

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 27 novembre 2014, n. 25215 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 3 Composta [...]

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 12 settembre 2014, n. 132 Testo del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 212 del 12 settembre 2014), coordinato con la legge di conversione 10 novembre 2014, n. 162 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile.». (14A08730)

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 luglio 2014, n. 15070. Il D.M. n. 44/2011 che nel dettare le regole tecniche del processo telematico ha definito con maggior precisione le modalità attuative delle precedenti disposizioni chiarendo che una volta ottenuta da parte dell’ufficiale giudiziario interessato la prescritta abilitazione, ogni avvocato, dopo la necessaria comunicazione del proprio indirizzo di PEC al Ministero della Giustizia attraverso il Consiglio dell’Ordine di appartenenza, diventa il solo responsabile della gestione della propria PEC e non può invocare malfunzionamenti della stessa per contestare irregolarità di notifica.

  SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO sentenza  2 luglio 2014, n. 15070     Svolgimento del processo   1.- La sentenza attualmente impugnata (depositata il giorno 1 marzo 2013) [...]

Ministero della Giustizia, circolare 27 giugno 2014. Oggetto: adempimenti di cancelleria conseguenti all’ entrata in vigore degli obblighi di cui agli artt. 16 bis e sgg. d.l. n.179/2012 e del d.l. n. 90/2014

Ministero della Giustizia, circolare 27 giugno 2014 Ministero della Giustizia Dipartimento per gli Affari di Giustizia Direzione Generale della Giustizia Civile Al Sig. Presidente della Corte Suprema di Cassazione Ai [...]