Presidente Esposito Antonio

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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 15 marzo 2016, n. 10792. Da un lato, in presenza di una causa di estinzione del reato il giudice è legittimato a pronunciare sentenza di assoluzione a norma dell’art. 129, comma 2, c.p.p. soltanto nei casi in cui le circostanze idonee ad escludere l’esistenza del fatto, la commissione del medesimo da parte dell’imputato e la sua rilevanza penale emergano dagli atti in modo assolutamente non contestabile, così che la valutazione che il giudice deve compiere al riguardo appartenga più al concetto di «constatazione», ossia di percezione ictu oculi, che a quello di «apprezzamento», e sia quindi incompatibile con qualsiasi necessità di accertamento o di approfondimento e, dall’altro, che nel giudizio di cassazione, relativo a sentenza che ha dichiarato la prescrizione del reato, non sono rilevabili né nullità di ordine generale, né vizi di motivazione della decisione impugnata

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 15 marzo 2016, n. 10792 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 20 gennaio 2016, n. 2281. Truffa aggravata e abuso di ufficio per i dipendenti del Tar che – in assenza specifici poteri – stipulino convenzioni telefoniche con le compagnie sul mercato, in nome e per conto del tribunale

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 20 gennaio 2016, n. 2281 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 21 dicembre 2015, n. 50169. In caso di sequestro probatorio, il relativo dissequestro può essere chiesto ed accordato soltanto perché il vincolo non è più necessario ai fini della raccolta delle prove. Il giudice delle indagini preliminari non può ordinare il rilascio per motivi che attengono alla «legittimità del provvedimento», in quanto la competenza a decidere sulla fondatezza del fumus del reato contestato è riservata in via esclusiva al tribunale del riesame

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 21 dicembre 2015, n. 50169 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione II, 21 dicembre 2015, n. 50177. Il delitto di truffa è configurabile anche quando il soggetto passivo del raggiro sia diverso dal soggetto passivo del danno ed in difetto di contatti diretti tra il truffatore e il truffato, sempre che sussista un nesso di causalità tra i raggiri o artifizi posti in essere per indurre in errore il terzo, il profitto tratto dal truffatore ed il danno patrimoniale patito dal truffato. Ne consegue che sussiste il delitto in esame anche nel caso di condotte poste i essere da pubblici funzionari fondanti l’apparente esistenza di accordi contrattuali stipulati tra P.A. e compagnie telefoniche, che espongono l’ente pubblico ad esposizione debitoria

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 21 dicembre 2015, n. 50177 Ritenuto in fatto Con decreto in data 09.07.2015, il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 21 dicembre 2015, n. 50177. Il delitto di truffa è configurabile anche quando il soggetto passivo del raggiro sia diverso dal soggetto passivo del danno ed in difetto di contatti diretti tra il truffatore e il truffato, sempre che sussista un nesso di causalità tra i raggiri o artifizi posti in essere per indurre in errore il terzo, il profitto tratto dal truffatore ed il danno patrimoniale patito dal truffato. La struttura del delitto di truffa non esige detta identità, né un particolare rapporto tra il truffatore ed il truffato; la truffa è, pertanto, configurabile pur in difetto di questi elementi, ma sempre che tra i raggiri o gli artifizi posti in essere dal soggetto agente per trarre in inganno il terzo, inducendolo in errore, il danno patrimoniale patito dal truffato ed il profitto tratto dal truffatore sussista un nesso di causalità

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza  21 dicembre 2015, n. 50177 Ritenuto in fatto 1. Con decreto in data 09.07.2015, il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 17 novembre 2015, n. 45644. Sulla fondatezza di una istanza di rimessione del processo, la grave situazione “locale” deve interpretarsi come fenomeno esterno alla dialettica processuale e, ai fini della idoneità a configurare la tipica fattispecie di rimessione ad altra sede ai sensi dell’art. 45 c.p.p., deve essere provata oltre che concreta, effettiva ed attuale

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 17 novembre 2015, n. 45644 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

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