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Tag: Presidente MANNINO Saverio

Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 5 dicembre 2016, n. 51675

Visite: 33 L’adesione individuale ad iniziative di astensione dalle udienze, quando risultino legittimamente deliberate da associazioni forensi in conformità al codice di autoregolamentazione, costituisce non già una ipotesi riconducibile all’istituto del legittimo […]

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 24 marzo 2016, n. 12470. Non costituisce atto abnorme l’ordine di iscrizione della persona non sottoposta ad indagini nel registro delle notizie di reato in relazione a fatti che emergano a suo carico in conseguenza delle indagini già espletate. Tale ordine risulta, infatti, ricompreso nel potere del giudice di ordinare nuove indagini cui fa riferimento, nel suo complesso, l’art. 409 cod. proc. pen., perché l’attività di indagine presuppone la necessaria iscrizione dell’indagato nel registro di cui all’art. 335 cod. proc. pen.. E, per le stesse ragioni, l’iscrizione relativa a nuovi fatti di reato può anche riguardare soggetti già indagati . In tali ipotesi, però, il giudice non può imporre al pubblico ministero un termine per la conclusione delle indagini, perché l’azione penale, comprensiva delle indagini stesse, rientra nella completa disponibilità del pubblico ministero secondo le regole ordinarie. Ne consegue che deve essere ritenuto abnorme il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari, nell’accogliere la richiesta di archiviazione formulata nei confronti dell’indagato, e nell’ordinare contestualmente l’iscrizione di quest’ultimo per altri titoli di reato, ritenuti configurabili nel fatto investigato, assegni al pubblico ministero un termine per lo svolgimento delle nuove indagini, in quanto in tale ipotesi non è applicabile la disposizione di cui all’art. 409, comma 4, cod. proc. pen.

Visite: 30 Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 24 marzo 2016, n. 12470 Ritenuto in fatto 1. – Con ordinanza del 2 maggio 2014, il Gip del Tribunale di Palermo ha […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 8 marzo 2016, n. 9442. Il delitto di induzione indebita di cui all’art. 319 quater cod. pen. può concorrere con il reato di violenza sessuale per induzione di cui al comma 2 n. 1 cod. pen. essendo diversi i beni giuridici protetti e soprattutto, differenti sul piano strutturale le condotte poste in essere, in quanto, mentre l’abuso insito nel delitto di induzione indebita va riferito al soggetto agente, quello insito nel delitto di violenza sessuale va riferito al soggetto passivo del reato ferma restando quale elemento comune una condotta induttiva di tipo approfittatrice tale da condizionare, seppur al di fuori di condotte violente, minacciose o costrittive, la volontà del soggetto passivo.

Visite: 29 SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 8 marzo 2016, n. 9442 Ritenuto in fatto 1.1 Con sentenza del 22 ottobre 2013 la Corte di Appello di Genova confermava la […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 7 marzo 2016, n. 9221. Ai fini dell’integrazione del reato di atti persecutori ex art. 612 bis c.p. sono sufficienti anche due sole condotte assillanti in successione tra loro, capaci di arrecare un effettivo pregiudizio alla persona cui sono dirette, purché il comportamento della vittima si frapponga come ostacolo invalicabile alle molestie del soggetto agente. Ne consegue che laddove il comportamento del soggetto passivo in qualche modo assecondi il comportamento del soggetto agente, viene meno il requisito indispensabile del mutamento radicale delle proprie abitudini e la situazione di ansia che segna in modo irreversibile la vita della vittima

Visite: 98 SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 7 marzo 2016, n. 9221 Ritenuto in fatto 1.1 Con ordinanza del 28 ottobre 2014 il Tribunale di Napoli – Sezione per il […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 14 gennaio 2016, n. 1166. Costituisce concreto e specifico elemento fattuale, idoneo a comprovare il pericolo di recidivanza, la circostanza che l’autore del fatto doti l’autovettura utilizzata per il trasporto di sostanza stupefacente di una telecamera che consenta il monitoraggio dell’ambiente esterno, rimanendo irrilevante la momentanea disattivazione di essa, essendo possibile in ogni momento il ripristino della sua funzionalità

Visite: 48 Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 14 gennaio 2016, n. 1166 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 23 dicembre 2015, n. 50438. Pienamente legittima la condanna per rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio da parte del cognato che – in qualità di assistente capo della Polizia – riveli al parente delle notizie riservate che siano state poi utilizzate per non assumere un dipendente in funzione di una condanna penale

Visite: 26 Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 23 dicembre 2015, n. 50438 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 17 dicembre 2015, n. 49659. Il sequestro probatorio disposto su iniziativa della polizia giudiziaria deve essere convalidato solo qualora il decreto del p.m. sia oggettivamente indeterminato facendo un generico richiamo a quanto rinvenuto in sede di perquisizione senza indicare l’oggetto specifico della misura, presupposto essenziale per la qualificazione dei beni come corpo e/o di pertinenza del reato

Visite: 64 Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 17 dicembre 2015, n. 49659 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 24 novembre 2015, n. 46500. In materia di accertamento di reati tributari il processo verbale di constatazione redatto in occasione di controlli è inseribile nel fascicolo del dibattimento nella parte in cui riproduce situazioni di fatto esistenti in un determinato momento e suscettibili di subire modifiche; così che possono essere utilizzati i riscontri documentali e contabili amministrativi quando riproducono una situazione obiettiva neppure contestata. D’altra parte, il processo verbale di constatazione redatto dalla guardia di finanza o dai funzionari degli uffici finanziari è un atto amministrativo extraprocessuale, come tale, comunque, acquisibile ed utilizzabile a fini probatori. Qualora, però, nel corso dell’attività ispettiva, emergano indizi di reato, occorre procedere secondo le modalità previste dall’art.220 disp.att.c.p.p., altrimenti la parte del documento redatta successivamente a detta emersione non può assumere efficacia probatoria e, quindi, non è utilizzabile”. Tale norma prescrive, infatti, che, quando emergano indizi di reato, gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale sono compiuti con l’osservanza delle norme delle codice. Da detta disposizione si evince, per converso, che l’obbligo non ricorre quando, ancora, non sono emersi elementi di colpevolezza nei riguardi di chi è sottoposto all’atto ispettivo o di vigilanza. In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, il controllo formale relativo alla regolarità della posizione contributiva del datore di lavoro, compiuto dall’Istituto previdenziale sulla base dei documenti già in suo possesso, non possa considerarsi attività ispettiva o di vigilanza ai sensi e per gli effetti di cui all’art.220 disp. att. cod.proc.pen., che impone l’osservanza delle norme a garanzia della difesa previste dal codice di rito

Visite: 44 Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 24 novembre 2015, n. 46500 Ritenuto in fatto 1. La Corte di Appello di Catanzaro, con sentenza del 05/03/2015, confermava la sentenza del […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 21 ottobre 2015, n. 42235. Con riguardo al sequestro preventivo per reati paesaggistici, la sola esistenza di una struttura abusiva integra il requisito dell’attualità del pericolo indipendentemente dall’essere l’edificazione ultimata o meno, in quanto il rischio di offesa al territorio e all’equilibrio ambientale, a prescindere dall’effettivo danno al paesaggio e dall’incremento del carico urbanistico, perdura in stretta connessione con l’utilizzazione della costruzione ultimata

Visite: 9 Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 21 ottobre 2015, n. 42235 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 21 ottobre 2015, n. 42230. L’amministrazione finanziaria non può opporsi se i giudici penali negano il sequestro dei beni di un gruppo di imputati rinviati a giudizio per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari. Neppure facendo appello alla direttiva comunitaria che prevede il diritto della vittima a ottenere un risarcimento da parte dell’autore del reato

Visite: 16 Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 21 ottobre 2015, n. 42230 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi […]

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